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Monte Sant’Angelo(FG):Un arresto, ma restano ombre su sicurezza e controllo del territorio


Si è conclusa con un arresto la vicenda della sparatoria avvenuta la sera del 5 marzo in piazza Duca d’Aosta, nel centro di Monte Sant’Angelo, che aveva visto il ferimento del 44enne Simone Daniele. Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 18enne Matteo Gabriele Guerra, ritenuto presunto responsabile del tentato omicidio.
L’episodio risale a due settimane fa, quando Daniele fu colpito da un proiettile all’inguine in pieno centro cittadino, in un’area frequentata anche nelle ore serali. Dopo un primo intervento sanitario sul posto, l’uomo era stato trasferito in codice rosso all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono mai apparse gravi, ma l’accaduto ha immediatamente sollevato forte preoccupazione tra i residenti.
Le indagini si sono concentrate fin da subito sul giovane arrestato, che nei giorni successivi al fatto si era reso irreperibile, alimentando interrogativi sulla sua rete di appoggi e sulla possibilità di sottrarsi ai controlli. È stato infine rintracciato in un’abitazione in zona montana e tratto in arresto dai militari dell’Arma. Dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Foggia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le criticità emerse
La vicenda, pur avendo portato a un risultato investigativo, lascia aperte diverse criticità:
Sicurezza nei centri urbani: l’uso di un’arma da fuoco in una piazza centrale evidenzia una vulnerabilità preoccupante, soprattutto in un contesto cittadino di dimensioni contenute.
Presenza di armi sul territorio: resta da chiarire la provenienza dell’arma utilizzata, elemento cruciale per comprendere eventuali circuiti illegali.
Tempi di irreperibilità del sospettato: il fatto che il giovane sia riuscito a sottrarsi temporaneamente alle ricerche solleva dubbi sull’efficacia dei controlli e sulle possibili complicità.
Coinvolgimento di giovanissimi: l’età dell’indagato riporta l’attenzione su fenomeni di devianza giovanile e sulla necessità di interventi preventivi più incisivi.
L’arresto rappresenta un passo importante, ma non esaurisce le domande che questo episodio solleva. La comunità locale resta in attesa di ulteriori sviluppi investigativi e, soprattutto, di risposte concrete sul fronte della sicurezza.

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