Regionali, alle ore 19 la provincia di Foggia è maglia nera nella classifica regionale dell’affluenza al voto

Ecco i nuovi dati sull’affluenza al voto pubblicati dalle prefetture ale ore 19: delle 7 regioni (Puglia, Campania, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Valle d’Aosta) in cui si vota per il rinnovo del consiglio e della giunta regionale la Puglia è penultima per percentuale di votanti (30,28%) precedendo solo la Campania (29,36%) fanalino di coda. La regione finora più ligia al diritto/dovere al voto è la Valle d’Aosta con ben il 44,35% di elettori recatisi alle urne, seguita dal Veneto (39,27%) e Toscana (38,17%).
All’interno della nostra regione poi la provincia di Foggia con poco più del 25% è ultima finora: la precedono in ordine crescente le province di Taranto, Brindisi, Lecce. E infine Bari e Bat, territori dove finora si è votato di più con rispettivamente il 29,20% e il 29,72%.
Il capoluogo dauno resta però uno dei comuni dove si sta votando di più rispetto alla sua provincia: Foggia è quinta in classifica con il 30,79%, preceduta da 4 dei 10 comuni in cui si vota anche per il rinnovo del consiglio e della giunta comunale e cioè Lucera (31,19%), Accadia (31,84%); Rocchetta Sant’Antonio (33,05%) e Ordona che, attualmente, con il 46,66%, conferma il trend delle ore 12 e si caratterizza come il comune della provincia di Foggia che stupisce per adesione alle urne.

I prossimi dati poco dopo le 23

Coronavirus, in Puglia 50 nuovi contagi, 8 in provincia di Foggia. Un decesso e possibile focolaio all’Ual, si attendono 86 nuovi tamponi. Piazzolla (dg Asl) però rassicura: “Tutto sotto controllo”

Il bollettino epidemiologico da Coronavirus diffuso dalla Regione Puglia, oggi, domenica 20 settembre, registra 50 nuovi casi positivi nel Tacco d’Italia. Di questi 8 in provincia di Foggia (dove ieri si è registrato anche un decesso), e 29 in provincia di Bari, territorio più colpito nelle ultime 24 ore, mentre pure in provincia di Taranto si è registrata purtroppo un’altra vittima. Attualmente i casi positivi in tutta la Puglia sono 2.128.
Dall’inizio dell’emergenza, nel Foggiano si sono registrati 1.657 positivi al Covid19. Attualmente però a preoccupare è il possibile focolaio che riguarda una Rssa foggiana, ovvero l’Ual, il centro per persone con difficoltà in viale Ofanto, dove ieri pomeriggio è morto un paziente contagiato dal virus (43 anni, aveva patologie pregresse) e altri due sono stati ricoverati a Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo. Si attende ora il risultato di altri 86 tamponi successivamente effettuati tra ospiti e operatori della struttura. Degli 8 risultati positivi tra i risultati già avuti dagli ultimi 10 tamponi, per altri 3 si è reso necessario il ricovero ospedaliero, operazione resasi necessaria evidentemente per la sintomatologia riscontrata su di loro.
A proposito della situazione il direttore generale della Asl di Foggia, Vito Piazzolla, ha così commentato, rassicurando però su tutte le misure di prevenzione tempestivamente adottate dagli organi sanitari per tenere tutto sotto controllo: “La Asl Foggia è impegnata nel monitoraggio continuo della criticità creatasi all’interno della Rssa dove ieri sono state registrate altre 8 positività su 10 tamponi effettuati ai contatti stretti dei primi 2 casi positivi. Nel pomeriggio di ieri sono stati sottoposti a tampone i restanti 43 ospiti e tutti i 43 operatori tra personale di ruolo, volontari e operatori della protezione civile. Al momento siamo in attesa dei risultati. Per 3 degli ospiti positivi si è reso necessario il ricovero ospedaliero. Tempestivamente è stato incaricato il dipartimento di Prevenzione che ha effettuato un sopralluogo in modo da verificare il rispetto degli standard di sicurezza adottati nella struttura. Gli esiti di questo sopralluogo saranno comunicati alla direzione generale lunedì. Nel frattempo abbiamo avviato una procedura di messa in sicurezza in modo da isolare, qualora fosse necessario, un intero piano della struttura per la gestione dei casi positivi asintomatici o paucisintomatici attraverso le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (U. S. C. A.) e l’equipe della M.A.R. dedicata”, ha concluso Piazzolla

