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Assalto al portavalori Battistolli, il presidente accusa:” Lo Stato è incapace di fermare una criminalità ormai radicata”


Vicenza:Un altro blindato distrutto dalle esplosioni, un’altra rapina messa a segno con modalità militari, un altro equipaggio salvo per un soffio. Quello avvenuto lunedì 6 luglio sulla strada provinciale tra Canosa di Puglia e Cerignola rappresenta l’undicesimo assalto subito dal Gruppo Battistolli in meno di due anni, un dato che fotografa un’escalation criminale senza precedenti nel territorio tra il Foggiano e la provincia di Barletta-Andria-Trani.

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Le immagini del furgone portavalori raccontano la violenza dell’azione meglio di qualsiasi ricostruzione: il mezzo è stato devastato dall’esplosione, con il vano portavalori completamente squarciato, il tetto collassato, le lamiere accartocciate e annerite dal fuoco. Sull’asfalto sono rimasti detriti, vetri frantumati e i segni della fuga del commando, mentre gli investigatori hanno avviato i rilievi per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’assalto.

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A rompere il silenzio è stato il presidente del Gruppo Battistolli, Luigi Battistolli, che ha affidato a una dura dichiarazione tutta la propria preoccupazione per una situazione che definisce ormai insostenibile.

«Le immagini documentano gli esiti dell’esplosione durante la rapina avvenuta oggi a Canosa delle Puglie. Si tratta dell’undicesimo furgone esploso in meno di 24 mesi con asportazione di denaro. Fortunatamente le guardie sono rimaste illese, sebbene sotto choc per l’accaduto, ma prima o poi non saremo così fortunati», afferma l’imprenditore vicentino.

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Parole che esprimono il timore per la sicurezza degli operatori della vigilanza privata, sempre più spesso esposti ad assalti caratterizzati da un livello di violenza e organizzazione elevatissimo.

Ma è soprattutto l’analisi del contesto a segnare il tono dell’intervento del presidente del gruppo. «Questo territorio, che ormai può essere paragonato a un Bronx, evidenzia l’incapacità dello Stato di fronteggiare una criminalità che ha radici ben definite a Cerignola e nei suoi dintorni. L’attività investigativa e preventiva è quasi assente e ci si aspetta che il prossimo assalto possa rappresentare un grave rischio per l’incolumità delle guardie impiegate in questo lavoro», denuncia Battistolli.

Una presa di posizione destinata ad alimentare il dibattito sulla sicurezza in un’area della Puglia che negli ultimi anni è stata teatro di numerosi assalti ai portavalori. Le indagini dovranno stabilire se anche l’episodio di Canosa sia riconducibile agli stessi gruppi criminali responsabili di altri colpi messi a segno nel Foggiano e nella BAT, territori dove operano bande altamente organizzate, spesso caratterizzate da modalità operative analoghe.

L’assalto di Canosa, infatti, non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una lunga sequenza di rapine che hanno preso di mira i mezzi della vigilanza privata. Un modus operandi già visto anche nello scorso febbraio sulla Brindisi-Lecce e che continua a mettere a dura prova uomini e mezzi degli istituti di vigilanza.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza e raccogliendo ogni elemento utile per ricostruire il percorso di fuga del commando e individuare i responsabili dell’ennesimo assalto che conferma come il fenomeno rappresenti una delle principali emergenze sul fronte della sicurezza nel territorio pugliese.

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