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Foggia:Il cemento come cassaforte della mafia così la criminalità si infiltra nell’economia legale

Il cemento trasformato in una cassaforte per il denaro illecito, i cantieri utilizzati come vere e proprie “lavatrici” di capitali sporchi.

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È il quadro che emerge dall’ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, Giuseppe Ronzino. Un provvedimento di oltre settecento pagine che ricostruisce quasi un decennio di movimentazioni finanziarie e restituisce un inquietante spaccato dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico della provincia.

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Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, al centro del sistema vi sarebbe un imprenditore che, partito da una realtà imprenditoriale modesta, avrebbe progressivamente consolidato il proprio ruolo fino a diventare il presunto “colletto bianco” del clan Sinesi-Francavilla. Una figura ritenuta dagli investigatori fondamentale per garantire al sodalizio mafioso l’accesso all’economia legale, attraverso investimenti nel settore dell’edilizia e delle costruzioni.

L’ordinanza descrive un presunto meccanismo nel quale imprese, appalti e cantieri sarebbero stati utilizzati non solo per generare profitti, ma soprattutto per reimpiegare risorse di provenienza illecita, occultandone l’origine e conferendo loro un’apparente legittimità. Il comparto edilizio, caratterizzato da ingenti flussi di denaro e dalla possibilità di movimentare materiali, forniture e subappalti, avrebbe rappresentato il terreno ideale per il riciclaggio e il reinvestimento dei capitali della criminalità organizzata.

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Le indagini delineano così un modello di infiltrazione mafiosa sempre meno riconducibile alla violenza manifesta e sempre più orientato verso il controllo dell’economia. Un fenomeno nel quale la forza intimidatrice del clan si affianca alle competenze imprenditoriali e finanziarie di professionisti e uomini d’affari, capaci di muoversi tra società, operazioni commerciali e rapporti con il sistema produttivo.

L’inchiesta evidenzia come la criminalità organizzata punti oggi a consolidare il proprio potere attraverso l’economia legale, alterando le regole della concorrenza e condizionando il mercato. Il denaro proveniente dalle attività illecite trova così nuova linfa negli investimenti immobiliari e nei cantieri, diventando uno strumento di espansione economica e di rafforzamento del consenso criminale.

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Resta fermo che le contestazioni contenute nell’ordinanza rappresentano l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura e accolta, nella fase cautelare, dal giudice per le indagini preliminari. La posizione degli indagati sarà oggetto del successivo contraddittorio processuale e dovrà essere valutata nel corso dell’eventuale giudizio, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza

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