Regionali 2020, i dati sull’affluenza alle ore 12. Foggia al terzo posto per percentuale di votanti, buona l’adesione nei comuni che eleggono il nuovo sindaco

Arrivano i primi dati sull’affluenza al voto in provincia di Foggia diramati dalla Prefettura. Alle ore 12 la media di votanti su tutto il territorio è di 10,66%, con il capoluogo dauno al terzo posto dei comuni con più affluenza, e cioè il 13,55% (nel 2015 il dato era stato leggermente più alto, ovvero del 13,7%, ma bisogna considerare l’emrgenza Covid e la possibilità, questa volta, di votare fino alle 15 di domani). A precedere Foggia, solo Ordona (exploit con il 19,27%) e le Isole Tremiti (13,78%), a seguire, invece, Accadia (13,11%). Fanalino di coda nella classifica dell’affluenza San Marco La Catola con il 2,52% di aventi diritto al voto che nella mattinata di oggi si sono recati alle urne, preceduto da Anzano di Puglia con il 3,13%, Roseto Valfortore (3,33%) e Faeto (3,45%).
Buona l’adesione, con una media che si aggira intorno al 12%, nei dieci comuni della provincia in cui, oltre che per il referendum e per le regionali, si vota anche per le amministrative. Oltre ai già citati Ordona e Accadia ecco l’affluenza negli altri paesi al voto per eleggere la nuova giunta comunale: Casalvecchio di Puglia (9,71%), Monteleone di Puglia (11,33%), Rocchetta Sant’Antonio (10,86%), Serracapriola (11,44%), Lucera (12,21%), Mattinata (12,35%), Cagnano Varano (12,60%), Lesina (10,84%).

Furto a Parcocittà: lo sfogo dei coordinatori che a breve vedranno anche scadere la convenzione per la gestione del parco.

“Lavoriamo tutti i giorni per darvi un luogo accogliente e interessante, ma qualcuno prova a rovinarci i piani. Queste sono le foto dell’ultimo furto subito. Un motivo in più per affermare che Parcocittà ha bisogno di certezza sul proprio futuro, affinché non sia restituito al degrado e all’abbandono com’era alcuni anni fa. Noi siamo pronti a fare ancora la nostra parte “.
E’ il post divulgato questa mattina attraverso facebook dal coordinamento di Parcocittà rispetto all’ultimo furto avvenuto all’interno del centro polivalente di Parco San Felice. Il messaggio di denuncia arriva a qualche settimana dallo spiacevole evento (verificatosi a cavallo di ferragosto) con foto a corredo degli ingenti danni subiti dalla struttura (anche se magro il bottino dei ladri). L’intento del coordinamento è quello di denunciare il futuro incerto a cui va incontro Parcocittà. Tra poco più di un mese, infatti, scade la convenzione di gestione della struttura all’associazione di scopo temporaneo che cinque anni fa ha riqualificato quello che per anni era stato un luogo di abbandono, degrado e illegalità trasformandolo in un centro di legalità, socialità, arte e cultura grazie ai fondi ricevuti dallo Stato in seguito alla vittoria di un bando ministeriale sulla riqualificazione degli spazi urbani.
La concessione del bene pubblico, però, non è stata rinnovata agli attuali gestori dall’amministrazione comunale che, nonostante sia partner di alcuni progetti di Parcocittà contro la povertà educativa, ne ha chiesto ufficialmente la riacquisizione. Non si sa ancora bene per farne cosa. Il sindaco Landella e l’assessore Giuliani hanno parlato nelle settimane scorse, a mezzo stampa, di un bando che darà a tutte le associazioni cittadine la possibilità di concorrere per la futura gestione del centro. Ma a poco più di un mese dalla scadenza della convenzione, tutto ancora tace. E i tempi tecnici di formulazione di un bando con relativa messa a gara e assegnazione della struttura non sono neppure così brevi. E se i furti o gli atti vandalici (più di uno in questi ultimi 5 anni) avvengono persino ora che la struttura è presidiata e colma di attività dalla mattina alla sera, 7 giorni su 7, figuriamoci cosa succederà quando rimarrà sguarnita di una presenza al suo interno. Si fa, dunque, sempre più reale il timore che una volta che le associazioni che attualmente gestiscono il centro chiuderanno dietro di sé le porte di Parcocittà, quel luogo potrebbe tornare all’oblio e all’incuria in cui è sprofondato per già tanti, troppi anni. In questo senso è partita nel mese di luglio la petizione “Salviamo Parcocittà” sulla piattafoma change.org (finora quasi 4mila sottoscrizioni) di cittadini foggiani che chiedono al Comune di rinnovare la convenzione alle associazioni che hanno riqualificato e fatto rivivere così bene quel luogo simbolo di Foggia per evitare che si ritorni al degrado e alla devastazione precedenti.

