Roma:Marcello Lo Chiatto l’amico che diventava fratello
Ci sono persone che entrano nella tua vita in punta di piedi. All’inizio le osservi da lontano, con il rispetto che si deve a chi porta sulle spalle esperienza, responsabilità e carattere. Persone che magari appaiono riservate, attente, quasi diffidenti.

Marcello Lo Chiatto era così.
Quando l’ho conosciuto non è stato immediato. Marcello non era uno di quelli che concedevano facilmente la propria fiducia. Era un uomo che valutava, osservava e cercava di capire chi aveva davanti. Ma era proprio questa sua prudenza a renderlo autentico. Perché quando decideva di aprirti la porta della sua amicizia, lo faceva per davvero.
E allora quello che inizialmente sembrava un semplice rapporto tra colleghi si trasformava in qualcosa di più profondo. Un legame sincero, fatto di rispetto reciproco, di parole vere e di presenza costante. Marcello diventava un amico. Anzi, qualcosa di ancora più raro: un fratello.
Sì, fratello. È forse il termine più giusto per descrivere ciò che rappresentava per molti di noi.
Era un uomo discreto, lontano dai riflettori, incapace di cercare protagonismo. Preferiva i fatti alle parole. Aveva una dote sempre più difficile da trovare: l’onestà. Un’onestà che non era soltanto professionale, ma umana. Marcello era trasparente nei comportamenti, corretto nei giudizi e leale nei rapporti.

Non prometteva ciò che non poteva mantenere. Non raccontava ciò che non era vero. Non tradiva mai la fiducia di chi gli stava accanto.
Nel lavoro era un professionista esemplare. La sua esperienza all’interno dell’Arma dei Carabinieri e del ROS racconta una vita dedicata al servizio dello Stato, alla sicurezza dei cittadini e al rispetto delle istituzioni. Ma chi lo ha conosciuto davvero sa che dietro la divisa c’era soprattutto un uomo straordinario.
Un uomo capace di ascoltare. Di comprendere. Di esserci.
La sua scomparsa improvvisa lascia un dolore difficile da spiegare. Da dichiarazioni raccolte L’Arma sta effettuando particolari analisi investigando sulle modalità e verificando come e’accaduto l’incidente che appare strano per le modalità accaduto. Certamete Marcello era molto attento era abituato a guidare e sapeva. muoversi per la strada.Questo incidente apre dubbi e perplessità che sia i colleghi che la polizia locale dovranno verificare,Appare strano che tutto ciò vedremo in futuro.Perché quando se ne va una persona come Marcello non perdi soltanto un collega o un amico. Perdi un punto di riferimento. Una voce sincera. Un sorriso rassicurante. Perdi qualcuno che sapeva farti sentire meno solo.
Oggi il suo nome viene ricordato nelle cronache che raccontano l’ennesima tragedia della strada. Ma per chi gli ha voluto bene Marcello non sarà mai una statistica.
Sarà sempre l’amico sincero.
L’uomo onesto.
Il professionista rispettato.
E soprattutto quel fratello che la vita ti regala una volta sola.
Chi scrive queste righe ha scelto di non firmarsi. Non per mancanza di coraggio, ma perché il protagonista non deve essere chi ricorda, bensì chi viene ricordato.
E allora ciao Marcello.
Grazie per l’esempio, per la tua amicizia e per la tua umanità.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerti porterà sempre con sé il tuo ricordo, custodendolo nel posto più sicuro che esista: il cuore
Youfoggia.com avendolo conosciuto avendolo frequentato e avendo avuto un rapporto fraterno seguirà con attenzione e scriverà sugli sviluppi perché Marcello era un Fratello.

