AttualitàCronacaPoliticaPugliaUncategorized

Foggia:Arca Capitanata, il caso Liscio riapre la partita degli equilibri nella Regione Puglia


La possibile uscita anticipata dell’amministratore unico nominato da Emiliano e Piemontese diventa il nuovo fronte dello scontro politico. Dopo Sanitaservice, che stato nominato Massimo Russo e fatto fuori Angelo Tomaro,la partita delle nomine mette sotto pressione gli equilibri della nuova maggioranza.
Non è soltanto una questione amministrativa. La vicenda di Giuseppe “Pippo” Liscio, amministratore unico di Arca Capitanata, rischia di diventare uno dei primi veri banchi di prova dei nuovi equilibri all’interno della Regione Puglia.
L’incarico conferito nel dicembre 2022 dall’allora presidente Michele Emiliano aveva una durata quinquennale. Il decreto presidenziale del 27 dicembre 2022 nomina ufficialmente Liscio alla guida dell’Agenzia e stabilisce un’indennità di funzione omnicomprensiva di 91.995,02 euro lordi all’anno.

Oggi, però, quella nomina è arrivata al capolinea.

Secondo quanto riferito nelle ultime ore da alcuni politici regionali,alla Regione sarebbe già stata predisposta e notificata una comunicazione di revoca, risalente al 10 agosto, motivata dal mancato possesso dei requisiti soggettivi necessari alla permanenza nell’incarico. Alla vicenda si aggiungerebbe la richiesta di restituzione delle somme percepite durante il periodo considerato non legittimo. Si parla di alcune centinaia di migliaia di euro, ma l’importo definitivo dovrà essere verificato sulla base degli atti ufficiali.

Il punto giuridico nasce dall’età pensionabile. La normativa regionale che disciplina le Arca stabilisce infatti che l’incarico di amministratore unico non può protrarsi oltre l’età pensionabile. Liscio, nato il 15 gennaio 1956, ha raggiunto i 67 anni nel gennaio 2023, poche settimane dopo la nomina.

È proprio questo il nodo sul quale la nuova amministrazione regionale sembra avere deciso di intervenire.

La ricognizione sugli incarichi
La questione Liscio si inserisce in una più ampia ricognizione degli incarichi negli enti e nelle società regionali. Il nuovo corso della Regione ha posto l’attenzione sulla posizione di amministratori e componenti di organismi che abbiano raggiunto, durante il mandato, l’età pensionabile.
La verifica non riguarda quindi soltanto Arca Capitanata. Il tema è quello della legittimità della permanenza negli incarichi e delle eventuali conseguenze patrimoniali, compresa la restituzione delle somme nel caso in cui venga accertata l’assenza dei requisiti.

Nel caso di Arca, la questione assume però un peso particolare perché Liscio era stato scelto direttamente dall’amministrazione Emiliano e Piemontese e perché negli ultimi mesi l’Agenzia è stata interessata da diverse procedure amministrative.

Tra queste c’è il concorso per due dirigenti amministrativi. La procedura, aperta nel marzo 2026, è stata oggetto di successive modifiche e, secondo la ricostruzione della stampa locale, di interventi delle strutture regionali di vigilanza. Il portale InPA conferma che la procedura è stata avviata nel 2026 e che, a settembre, è stata nuovamente nominata la commissione.

C’è poi la procedura per la nomina del direttore di Arca Capitanata, avviata con deliberazione dell’amministratore unico nel luglio scorso. Anche questa procedura risulta ufficialmente agli atti.

Per questo l’eventuale cambio al vertice non sarebbe una semplice sostituzione di persona. Potrebbe infatti determinare una revisione delle iniziative amministrative ancora in corso.

Dopo Sanitaservice, un altro fronte
La vicenda Arca arriva dopo quella, politicamente delicata, di Sanitaservice Foggia.
Qui il confronto sulle nomine ha evidenziato pubblicamente posizioni differenti all’interno della maggioranza regionale: da una parte l’area riconducibile all’assessore Raffaele Piemontese, orientata secondo alcuni bene informati,alla conferma di Angelo Tomaro; dall’altra la posizione della consigliera M5S Rosa Barone, favorevole a Massimo Russo.

Alcuni politici bene informati,hanno descritto quella vicenda come un confronto diretto che ha raggiunto scintille con diversi componenti della maggioranza.

È importante, però, non confondere il piano delle indiscrezioni politiche con quello degli atti ufficiali. La pagina istituzionale di Sanitaservice continua infatti a indicare Angelo Tomaro come amministratore unico.

