Foggia:Mazzette e minacce agli imprenditori ex dirigente e consigliere condannati. Ora dovranno risarcire 228mila euro al Comune
La Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, ha messo la parola fine a una delle vicende più vergognose che abbiano investito il Comune di Foggia negli ultimi anni. Con una sentenza durissima, ha condannato in solido Fernando Biagini, ex dirigente ai Lavori Pubblici e al SUAP, e Massimo Laccetti, ex consigliere comunale, a risarcire l’amministrazione comunale per un danno da 228mila euro. A questa cifra si sommano interessi e spese processuali: una stangata pesantissima, figlia di anni di malaffare istituzionale.
I due erano già stati travolti da condanne penali definitive per concussione, tentata concussione e induzione indebita. La Corte di Cassazione, nel maggio 2023, aveva confermato le pene: cinque anni per Biagini, quattro anni e otto mesi per Laccetti. Ma la sentenza della Corte dei conti aggiunge ora un passaggio chiave: quei reati non solo hanno violato la legge penale, ma hanno prodotto un danno concreto e misurabile alle casse del Comune. E per questo devono pagare.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura e condotta dalla Squadra Mobile, aveva rivelato un sistema di taglieggiamenti spudorati. Biagini e Laccetti – forti del loro potere politico e amministrativo – avrebbero imposto vere e proprie “tangenti istituzionali” a diversi imprenditori locali. Chi voleva lavorare con il Comune doveva passare da loro… e soprattutto doveva pagare. Fino a 80mila euro in un singolo caso, con la minaccia esplicita: niente soldi, niente contratto.
Una gestione arrogante e mafiosa del potere, che ha affossato la credibilità delle istituzioni cittadine. Adesso la giustizia contabile presenta il conto. Un conto salato, che – pur non restituendo la fiducia tradita – rappresenta almeno una risposta concreta: chi ha tradito l’interesse pubblico deve pagare.
Il messaggio è chiaro: chi usa le istituzioni per arricchirsi o per fare il bullo con i soldi dei cittadini, prima o poi risponde davanti alla legge. E paga.