Trepidazione per Francesco dopo il delicato intervento al Riuniti. Polizia al setaccio per risalire agli autori della brutale rapina

La comunità di Foggia è in trepidazione per le sorti di Francesco Traiano, il 38enne in condizioni gravi ma stabili dopo essere stato sottoposto ad un intervento di neurochirurgia al Policlinico Riuniti, a seguito dell’aggressione subita, ieri pomeriggio, a scopo di rapina da parte di tre malviventi nel suo bar, “Gocce di caffè”, in via Guido Dorso. Magrissimo il bottino che hanno asportato dall’esercizio commerciale.
Traiano, che avrebbe reagito all’assalto dei rapinatori, è stato colpito da uno dei tre con un oggetto contundente alla fronte, subendo un fortissimo trauma cranico, motivo che determinerebbe le sue gravi condizioni cliniche attuali. Ma i medici hanno anche riscontrato altre ferite sul corpo della vittima, alcune compatibili con arma da taglio, forse un coltello o un taglierino.
Anche questo dovranno stabilire gli inquirenti, al setaccio per risalire agli autori della rapina e dell’aggressione, probabilmente tre uomini di Foggia, tutti a volto coperto al momento del colpo, più un quarto alla guida della macchina con cui sarebbero fuggiti.
Nella serata di ieri sono scattate le perquisizioni degli agenti della squadra mobile a carico di una dozzina di pregiudicati locali. Le indagini continuano senza sosta, attraverso i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, acquisiti dagli inquirenti. Che starebbero lavorando anche in termini comparativi rispetto alle altre rapine recentemente avvenute ai danni di diversi bar e locali del capoluogo dauno.

Tricarico stupisce ancora con “Solo Braccia”, opera gigantesca per gli “schiavi del pomodoro”. E lancia la critica a Landella e la Lega

“Un totem all’ingresso di Foggia. Forse il luogo più trafficato da chi ha un legame più o meno stretto con questa città.
Realizzato in ricordo dei 16 braccianti morti due anni fa, con un’immagine che rappresenta l’ultimo gesto che hanno compiuto poco prima di morire.
Oltre 700 pannelli per un totale di quasi 800m2.
Di questa stampa resteranno presto solo pochi brandelli cullati dal vento, proprio come le parole di questa eterna campagna elettorale”.
E’ l’incipit di presentazione del nuovo capolavoro di denuncia sociale di Alessandro Tricarico, l’artista foggiano delle persone umili, autore anche di “Closcià”, l’installazione in zona stazione – presentata alla fine dello scorso anno – per sensibilizzare alla condizione dei senzatetto. Tricarico, recensito più volte da riviste nazionali di settore, come Art Tribune, gira l’italia, specie del Sud, arricchendo borghi e città con le sue installazioni di carattere sociale, omaggiando volti e figure del popolo.
Questa volta il suo lavoro, dal titolo “Solo Braccia”, finanziato da Intersos, campeggia in via Manfredonia, sugli ex silos del grano Casillo, ed è dedicato ai migranti sfruttati nei campi agricoli, i nuovi schiavi dell’Occidente, e in particolare al tragico episodio che vide morire, due anni fa, 16 di loro, giovanissimi, in un incidente stradale mentre venivano trasportati sui campi di pomodoro. I loro nomi sono ricordati nel video dello stesso artista pubblicato per presentare l’opera sui suoi canali social, con un post a corredo.
Un post che continua così, con parole di dissenso rivolte al sindaco di Foggia, alla Lega e agli ultimi accadimenti di cronaca politica di cui si sono resi protagonisti, ricordando infine gli ultimi di questa terra: “Si dice che ‘alle cose piace succedere’ e, difatti, sono successe. La pioggia prima e il caldo poi ci ha fatto rimandare di un mese i lavori.In questo mese è successo che il sindaco di questa città, la mia città, sia passato in quota lega nord ed abbia ‘consegnato nelle mani’ del suo capo di partito la suddetta città. La mia città. E allora anche io, che non sono nessuno, consegno questa città nelle mani spaccate di tutti i braccianti, nelle mani protese delle zingare fuori dai supermercati, in quelle delle puttane sfruttate in via bari e via san severo, che salutano i conducenti e richiamano le auto, a quelle dei barboni che si sfregano l’un l’altra dal freddo fino a consumarsi per cercare un po’ di calore.
La consegno in tutte quelle mani che stringono ancora un briciolo di dignità, nella buona o nella cattiva sorte. Perchè questa terra appartiene a chi la accarezza e non a chi se ne riempie le tasche per poi tirarla fuori all’occorrenza di comizio in comizio”, chiude il post dell’artista.