Il dato politico, tuttavia, è evidente: le nomine negli enti controllati e nelle società partecipate sono diventate uno dei terreni sui quali si misura il nuovo equilibrio della Regione.

Decaro-Piemontese, si è davvero rotto qualcosa?
È questa la domanda politica che circola nei corridoi della Regione.
Il caso Liscio viene letto da alcuni osservatori come il segnale di una possibile discontinuità rispetto alla stagione precedente. Ma dire che esista già una rottura definitiva tra Antonio Decaro e Raffaele Piemontese sarebbe, allo stato degli elementi disponibili, un passo ulteriore rispetto ai fatti documentati.

Esiste però una successione di episodi che merita attenzione: la partita Sanitaservice, le verifiche sugli incarichi, il caso Arca Capitanata e il controllo più stringente sulle procedure amministrative.

Sono elementi che possono essere interpretati come parte di una fase di assestamento della nuova maggioranza. Ma soltanto le prossime decisioni sulle nomine e sugli enti regionali potranno chiarire se si tratta di normali interventi di verifica amministrativa oppure dell’inizio di una più ampia redistribuzione degli equilibri politici.

E gli investimenti annunciati da Piemontese?
Qui occorre fare una distinzione netta.
Gli investimenti sul trasporto pubblico non sono semplicemente annunci politici privi di copertura documentale. La Regione ha effettivamente deliberato la riprogrammazione di 40.709.630 euro destinati alla Puglia nell’ambito del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il periodo 2024-2028, concentrando le risorse sugli esercizi 2026 e 2027 e prevedendo l’acquisto di oltre 100 nuovi autobus.Ma quando saranno utilizzati e dove saranno utilizzati,saranno uguali agli annunci quando era assessore alla Sanità di assunzioni di trasformazioni di società che poi il TAR Puglia ha bocciato, peccato che lo abbia fatto dopo l’elezioni regionali.

Esistono inoltre atti e comunicazioni ufficiali relativi ad altri interventi sulla mobilità. Ad aprile, per esempio, la Giunta ha autorizzato il subentro di FS Sud Est nei contratti e negli investimenti di Ferrovie del Sud Est.

Dunque, le risorse e le deliberazioni esistono.

Altra cosa è stabilire quanto rapidamente quei soldi si trasformeranno in opere realizzate, mezzi acquistati, cantieri aperti e servizi concretamente disponibili nei singoli Comuni.

È su questo terreno che gli annunci politici dovranno essere misurati: non soltanto sulla cifra comunicata, ma sulla presenza di delibere, finanziamenti assegnati, gare, cronoprogrammi, contratti e, infine, opere realizzate.

La vera partita è appena iniziata
Il caso Liscio potrebbe dunque avere un significato più ampio della singola posizione di un amministratore.
Se la Regione procederà effettivamente alla decadenza e alla richiesta di restituzione delle somme, si aprirà anche un possibile contenzioso amministrativo. Secondo i bene informati , Liscio avrebbe valutato la possibilità di presentare controdeduzioni e successivamente di impugnare il provvedimento davanti al Tar Puglia.

Ma soprattutto si aprirà una nuova partita sulla guida di Arca Capitanata.

E qui torna la politica.

Chi arriverà dopo Liscio? Quali procedure verranno confermate? Quali verranno riesaminate? E soprattutto: quale sarà il rapporto tra la nuova gestione regionale e gli incarichi assegnati nella precedente legislatura?

Sono domande alle quali oggi non esiste ancora una risposta definitiva.

Quello che appare evidente è che la stagione delle vecchie nomine è entrata nella fase della verifica. Dopo anni nei quali gli equilibri costruiti durante l’era Emiliano hanno rappresentato una componente importante della macchina regionale, il nuovo presidente Antonio Decaro sembra voler esercitare una maggiore attività di controllo sugli organismi regionali.

Se questo si tradurrà in una vera discontinuità politica o soltanto in una revisione amministrativa degli incarichi, lo diranno i prossimi mesi.

Una cosa, però, è già possibile misurarla: non saranno le dichiarazioni sui milioni di euro annunciati nei Comuni a stabilire il bilancio della nuova stagione regionale, ma gli atti, i finanziamenti effettivamente assegnati e la capacità di trasformare quelle risorse in opere e servizi.

E la partita delle nomine, da Arca Capitanata a Sanitaservice, potrebbe essere il primo indicatore dei nuovi rapporti di forza dentro la Regione Puglia.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *