AttualitàAndriaBariCronacaPoliticaPuglia

Ad Andria è arrivata la ‘ndrangheta”: allarme della commissione antimafia anche su Trinitapoli


L’ombra della criminalità organizzata si allunga sulla provincia di Barletta-Andria-Trani

L’allarme è stato lanciato dalla Commissione Parlamentare Antimafia, e le parole pesano come macigni: “La ‘ndrangheta è arrivata ad Andria, ed è un pericolo anche per Trinitapoli”. Un campanello d’allarme che scuote la provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT), un territorio che fino ad ora ha goduto di una relativa tranquillità in termini di infiltrazioni mafiose, ma che ora rischia di vedere l’espansione della criminalità organizzata calabrese.
Le dichiarazioni della Commissione, che ha recentemente svolto un sopralluogo nella regione, mettono in evidenza una situazione allarmante di crescente presenza mafiosa nelle aree urbane e nei comuni della BAT. L’allerta non riguarda solo i grandi centri urbani come Andria, ma anche le realtà più piccole e apparentemente meno vulnerabili, come Trinitapoli, che potrebbe diventare il prossimo obiettivo della ‘ndrangheta, se non si interviene con azioni di contrasto efficaci.
Il Rapporto della Commissione Antimafia
Secondo il rapporto della Commissione, l’espansione della ‘ndrangheta nella provincia di Barletta-Andria-Trani non è una novità, ma piuttosto una tendenza consolidata. A destare preoccupazione sono i segnali sempre più evidenti di un rafforzamento delle attività mafiose, che si sono infiltrate nell’economia legale, nel settore delle costruzioni, dei rifiuti e, soprattutto, nelle attività commerciali. La criminalità organizzata si fa strada anche nel settore agricolo, sfruttando la debolezza delle amministrazioni locali e il diffuso senso di impunità.
Le indagini recenti, infatti, hanno evidenziato come le famiglie della ‘ndrangheta abbiano messo radici nel territorio, collaborando con altri gruppi mafiosi locali e riuscendo a instaurare legami con imprenditori e politici, spesso in grado di offrire protezione e facilitazioni nei processi decisionali.
Andria e Trinitapoli sotto la lente d’ingrandimento
Andria, capoluogo della provincia, è indicata come il punto di ingresso principale della ‘ndrangheta in BAT. La città, che negli ultimi anni ha visto crescere il fenomeno del traffico di droga e l’esplosione di conflitti tra bande locali, è considerata un “obiettivo strategico” per le organizzazioni mafiose che cercano di consolidare il loro potere nel nord della Puglia.
Anche Trinitapoli, pur essendo un piccolo comune, è sotto osservazione. Le sue caratteristiche di cittadina rurale, con ampie zone agricole e una struttura economica vulnerabile, rappresentano un terreno fertile per le infiltrazioni mafiose, come già successo in altre aree del sud Italia.
Il rapporto parla di una rete di complicità che si estende anche ad altri piccoli centri della zona, dove la ‘ndrangheta ha trovato spazio per crescere e radicarsi, approfittando dell’assenza di strutture di controllo e della corruzione dilagante.
Le reazioni politiche e istituzionali
Il quadro descritto dalla Commissione Antimafia ha suscitato forti reazioni tra gli esponenti politici e le forze dell’ordine locali. Il sindaco di Andria, che ha dichiarato di essere “profondamente preoccupato per la situazione”, ha chiesto l’attivazione di un piano straordinario di sicurezza, mirato a contrastare l’espansione delle mafie nel territorio. «Non possiamo permettere che la criminalità organizzata prenda piede nella nostra comunità», ha dichiarato, evidenziando l’urgenza di un’azione congiunta tra istituzioni locali, forze dell’ordine e governo centrale.
Anche il presidente della Regione Puglia, Decaro ha espresso solidarietà alla popolazione della BAT, promettendo che il governo regionale interverrà in modo deciso per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto. «Le mafie non devono mai sentirsi libere di operare in Puglia», ha dichiarato Emiliano, ricordando che la Regione ha già avviato una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini e le amministrazioni locali sulla pericolosità della criminalità organizzata.
Il rischio di una “seconda Calabria”
L’allarme lanciato dalla Commissione Antimafia non riguarda solo il presente, ma anche il futuro. Se non vengono adottate misure incisive, la provincia BAT potrebbe trasformarsi in un’altra “Calabria” nel cuore della Puglia, con un’influenza mafiosa che condiziona pesantemente la vita sociale, economica e politica delle comunità locali. La ‘ndrangheta potrebbe arrivare a controllare le attività economiche legittime, influenzando in modo diretto e invisibile l’economia del territorio, e rafforzando ulteriormente il suo potere.
La preoccupazione è che le forze dell’ordine locali, già sotto pressione, non abbiano sufficienti risorse per fronteggiare una minaccia tanto insidiosa. Per questo motivo, la Commissione Antimafia ha chiesto un rafforzamento delle forze di polizia e l’implementazione di un piano di monitoraggio costante del territorio.
Il ruolo della cittadinanza e delle istituzioni
In questo contesto, il ruolo della cittadinanza è fondamentale. La lotta alla criminalità organizzata non può essere vinta solo dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni politiche. È necessario che la comunità si faccia parte attiva nel denunciare attività sospette e nel non cedere mai al ricatto della paura. «Non dobbiamo permettere che la nostra terra venga contaminata dalla criminalità», ha dichiarato un noto esponente della società civile andriese, lanciando un appello alla popolazione affinché non abbassi la guardia.
Le istituzioni, da parte loro, devono mettere in campo tutte le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini e lottare contro la corruzione che spesso agevola l’ingresso delle mafie.
Il rischio che la ‘ndrangheta prenda piede in provincia di Barletta-Andria-Trani è concreto, e l’allarme della Commissione Antimafia va preso sul serio. Unire gli sforzi di tutti – cittadini, forze dell’ordine, amministrazioni locali e istituzioni nazionali – è l’unico modo per fermare questo fenomeno e impedire che la provincia BAT diventi un altro terreno fertile per la criminalità organizzata. La battaglia contro le mafie è lunga e complessa, ma non è mai troppo tardi per agire.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *