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Puglia:Traffico illecito di rifiuti tra Puglia, Basilicata e Calabria,un milione di euro il giro d’affari

TARANTO – Una rete ben organizzata composta da imprenditori, autisti e titolari di società, tutti complici di un sistema illecito di smaltimento di rifiuti speciali che ha coinvolto le province di Taranto, Matera e Cosenza. È quanto emerso dall’indagine condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, che all’alba del 5 febbraio scorso hanno dato esecuzione a un’importante operazione di polizia giudiziaria, culminata con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 37 persone.

Il sistema, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prevedeva lo stoccaggio illecito di rifiuti speciali – provenienti in gran parte dalla Campania – in capannoni dismessi, aree abbandonate e terreni agricoli situati nella periferia di Pulsano (Taranto), nonché nelle aree interne delle province di Matera e Cosenza. In molti casi, per cancellare le prove dell’attività illecita, i rifiuti venivano incendiati, con conseguenze devastanti sull’ambiente e sulla qualità dell’aria.

Il giro d’affari stimato è pari a oltre un milione di euro. Il meccanismo coinvolgeva società di intermediazione, imprese formalmente attive nel settore ambientale e una fitta rete di trasportatori. Il tutto sotto una parvenza di legalità che consentiva alla rete di operare per mesi senza destare sospetti.

Tra i destinatari delle misure cautelari, nove persone finirono agli arresti domiciliari. Tra queste figura Claudio Botticelli, 66 anni, imprenditore di Albano Laziale e amministratore unico della Eko, la società titolare di un impianto di conferimento rifiuti che, secondo gli investigatori, rappresentava un nodo fondamentale della rete criminale.

Gli inquirenti stanno ora valutando l’entità complessiva dei danni ambientali provocati dalle attività del gruppo, anche attraverso campionamenti e analisi del suolo e dell’aria nelle aree interessate. L’inchiesta ha acceso i riflettori su una realtà sommersa che mette a rischio la salute pubblica e deturpa interi territori in nome del profitto illecito.

L’operazione conferma ancora una volta quanto il traffico di rifiuti rappresenti un’emergenza nazionale, e quanto sia necessario intensificare i controlli e rafforzare la normativa a tutela dell’ambiente.

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