Abusivismo edilizio, il Gargano alza la testa Procura e Comuni fanno squadra per abbattere gli ecomostri
FOGGIA – Un fronte istituzionale compatto per restituire dignità al territorio e colpire senza esitazioni l’abusivismo edilizio. La Procura della Repubblica di Foggia rilancia la propria azione a tutela del Gargano rinnovando la collaborazione con i Comuni e gli enti locali per rendere più rapide ed efficaci le demolizioni degli immobili abusivi già colpiti da sentenze definitive.
L’appuntamento è fissato per venerdì 10 luglio 2026, alle ore 11, negli uffici della Procura, dove saranno sottoscritti i nuovi protocolli d’intesa con i Comuni di Mattinata, Manfredonia, Peschici e Vieste e con l’Ente Parco Nazionale del Gargano. Un accordo che rafforza una rete già operativa con i Comuni di Lesina e Monte Sant’Angelo, confermando una strategia condivisa che punta a trasformare le sentenze in azioni concrete.
L’obiettivo è chiaro: eliminare gli ostacoli burocratici che troppo spesso rallentano l’esecuzione delle demolizioni e costruire un modello operativo capace di intervenire con tempestività. Procura ed enti locali hanno scelto di lavorare fianco a fianco, condividendo procedure e responsabilità, affinché ogni provvedimento definitivo trovi finalmente piena esecuzione.
Non si tratta soltanto di abbattere edifici illegali, ma di riaffermare il valore della legalità e restituire al Gargano il paesaggio che merita. Un territorio tra i più preziosi d’Italia, troppo spesso ferito da costruzioni abusive che ne hanno compromesso il patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale.
Il lavoro, in realtà, è già iniziato. La Procura di Foggia, in stretta sinergia con gli enti interessati, ha già individuato numerosi interventi prioritari per i quali sono state completate tutte le attività preliminari. Le prossime demolizioni rappresenteranno quindi il primo banco di prova di una collaborazione destinata a diventare sempre più incisiva.
Il messaggio è netto: sul Gargano non può esserci spazio per chi pensa di violare le regole contando sull’impunità o sui ritardi amministrativi. La sinergia tra Procura, Comuni ed Ente Parco vuole trasformarsi in uno strumento concreto di tutela del territorio, capace di ripristinare lo stato dei luoghi e, soprattutto, di scoraggiare nuove aggressioni al patrimonio paesaggistico.
Perché difendere il Gargano significa difendere un bene collettivo. E la legalità passa anche attraverso la rimozione di ciò che è stato costruito contro le regole.

