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Cerignola(FG): L’astuzia dietro il presunto sistema criminale,ruoli, strategie e metodi di convincimento


Un’organizzazione che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto della divisione dei compiti e della gestione dei rapporti personali gli strumenti per alimentare un presunto circuito illecito di automobili e ricambi. Diciotto indagati sono stati convocati per gli interrogatori preventivi fissati per il 10 e 11 novembre.

Dietro la ricostruzione investigativa emerge un quadro nel quale l’astuzia organizzativa e la presunta capacità di coinvolgere più persone avrebbero avuto un ruolo centrale. Non soltanto operazioni materiali, ma una rete di relazioni, incarichi e contatti che, secondo l’accusa, avrebbe consentito di gestire acquisti, pagamenti, trasporti e smontaggio di automobili, distribuendo le attività tra diversi soggetti.

Sono 18 gli indagati convocati dal giudice per le indagini preliminari Margherita Grippo per gli interrogatori preventivi del 10 e 11 novembre, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di misure cautelari presentata dalla Procura. Al centro dell’inchiesta vi è una presunta associazione per delinquere che avrebbe operato almeno tra settembre 2024 e marzo 2025.

Una struttura articolata, con compiti distinti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto promotore dell’organizzazione sarebbe Matteo Dipalma, 53 anni, di Cerignola. A lui vengono attribuiti il coordinamento delle attività, la definizione degli acquisti e dei pagamenti, la ripartizione dei guadagni e l’organizzazione dei mezzi e dei luoghi destinati alla custodia e allo smontaggio delle automobili.

Un insieme di compiti che, nell’ipotesi accusatoria, avrebbe rappresentato il centro decisionale del presunto sistema. La suddivisione delle responsabilità avrebbe consentito di separare la gestione economica da quella logistica e operativa, affidando a persone diverse singole fasi del presunto circuito illecito.

È proprio questa articolazione a mettere in luce l’elemento dell’astuzia organizzativa contestata dagli investigatori: la capacità, ipotizzata negli atti, di coordinare attività differenti attraverso una rete di collaboratori, contatti e luoghi di deposito. Una ricostruzione che dovrà comunque essere verificata nelle successive fasi del procedimento.

La fiducia personale come ingranaggio operativo

Un ruolo significativo sarebbe stato ricoperto da Raffaele Ferraro, 24 anni, descritto dall’accusa come uomo di fiducia di Dipalma. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe custodito ricambi nei magazzini ed effettuato personalmente alcuni trasporti.

La posizione attribuita a Ferraro evidenzia l’importanza dei rapporti fiduciari all’interno della presunta organizzazione. In una struttura di questo tipo, secondo l’ipotesi accusatoria, la disponibilità di persone incaricate di svolgere operazioni concrete avrebbe rappresentato un elemento funzionale alla continuità delle attività.

Anche Nicola Aucello, 36 anni, compare nella ricostruzione con compiti legati all’autosalone “DI.MA.NI. Cars” e ai contatti con un autotrasportatore coinvolto nelle spedizioni.

A Giuseppe Pugliese, 52 anni, vengono attribuite funzioni organizzative e logistiche, mentre Mario Pugliese, 33 anni, avrebbe gestito e custodito componenti automobilistici, occupandosi anche dei trasferimenti. Michele Calvio, 34 anni, avrebbe collaborato alle operazioni di carico e all’organizzazione dei veicoli destinati allo smontaggio.

Le diverse posizioni delineano, nell’ipotesi degli inquirenti, una distribuzione di incarichi che avrebbe permesso di collegare la movimentazione dei veicoli alla gestione dei ricambi e dei relativi trasferimenti.

I contatti e la presunta capacità di coinvolgere altri soggetti

Nella ricostruzione investigativa figurano inoltre Antonio Cinquepalmi, 34 anni, e Teodosio Pafundi, 49 anni. Entrambi sono accusati, secondo gli atti, di aver mantenuto rapporti con il cittadino ucraino Volodymyr Makukh, 46 anni, indicato come coinvolto nella gestione dei trasporti.

È soprattutto nella rete dei contatti che si può individuare uno degli aspetti più delicati della vicenda. Se l’impianto accusatorio trovasse conferma, le relazioni tra i diversi soggetti avrebbero avuto una funzione che andava oltre la semplice collaborazione occasionale, contribuendo a collegare persone, mezzi, depositi e spedizioni.

Parlare di metodi di convincimento, tuttavia, richiede cautela. Gli elementi riportati nella ricostruzione descrivono soprattutto rapporti fiduciari, attribuzione di incarichi e coordinamento operativo. Non consentono, da soli, di affermare che siano state utilizzate specifiche tecniche di manipolazione psicologica, minacce o forme di coercizione. Per sostenere conclusioni di questo tipo servirebbero contestazioni ed elementi probatori precisi.

La crudeltà del presunto meccanismo: il danno e le responsabilità da accertare

L’aspetto più grave della vicenda, se le accuse venissero confermate, sarebbe rappresentato dalle conseguenze delle condotte contestate: furti di veicoli, circolazione illecita di beni e ricambi e possibili operazioni di riciclaggio. Dietro ogni automobile sottratta possono esserci una perdita economica, disagi personali e il senso di violazione di chi si vede privato di un bene proprio.

La crudeltà, in questo contesto, non può essere automaticamente attribuita a singole persone sulla base delle sole contestazioni. Può però essere descritta come la possibile conseguenza di un sistema illecito capace, secondo l’accusa, di trasformare beni sottratti in componenti da movimentare e gestire attraverso una rete di soggetti e attività.

Le contestazioni comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio, ricettazione, furto e, per uno degli episodi descritti, tentata estorsione. Non tutti gli indagati rispondono degli stessi reati: le responsabilità dovranno essere valutate individualmente, sulla base degli elementi raccolti e delle eventuali prove che emergeranno nel procedimento.

Gli interrogatori preventivi e il nodo delle responsabilità

Gli interrogatori fissati per il 10 e 11 novembre rappresentano un passaggio del procedimento relativo alla richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura. Sarà questa una delle occasioni nelle quali gli indagati potranno fornire la propria versione dei fatti e confrontarsi con gli elementi posti a fondamento delle richieste investigative.

La ricostruzione dell’accusa descrive un presunto sistema fondato sulla divisione dei compiti, sulla gestione dei rapporti e sul coordinamento delle operazioni. Ma tra l’ipotesi investigativa e l’accertamento giudiziario resta una distinzione essenziale.

L’astuzia organizzativa contestata dagli inquirenti, così come la gravità delle condotte ipotizzate, dovrà essere valutata alla luce delle prove e delle responsabilità individuali. Fino a un eventuale accertamento definitivo, tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti.

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