Il ministro Bonafede visita a sorpresa il Tribunale di Foggia e tocca con mano le criticità. Poi assicura: “La Cittadella della Giustizia è tra le opere in programma del Governo”

 

 

Visita a sorpresa, questa mattina, del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al Tribunale di Foggia. Bonafede, accompagnato dal procuratore Ludovico Vaccaro, ha voluto toccare con mano le diverse criticità che riguardano il Palazzo di Giustizia foggiano, specie quelle emerse in tempo di Covid: dai rallentamenti delle pratiche giudiziarie alla mancanza di spazi. Difficoltà che il ministro ha constatato di persona aggiungendo alla fine del colloquio con avvocati, giudici, cancellieri e operatori del Tribunale: “La Cittadella della Giustizia di Foggia è tra le opere in programma”, ha assicurato il Guardasigilli.

Ordona, cadavere seminudo sul ciglio della strada: forse un pestaggio la causa della morte

E’ stato trovato morto, vestito solo di un calzino e degli slip, sul ciglio della strada provinciale 110 nei pressi di Ordona, non lontano dagli scavi archeologici. Questa mattina, il cadavere dell’uomo, sui 30 anni, presentava lividi ed ecchimosi sparsi sul corpo, in particolare sul volto, sul torace e sull’addome, che farebbero pensare ad un pestaggio, o comunque ad un’aggressione non compatibile con l’utilizzo di armi da fuoco o da taglio. Esclusa l’ipotesi del suicidio, gli inquirenti dell’arma dei carabinieri indagano per ricostruire l’accaduto.

Tremiti, si spacciano per giornalisti e tentano la truffa ad una struttura alberghiera

Si fingono giornalisti per provare ad approfittare dell’ospitalità di una struttura alberghiera. E’ accaduto alle Isole Tremiti, dove tre uomini e una donna della provincia di Foggia, tutti con precedenti di polizia anche per reati specifici, hanno tentato la truffa spacciandosi per una troupe di reporter. Dopo cinque giorni di vacanza tra vitto, alloggio e usufrutto dell’ombrellone della struttura turistica, e qualche simulazione di foto e riprese per un finto servizio giornalistico che, i quattro, avevano detto ai titolari dell’albergo – sin dalla prenotazione – sarebbe stato di sicuro impatto pubblicitario, i tre hanno lasciato il residence senza pagare il conto, ammontante ad 800 euro.
Allertati dell’accaduto, i carabinieri sono riusciti a rintracciare in breve tempo i malfattori, per cui è scattata la denuncia e la proposta del foglio di via con divieto di ritorno sull’arcipelago garganico.
Non è la prima tentata truffa che si registra quest’anno alle Tremiti. A luglio infatti i carabinieri delle Diomedee avevano fermato cinque persone, già imabarcate sul traghetto per lasciare l’isola, dopo aver acquistato dei souvenir con carta di credito rubata ad una turista.

Blitz delle forze dell’ordine in circoli e cicchetterie: elevate sanzioni salate e chiusi alcuni esercizi

Nell’ambito dei servizi predisposti dal questore di Foggia per il contrasto alle attività illegali che si svolgono in città e provincia e, in particolare nei centri storici e della movida, nonché di servizi intesi a verificare il rispetto delle norme anticovid, nelle ultime settimane sono stati intensificati i controlli presso numerose attività già monitorate dagli agenti della Polizia Amministrativa perché luoghi di concentrazione di numerosi giovani.
Nel corso dei controlli sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 15.000 euro a carico di titolari di alcuni circoli privati: uno dei quali situato a Zapponeta, che aveva trasformato la propria attività, da semplice circolo per soci e per attività socio/culturali/, in vero e proprio esercizio pubblico, dove era ammesso l’ingresso di qualsiasi avventore e un altro circolo situato in pieno centro storico di Foggia.
Per entrambi i circoli, a seguito dell’informativa della locale Polizia Amministrativa, sono state sospese le attività di somministrazione riservate ai soci e ordinata la cessazione dell’abusiva somministrazione al pubblico da parte dei sindaci dei Comuni di Foggia e Zapponeta. Nel corso dell’attività è stata sanzionata una “cicchetteria” priva di qualsiasi autorizzazione, in pieno centro storico e proposta al sindaco di Foggia la chiusura dell’attività.
Controllata e sanzionata una sala slot del quartiere ferrovia lasciata completamente incustodita dal titolare e quindi di libero accesso a chiunque, anche minorenni, e senza che fossero garantite le norme anti covid. A seguito della segnalazione al Comune è stato avviato il procedimento per la revoca della autorizzazione di sala giochi.
Avviato, dal Comune di Foggia e sempre su segnalazione della Divisione PASI, il procedimento per la revoca dell’autorizzazione per pubblico esercizio ad una discoteca abusiva già oggetto di controllo e chiusura da parte per abusivo esercizio dell’attività e violazione delle norme anti covid.
I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane per garantire il rispetto della legalità e delle norme in materia di circoli privati e pubblici esercizi, nonché di quelle previste per i divieti di assembramento e uso dei sistemi anti covid.

Parco nazionale del Gargano: a diversi giorni dalla bagarre su Villani, Totaro e ispezione ministero c’è la replica del presidente Pazienza

Sulla bagarre del Parco nazionale del Gargano, a diversi giorni dall’accadimento dei fatti, arriva finalmente la risposta del presidente Pazienza, che chiarisce e motiva la decisione di revocare l’incarico di direttore a Maria Villani, a soli tre mesi dalla nomina che quest’ultima aveva ricevuto dal ministro all’Ambiente Costa.
“Nessuna discriminazione di genere o operazione politica – scrive Pazienza – ma un’azione resasi necessaria per l’assenza di un adeguato bagaglio tecnico-professionale essenziale per dirigere la macchina amministrativa del Parco e per porre fine ad un atteggiamento incapace di creare condizioni relazionali ed operative idonee sia con la presidenza che con buona quota dei dipendenti dell’Ente. Non da ultimo la segnalazione del reiterato uso dei mezzi dell’Ente per finalità non istituzionali”.
Nella sua lettera, Pazienza risponde anche alle polemiche dei 5 Stelle che chiedevano l’intervento e l’ispezione del ministero per vederci chiaro nella questione. “La richiesta di ispezione da parte del ministero arrivata da più parti – replica il presdiente del Parco del Gargano – è auspicata dallo stesso Pazienza, che oltre ad aver tempestivamente informato gli uffici del Ministero delle criticità esistenti, ha anche attivato gli opportuni controlli interni tramite il coinvolgimento immediato del Collegio dei Revisori, valutando al contempo di intraprendere ulteriori iniziative. Un’ispezione del ministero e l’avvio di attività d’indagine – sostiene Pazienza – servirebbero ancor di più e meglio a mettere in luce tutte le strumentalizzazioni, anche politiche, operate da chi sembra interessato ad alimentare sterili polemiche intorno a un Ente che invece ha ritrovato negli ultimi giorni un clima di serenità e di operatività”.
E ancora, un passaggio anche sulla procedura di sostituzione della Villani con Vincenzo Totaro alla direzione Ente, nome, per giunta, discusso da più parti perchè sarebbe apparso all’interno delle indagini giudiziarie che hanno portato allo scioglimento del Comune di Monte Sant’Angelo per sospette infiltrazioni mafiose: “A seguito dell’uscita dal ruolo della Villani, ho inviato una nota protocollata ai sette referenti delle Aree operative dell’Ente (gli unici titolati a ricoprire il ruolo di direttore facente funzioni) chiedendo chi tra loro si sarebbe voluto rendere disponibile. Non essendo giunta alcuna risposta, ho riunito i responsabili delle aree operative e ho chiesto loro di individuare un nome altrimenti la scelta sarebbe avvenuta per estrazione. La riunione si è chiusa con l’indicazione del nome di Totaro e con la redazione di verbali opportunamente firmati e pubblicati subito sul sito dell’Ente. La nomina temporanea di Totaro, da qualcuno strumentalizzata come ‘azione ad orologeria’, non è dunque – continua la nota – espressione diretta di Pasquale Pazienza, ma è il risultato di una procedura partecipata e trasparente aperta a tutti i potenziali aventi diritto, sollecitata dal presidente e dettata dalla necessità di riorganizzare immediatamente la macchina amministrativa considerate le imminenti scadenze per presentare proposte progettuali per un importo totale di circa 6 milioni di euro, che altrimenti rischiavano di andare perse. Mi risulta – precisa infine Pazienza sull’argomento – che Totaro non abbia la fedina penale macchiata di alcunché (vedasi il certificato di casellario giudiziario e dei carichi pendenti), che abbia sempre lavorato nell’Ente senza subire alcuna forma di interdizione ed inoltre, cosa che stranamente non è mai stata rilevata da alcuno in tutti questi anni, è da sempre il referente responsabile dell’Area che gestisce gli appalti e i contratti, oltre ad essere l’interlocutore amministrativo dell’Ente con la Procura della Repubblica di Foggia per tutto ciò che attiene il tema degli abbattimenti dei manufatti abusivi”.
Pazienza, poi, chiude con una stoccata a coloro che definisce “i soliti noti” sempre pronti a “rinfacciare” la chiusura dell’oasi Lago Salso e l’assenza del Piano del Parco. “Ho trovato l’Oasi già chiusa all’atto del mio insediamento e ho avviato la procedura di scioglimento e liquidazione dell’Oasi Lago Salso SpA a seguito di una verifica sull’operato dei suoi amministratori – chiarisce Pazienza – a conferma di un intento operativo orientato a ripristinare regolarità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Non può e non deve sfuggire che chi attacca è proprio chi è stato messo alla porta per il cattivo operato nella SpA. Sulla questione del Piano del Parco va evidenziato che, nonostante il fermo per Covid, ci siamo impegnati in questi mesi per attivare – tra le altre cose – le funzioni necessarie a produrre la documentazione richiesta dalla Regione Puglia per il completamento della procedura di approvazione. Questo del Piano è un tema su cui si discute dal lontano 2004 ma che solo ora, a dispetto delle inutili polemiche, sembra essere in dirittura d’arrivo”.

Manfredoniana appena sedicenne adescata e stuprata: l’aguzzino è un foggiano di 22 anni

Approfittando della superiorità fisica e dell’influenza psicologica nei confronti della sua vittima, l’ha portata a casa sua e ha abusato di lei. Si tratta di un 22enne foggiano che in vacanza a Manfredonia ha adescato più volte una ragazza appena sedicenne. I fatti sono avvenuti a luglio di quest’anno. E soltanto dopo aver subito varie violenze, la ragazza, nell’ultimo incontro con il suo aguzzino è riuscita a divincolarsi, a fuggire e a raccontare tutto ai suoi genitori. E cioè gli episodi di violenza subiti dal 22enne foggiano dopo che con una scusa questo l’aveva portata a casa sua e, dopo aver chiuso la porta a chiave, approfittando anche dell’assenza di altre persone, aveva iniziato ad abbracciarla, baciarla, palpeggiarla, fino a compiere lo stupro.
Per il gip che negli scorsi giorni ha notificato al responsabile l’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari (provvedimento arrivato a seguito delle indagini condotte dal Nucleo operativo radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Manfredonia) i comportamenti del giovane sussistono in violenze gravemente lesive dell’integrità fisica, morale e psicologica della ragazza.

Picco di contagi in provincia di Foggia: nelle ultime 24 ore 26 nuovi soggetti positivi al Covid19

Record giornaliero di casi positivi al Covid 19 in provincia di Foggia. Oggi, martedì 15 settembre, il bollettino medico giornaliero ha fatto registrare 26 nuovi soggetti. Un numero così alto in Capitanata non si registrava dal 28 aprile quando i contagiati in provincia di Foggia furono ventotto in 24 ore.
A proposito nel nuovo picco queste le dichiarazione del direttore generale della Asl Foggia, Vito Piazzolla: “Nelle ultime 24 ore in provincia di Foggia sono stati registrati 26 nuovi casi di persone positive al COVID 19. Si tratta di: 15 contatti di casi già noti; 8 persone sintomatiche; 2 persone individuate durante l’attività di screening di pre-ricovero; 1 rientro dalla Spagna”.

 

In carcere, ma con il reddito di cittadinanza: denunciati in 30 dalla Guardia di Finanza

