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SAN SEVERO(FG): – SCOPPIA LA BOMBA IN CONSIGLIO COMUNALE TREDICI CONSIGLIERI INSORGONO CONTRO LA PRESIDENTE SPADA. “DIMISSIONI IMMEDIATE”

È rivolta. È resa dei conti. È l’inizio della fine di un sistema che da troppo tempo soffoca il dibattito politico e riduce il Consiglio comunale a un teatrino comandato da pochi. San Severo si sveglia sotto l’urto di una scossa istituzionale senza precedenti: tredici consiglieri comunali – un esercito politico – hanno formalmente chiesto la testa della presidente del Consiglio Alessandra Spada.

La richiesta è stata protocollata il 23 maggio 2025 alle ore 8:32. Un orario chirurgico, un colpo inferto all’alba, come nelle operazioni militari. E l’obiettivo è chiaro: spazzare via la presidente, accusata senza mezzi termini di aver tradito il suo mandato e l’intera aula.

L’accusa è pesantissima: Alessandra Spada – secondo i firmatari – ha violato il principio sacrosanto dell’imparzialità, pilastro del ruolo che ricopre. Anziché garantire un campo neutro, avrebbe censurato voci, zittito consiglieri, ostacolato il confronto democratico. Un’arbitra che si schiera, un giudice che si trasforma in parte attiva. Inaccettabile. Indifendibile.

Il documento è un atto politico durissimo, firmato da rappresentanti di più gruppi consiliari. Tra loro spiccano nomi come Felice Carrabba, Anna Mariani, Ciro Matarante, Alfredo Tardio, Francesco Sderlenga. Una coalizione trasversale che, per la prima volta, fa quadrato contro una gestione considerata arrogante, faziosa, divisiva. La misura è colma, scrivono. E ora la parola chiave è solo una: dimissioni.

Ma attenzione: non è solo Spada a essere nel mirino. Il messaggio è rivolto anche a Lidya Colangelo, sindaca di una città che ora scricchiola sotto il peso di una crisi politica profonda. La palla è nel suo campo. Agirà o resterà complice del silenzio? La risposta, o la sua assenza, potrebbe segnare l’inizio di un crollo.

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O interverrà in difesa il fratello Francesco Spada che avendo un incarico di rilievo a Roma risolverà i problemi?

La sensazione nei corridoi del Palazzo è chiara: la presidenza è finita. La sfiducia è politica, pubblica, devastante. E chi pensa che questa sia solo una scaramuccia si illude. È l’inizio di una guerra per la legittimità democratica del Consiglio.

Abbiamo interpellato alcuni che ci hanno dichiarato: “L’aula è spaccata. Gli animi bollono. Siamo tutti stanchi,i colleghi consiglieri parlano apertamente di “colpo di spugna”, “rottura definitiva”, “azzeramento necessario”. La poltrona della Spada è un campo di battaglia”.

Chi resta fermo rischia di essere travolto.”

San Severo non può più permettersi di essere ostaggio di personalismi, arroganza e potere usato come manganello politico.

Avessero fatto qualcosa di buono!”
Risolvere anche solo un problema, proporre almeno una soluzione concreta… Diciamo, anche solo una!
E invece nulla.
Nulla per i giovani, nessuna iniziativa seria per l’occupazione, solo parole, promesse e silenzi.
Nulla che sia servito a migliorare davvero la vita della gente.
Il cimitero? Un disastro. L’erba talmente alta che non si vedono nemmeno le lapidi, i defunti nascosti dall’incuria.
Le strade? Bucate, abbandonate, senza una manutenzione degna.
E l’illuminazione? Fioca, insufficiente. Nemmeno la decenza di mettere più luce là dove serve davvero, dove i reati aumentano, dove la gente ha paura.
Nulla.
Non hanno risolto nulla.
E la cosa peggiore è che ci siamo abituati a questo nulla, come se fosse normale. Ma normale non è
”.

L’atto dei tredici è un atto di forza, ma soprattutto un atto di coraggio. E adesso tocca alla sindaca Colangelo decidere da che parte stare: con la legalità del confronto o con l’autoritarismo mascherato da presidenza.

Il dado è tratto. Il tempo delle scuse è finito

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