Assalto a una gioielleria a Stornarella: escavatore e auto di grossa cilindrata per tentare il colpo. Ingenti i danni
La criminalità non risparmia i piccoli centri: un assalto pianificato con mezzi pesanti, una fuga organizzata e tanta paura per la comunità. Il colpo è fallito, ma la gioielleria ha riportato danni ingenti. Il sindaco Massimo Colia scrive al Prefetto di Foggia e chiede maggiori controlli sul territorio.
STORNARELLA – Un escavatore per abbattere le difese di una gioielleria, due auto di grossa cilindrata per garantirsi la fuga e persino degli estintori utilizzati per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine. È lo scenario che si è presentato nella notte a Stornarella, piccolo comune dei Cinque Reali Siti, in provincia di Foggia, dove una banda di malviventi ha tentato di mettere a segno un colpo ai danni di un’attività commerciale.
L’assalto è avvenuto intorno alle 3 del mattino. L’obiettivo era raggiungere la cassaforte custodita all’interno della gioielleria e portarla via, utilizzando mezzi e strumenti che fanno pensare a un’azione tutt’altro che improvvisata. Il piano, tuttavia, non è andato a buon fine: i malviventi non sono riusciti a impossessarsi dei gioielli, ma hanno lasciato dietro di sé danni ingenti alla struttura commerciale.
Un colpo organizzato nei dettagli
La dinamica dell’episodio restituisce l’immagine di un’azione studiata per superarli rapidamente gli ostacoli e ridurre al minimo i tempi necessari per portare a termine il furto.
Secondo quanto ricostruito, i malviventi avrebbero utilizzato un escavatore per forzare la serranda dell’esercizio commerciale e tentare di asportare la cassaforte. Il mezzo da lavoro sarebbe arrivato sul posto a bordo di un altro veicolo, successivamente rinvenuto nei pressi della gioielleria e sequestrato dai carabinieri.
L’arrivo dei militari ha costretto la banda a interrompere l’azione. I responsabili sono fuggiti a bordo di due auto di grossa cilindrata, utilizzando anche degli estintori per agevolarsi la fuga e ostacolare le operazioni di intervento.
Sul posto i carabinieri hanno recuperato l’escavatore impiegato nell’assalto e avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione le diverse fasi dell’azione e individuare i responsabili.
I piccoli paesi nel mirino della criminalità
L’episodio di Stornarella riaccende una questione che riguarda molti piccoli centri: la vulnerabilità delle attività commerciali davanti a bande capaci di agire con mezzi pesanti, veicoli potenti e una strategia di fuga apparentemente predisposta in anticipo.
Le dimensioni ridotte di una comunità non rappresentano necessariamente una protezione contro la criminalità. Anche nei paesi dove le relazioni sociali sono più strette e la vita quotidiana conserva ritmi diversi da quelli delle grandi città, possono verificarsi assalti caratterizzati da una notevole capacità organizzativa.
In casi come quello avvenuto a Stornarella, la scelta delle ore notturne, l’impiego di attrezzature da cantiere e la disponibilità di più veicoli possono essere funzionali a un obiettivo preciso: agire rapidamente, provocare un varco nelle strutture di protezione e allontanarsi prima che l’intervento delle forze dell’ordine renda impossibile la fuga.
Si tratta di elementi che dovranno essere verificati attraverso le indagini. Resta, però, la gravità di un episodio che ha messo a rischio un’attività commerciale e che ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti.
La preoccupazione del sindaco Massimo Colia
A dare notizia dell’accaduto è stato il sindaco di Stornarella, Massimo Colia, che ha affidato ai propri profili social istituzionali un messaggio di preoccupazione per quanto avvenuto e ha annunciato di essersi rivolto al Prefetto di Foggia.
«Poco fa ho scritto al Prefetto di Foggia per rappresentare la forte preoccupazione della nostra comunità dopo il grave episodio criminoso avvenuto nella notte a Stornarella», ha comunicato il primo cittadino.
Il sindaco ha sottolineato la particolare gravità delle modalità con cui è stato compiuto l’assalto, richiamando l’organizzazione dell’azione, i mezzi impiegati e il pericolo corso dal titolare dell’attività.
«Le modalità con cui è stato compiuto l’assalto alla gioielleria, per organizzazione, mezzi utilizzati e per il pericolo corso dal titolare dell’attività, sono qualcosa che non possiamo sottovalutare», ha evidenziato Colia.
Da qui la richiesta alle autorità competenti di valutare un rafforzamento delle misure di vigilanza e controllo sul territorio, portando la vicenda anche all’attenzione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Indagini in corso: al vaglio le immagini delle telecamere
Adesso l’attenzione è rivolta al lavoro investigativo dei carabinieri. I militari stanno esaminando le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che potrebbero fornire elementi utili per ricostruire i movimenti della banda, identificare i veicoli utilizzati e risalire all’identità dei responsabili.
Fondamentali saranno anche gli accertamenti sui mezzi rinvenuti sul posto e sulle modalità con cui l’escavatore è stato trasportato fino alla gioielleria.
Il mancato furto dei gioielli rappresenta l’unico elemento positivo di una notte segnata dalla violenza dell’assalto e dai danni provocati all’attività commerciale. Le conseguenze economiche per il titolare, infatti, restano pesanti, nonostante il fallimento del colpo.
Sicurezza, una richiesta che arriva dalla comunità
Quanto accaduto a Stornarella va oltre il tentativo di furto ai danni di una singola gioielleria. Per un piccolo comune, un episodio di questa portata incide sulla percezione di sicurezza dei cittadini e alimenta interrogativi sulla capacità di prevenire azioni criminali condotte con modalità così invasive.
La richiesta del sindaco al Prefetto punta proprio a questo: accendere l’attenzione delle istituzioni, valutare le misure necessarie e rafforzare la presenza sul territorio.
Ora saranno le indagini a chiarire chi si nasconda dietro l’assalto e quale fosse l’effettiva organizzazione della banda. Nel frattempo, a Stornarella resta la preoccupazione per un episodio che dimostra quanto anche le piccole comunità possano trovarsi esposte ad azioni criminali particolarmente aggressive.
Il colpo è fallito, ma il conto dei danni è già pesante. E la richiesta di maggiore sicurezza, adesso, si fa sentire con forza.