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, nell’ambito di attività finalizzate al controllo della spesa pubblica nazionale, hanno scoperto 30 persone che hanno percepito il Reddito di Cittadinanza pur non avendone diritto perché detenuti in carcere o perché con familiari detenuti.
Tra i requisiti di compatibilità per la percezione del reddito, il legislatore ha previsto, tra gli altri, la mancata sottoposizione a misure cautelari personali di chi ne fa richiesta. Se ad essere sottoposto a detenzione è invece un componente del nucleo familiare del richiedente, allora il sostegno economico è ridotto secondo parametri prefissati in norma. Partendo da tale precetto, i Finanzieri della Compagnia di San Severo, hanno passato al setaccio la posizione di 169 persone che dall’entrata in vigore del provvedimento sono stati associati presso una casa circondariale della Capitanata. È così emerso che 30 persone hanno indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza.
Tra i detenuti scoperti dalla Guardia di Finanza, i cui nuclei familiari hanno percepito il Reddito di Cittadinanza, figurano soggetti sottoposti a misura detentiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione. Tutte le posizioni illecite fatte emergere dai Finanzieri sono state segnalate all’INPS per la revoca e il recupero del beneficio economico nonché denunciate alla Procura della Repubblica di Foggia per l’esercizio dell’azione penale a carico di chi ha fornito dichiarazioni false e omesso informazioni dovute in sede di richiesta del Reddito di cittadinanza.
L’importo complessivo delle somme indebitamente elargite dall’INPS, e di cui si è proposto il recupero, ammonta a circa 200 mila euro. I risultati ottenuti nello specifico settore qui riportati testimoniano l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’attività istituzionale del Corpo e l’attenzione particolare a contrastare fenomeni, come quello portato alla luce che, attraverso l’accesso a benefici assistenziali da parte di chi non ne ha titolo, non solo generano un danno immediato per la casse pubbliche, ma drenano risorse che potrebbero essere impiegate per altre finalità ed utilità sociali a favore di coloro che ne hanno effettivamente diritto e bisogno.

 

Coronavirus, 61 nuovi casi in Puglia, 6 in provincia di Foggia.

Ci sono 61 nuovi casi di positivi al Coronavirus in Puglia: questo il bollettino del 14 settembre che pubblica i dati di riscontro dei 1820 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. In provincia di Foggia sono 6 i nuovi casi di positività al Covid 19. Secondo il direttore sanitario della Asl Foggia, Vito Piazzolla: “Sono 6 le nuove positività registrate in data odierna in provincia di Foggia. Eccetto che per 1 contatto stretto di un caso già noto, negli altri 5 casi si tratta di persone sintomatiche, tutte prese in carico dal servizio di igiene aziendale”.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 351.539 test nel Tacco d’Italia; 4.225 sono i pazienti guariti; 1.713 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 6.510, così suddivisi: 2487 nella provincia di Bari; 520 nella provincia di Bat; 741 nella provincia di Brindisi; 1529 nella provincia di Foggia; 722 nella provincia di Lecce; 460 nella provincia di Taranto; 50 attribuiti a residenti fuori regione; 1 provincia di residenza non nota.

 

Foggia calcio, le prime affascinanti ipotesi sulla campagna acquisti. Per la serie C, in offerta Djourou

Si muovono le prime indiscrezioni sulla campagna acquisti del Foggia in vista del prossimo campionato di serie C, al via il prossimo 27 settembre. Secondo la pagina instagram foggianontilasciomai, noto canale social di divulgazione e curiosità sui Satanelli, al club rossonero sarebbe stata offerta la possibilità di prendere l’esperto terzino destro Johan Djourou, 33enne ivoriano naturalizzato svizzero, attualmente svincolato. Una possibilità che si affaccerebbe all’orizzonte del Foggia complice l’origine sanseverese di Mario De Rossi, il manager che cura gli interessi del giocatore in Italia.
Djourou è un giocatore d’esperienza che ha militato nella massima serie svizzera (con Sion e Neuchatel Xamax), inglese (nell’Arsenal con 86 presenze in 7 stagioni e nel Birmingham), tedesca (Hannover e Amburgo) e italiana dove ha collezionato 5 presenze con la Spal nel 2018/2019.
Djourou può inoltre vantare 75 presenze e due gol con la nazionale svizzera, con la quale ha preso parte a tre mondiali.

Il Foggia è in serie C. Respinti i ricorsi di Picerno e Bitonto. Pelusi: “Pronti a questa nuova avventura”

Il Foggia è ufficialmente in serie C. E’ arrivata ieri pomeriggio la sentenza della Corte federale d’appello che respinge i ricorsi di Picerno e Bitonto (la prima viene retrocessa, la seconda penalizzata di 5 punti, lasciando così al Foggia calcio la prima posizione in classifica nello scorso campionato) all’interno dell’inchiesta sulla presunta combine.
Grande l’entusiasmo di tutta la dirigenza del Foggia, tra cui l’amministratore delegato Davide Pelusi che ieri ha stappato in segno di festaggiamento una bottiglia di spumante davanti allo Zaccheria e ha dichiarato alla stampa di essere pronti a questa nuova sfida: “Adesso procediamo speditamente. Ho sentito un delegato della serie C, in settimana effettueremo tutte le pratiche per l’iscrizione della squadra alla categoria. In accordo con il Comune verranno effettuati anche tutti quei piccoli adeguamenti strutturali di cui lo stadio necessita. E finalmente possiamo ultimare i contratti ai giocatori che faranno parte di questa nuova avventura e che aspettavano la sentenza per capire quale sarebbe stato il loro futuro. Con questa nuova promozione si può dire che porto bene al Foggia”, ha concluso scherzosamente Pelusi. A chi gli ha chiesto se anche lui continuerà a far parte del team Pelusi ha risposto: “Ora godiamoci la vittoria, poi si vedrà”.

