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Monte Sant’Angelo(FG): Ucciso Leonardo Ricucci, nipote del boss “Fic Secc”. Un omicidio che riapre lo spettro delle faide garganiche


MONTE SANT’ANGELO (FG) – Un colpo di scena inquietante nel cuore del Gargano: Leonardo Ricucci, 38 anni, detto “Fic Secc”, è stato trovato morto nella notte in località Sitizzo, una zona isolata nei pressi di Bosco Quarto, nel territorio di Monte Sant’Angelo. L’uomo è stato ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco, in un’esecuzione che ha subito fatto scattare l’allarme tra le forze dell’ordine.
Ricucci non era un nome qualunque. Leonardo era il nipote del più noto Pasquale Ricucci, anch’egli soprannominato “Fic Secc”, storico boss del clan Lombardi-Ricucci-La Torre, assassinato nel 2019 in un agguato di chiaro stampo mafioso. La famiglia Ricucci, ben conosciuta alle forze di polizia, è da anni identificata come una delle componenti fondamentali di quella che viene definita la “mafia del Gargano”, una realtà criminale brutale, silenziosa e radicata nel territorio.
Il clan di appartenenza, infatti, è da sempre contrapposto al potente gruppo criminale dei montanari Li Bergolis-Miucci, storici rivali all’interno della lunga e sanguinosa faida che da quasi cinquant’anni insanguina il promontorio garganico.
Un segno che lascia perplessi
Ciò che colpisce in questa vicenda non è solo l’appartenenza familiare della vittima, ma anche il tempismo e le modalità dell’omicidio. Gli inquirenti definiscono il gesto come un “segnale” preoccupante: non è escluso, infatti, che l’agguato possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione di vendette e tensioni tra i clan locali, dopo alcuni anni di apparente silenzio.
Il soprannome “Fic Secc”, che ha caratterizzato sia la vittima che lo zio ucciso sei anni fa, sembra portare con sé un’eredità criminale difficile da estirpare. Il cognome e il soprannome rappresentano infatti un vero e proprio marchio di famiglia, noto e riconoscibile nel contesto criminale del Gargano.
Indagini in corso
Le indagini sono state affidate ai carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, che stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare un possibile movente. Al momento, nessuna pista è esclusa: dall’agguato di mafia a un regolamento di conti interno al clan, passando per eventuali screzi maturati negli ambienti malavitosi locali.
Gli investigatori stanno anche valutando la possibilità che l’omicidio di Leonardo Ricucci possa essere una risposta o una provocazione nei confronti dei rivali storici, oppure un atto punitivo all’interno della stessa organizzazione criminale.
Una zona rossa della criminalità
Il Gargano, e in particolare l’area tra Monte Sant’Angelo, Manfredonia e Vieste, resta una delle aree a più alta densità mafiosa della Puglia. Nonostante la forte pressione investigativa degli ultimi anni, la criminalità organizzata continua a mantenere un controllo capillare su territorio e attività illecite, dal traffico di droga al racket.
L’omicidio di Ricucci, dunque, non è solo un fatto di cronaca nera, ma un potenziale detonatore di nuove tensioni tra gruppi mafiosi, con possibili ripercussioni su sicurezza e ordine pubblico in tutta l’area.
Conclusione
La morte di Leonardo Ricucci lascia una scia di domande ancora senza risposta. Chi ha voluto colpire un esponente di una famiglia storicamente coinvolta nella guerra di mafia garganica? Perché proprio ora? E, soprattutto, si sta riaccendendo una faida mai del tutto sopita?
Mentre gli inquirenti cercano di dare un volto e un movente all’assassino, una cosa appare certa: l’omicidio di “Fic Secc” riapre scenari criminali che molti speravano appartenessero ormai al passato.

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