Sergio Spirito non c’è più, era tra i veterinari più amati di Foggia. Piange il mondo degli animalisti di Capitanata

E’ morto Sergio Spirito, tra i veterinari più amati di Foggia. Spirito, che aveva il suo studio medico in via dell’Arcangelo Michele, ha speso tutta la sua vita e la sua attività professionale in prima linea nella lotta al randagismo e l’anno scorso era stato nominato presidente dell’apposita commissione regionale. Persona libera, non convenzionale e sempre disponibile a sostenere la cause degli animali, Spirito ha lavorato per molti anni anche a contatto e sostegno dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali).
Tanti i messaggi di stima e cordoglio sulla sua bacheca facebook.
Se ne va una figura portante del mondo degli animalisti a Foggia.

Il nuovo trend della micro-criminalità: saccheggiare i locali della movida. Dopo Anime Brille e Sartoria del Gusto, ora anche lo Sharing Cafè. Gli esercenti: “Zona allo sbando, il centro è diventato la periferia”

E’ l’ultimo preoccupante trend della microcriminalità foggiana: furti in piena notte in pub, enoteche, locali e lounge bar della movida del capoluogo dauno. In pochi giorni ben tre esercizi commerciali del centro cittadino sono stati presi d’assalto dai ladri. Prima “Anime Brille”, in piazza Federico II, dove sono state rubate piastre, robot da cucina, soldi e bottiglie di pregio, poi è stata saccheggiata la “Sartoria del Gusto”, in vico Ciancarella, con altrettanti ingenti danni provocati dalla sottrazione di strumentazioni di valore. Infine, due notti fa, lo Sharing Cafè, in corso Giannone. L’accorata denuncia della titolare su fb: “Questa notte Sharing ha subito un furto. Qualcuno è entrato, distruggendo, danneggiando, rubando tutto ciò che poteva. Hanno usurpato casa mia, il luogo in cui butto il sangue ogni giorno, il mio angolo di felicità in questa città malata. Non riesco a spiegare come mi sento”.
Preoccupati gli esercenti della movida, alcuni dei quali hanno espresso serie perplessità sulla tutela e sull’assenza di una pianificazione comunale che riguardi l’area cittadina in termini di sicurezza, specie nelle ore notturne, quando dicono “sembra essere una zona non più governata, sembra essere la periferia invece che il centro. Si fa la retorica sulla sicurezza ma nessuno fa rispettare il minimo”, conclude Gianni Di Bari, tra i titolari dell’enoteca in piazza Federico II.

 

Accumuli di rifiuti intorno ai cassonetti in diverse zone della città. “Il servizio pubblico di raccolta cosa fa?”. La denuncia dei lettori

Un video di denuncia sull’accumulo di rifiuti (in pieno giorno) tutt’attorno ai cassonetti, evidentemente già colmi di pattumiera. “Il servizio comunale di raccolta cosa fa?”. E’ la domanda del nostro lettore, che denuncia questa indecorosa situazione “che si verifica – lamenta – puntualmente, ormai da giorni, in viale Di Vittorio”. Non è però, questa, l’unica zona del capoluogo dauno dove sistematicamente si creano ammassi di rifiuti che vanno a invadere strade e marciapiedi nelle vicinanze degli appositi contenitori. Diverse segnalazioni sono arrivate, alla nostra redazione, di cittadini residenti in altri quartieri di Foggia. Tra esse, le denunce su episodi del tutto simili che riguardano le postazioni di raccolta rifiuti in zona Macchia Gialla/Parco dei Fiori, in via dell’Arcangelo Michele, per esempio, a ridosso del grande parco urbano a due passi dalla chiesa di San Pietro, dove spesso si intrattengono femiglie e bambini costretti a fare i conti con la sudicizia che il servizio di raccolta, evidentemente poco efficiente, permette che prolifichi per le vie di Foggia.