Puglia:Nomine in Capitanata, Decaro cambia gli equilibri alle Asl decide lui, a Sanitaservice passa la linea M5S, ad ARCA si chiude l’era Emiliano-Piemontese
Dai vertici della sanità alla società in house dell’ASL, fino ad ARCA Capitanata: le ultime decisioni regionali raccontano una nuova distribuzione del potere. E il peso dei protagonisti della precedente stagione politica sembra ridursi.
Le nomine negli enti foggiani stanno diventando uno dei segnali più significativi del nuovo corso politico pugliese. Non è soltanto una questione di nomi, incarichi e poltrone: è soprattutto una partita sui rapporti di forza, su chi decide e su quale spazio venga riconosciuto ai protagonisti della precedente stagione regionale.
Per dieci anni, durante i governi di Michele Emiliano, alcuni esponenti politici hanno consolidato la propria influenza anche attraverso le nomine negli enti e negli organismi pubblici. In Capitanata, Raffaele Piemontese è stato uno dei riferimenti principali di quella stagione. Oggi, però, le decisioni assunte dalla nuova presidenza di Antonio Decaro sembrano indicare un cambiamento di metodo e di equilibri.
ASL e Policlinico: Decaro assume direttamente la regia
Il primo segnale è arrivato dalle nomine dei vertici della sanità pugliese. Il 22 maggio 2026, Decaro ha annunciato personalmente i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali. Per Foggia sono state indicate Tiziana Di Matteo alla guida dell’ASL e Yanko Tedeschi al Policlinico Riuniti. Una scelta comunicata direttamente dal presidente, che ha presentato i nuovi incarichi insieme agli obiettivi gestionali richiesti ai manager.
Il dato politico è evidente: almeno in questa partita, la regia è apparsa saldamente nelle mani di Decaro. L’assenza di un ruolo pubblico riconoscibile di Piemontese nell’annuncio delle nomine ha alimentato interrogativi sulla capacità dei tradizionali riferimenti politici foggiani di incidere sulle decisioni della nuova presidenza.
È questa la prima discontinuità rispetto al passato che merita di essere osservata. Se prima le nomine venivano lette anche attraverso gli equilibri consolidati nella maggioranza di Emiliano, oggi il presidente sembra voler esercitare direttamente la propria autonomia sulle scelte strategiche.
Sanitaservice: ascoltato il Movimento 5 Stelle
La vicenda di Sanitaservice Foggia presenta una dinamica differente. Dopo il confronto politico che ha contrapposto la linea riconducibile a Piemontese, orientata alla conferma di Angelo Tomaro, a quella della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, favorevole al ritorno di Massimo Russo, la società ha affidato nuovamente la guida proprio a Russo.
La nomina è stata formalizzata il 2 settembre 2026, al termine della procedura gestita nell’ambito dell’ASL Foggia.
Sul piano politico, il risultato viene letto come un riconoscimento della posizione sostenuta dal M5S. La scelta finale, infatti, coincide con il nome indicato da Rosa Barone, mentre non è stata confermata la soluzione associata all’area di Piemontese.
Naturalmente, la coincidenza tra la posizione politica del Movimento 5 Stelle e la nomina di Russo non significa che l’incarico sia stato formalmente assegnato dal partito: la decisione è maturata attraverso la procedura societaria. Ma il significato politico della vicenda è difficile da ignorare, soprattutto se confrontato con quanto accaduto per ASL e Policlinico.
ARCA Capitanata: una decisione politica che non guarda a Piemontese
Il capitolo più significativo, in questa lettura, è quello di ARCA Capitanata, l’agenzia regionale per la casa e l’abitare della provincia di Foggia.
La Regione ha deciso di interrompere anticipatamente l’esperienza di Giuseppe «Pippo» Liscio, nominato nel dicembre 2022 durante la presidenza Emiliano, affidando il commissariamento a Cosimo Casilli. La decisione, riportata in nota del presidente Decaro il 23 ottobre, è stata ricondotta alla questione dei requisiti per mantenere l’incarico oltre l’età pensionabile.
La motivazione amministrativa, dunque, va distinta dalla lettura politica. Ma le conseguenze sugli equilibri locali sono rilevanti: la sostituzione di una figura nominata nella precedente stagione regionale apre la strada a una nuova gestione dell’ente, sotto la responsabilità della giunta Decaro.
Il messaggio ai protagonisti della stagione Emiliano
In questa vicenda, il dato politico da sottolineare è che la scelta appare riconducibile alla nuova presidenza regionale, senza che emerga un ruolo determinante di Piemontese nella decisione. È un passaggio che rafforza l’impressione di una progressiva riduzione del peso degli esponenti che, negli anni di Emiliano, avevano contribuito a definire gli assetti degli enti foggiani.
Mettendo insieme le tre vicende, emerge un quadro che merita attenzione.
ASL e Policlinico: Decaro annuncia direttamente le nomine dei vertici della sanità, esercitando la regia della scelta.
Sanitaservice: la nomina di Massimo Russo coincide con la linea sostenuta dal Movimento 5 Stelle, dopo il confronto con l’area politica di Piemontese.
ARCA Capitanata: il cambio al vertice, maturato attraverso una vicenda legata ai requisiti dell’incarico, produce anche un effetto politico di discontinuità rispetto alla precedente stagione.
Tre situazioni diverse, con procedure e motivazioni differenti, ma accomunate da un elemento: nessuna di esse offre la conferma di un controllo automatico dei vecchi equilibri sulle nuove decisioni.
È proprio qui che si misura la portata del cambiamento. Decaro aveva annunciato in campagna elettorale la volontà di segnare una discontinuità con il passato. Le nomine e i riassetti degli enti foggiani vengono ora interpretati come possibili conferme di quell’indirizzo.
Per gli esponenti politici che negli ultimi dieci anni hanno gestito o influenzato una parte delle scelte regionali, il messaggio è chiaro: il peso conquistato nella precedente legislatura non garantisce più, da solo, la capacità di determinare le decisioni.
Se vogliono continuare a esercitare un’influenza concreta in Capitanata, dovranno dimostrare di avere ancora un ruolo politico, capacità di proposta e una propria forza nei nuovi equilibri. Non basterà richiamarsi agli incarichi ricoperti ieri o alle relazioni costruite durante la stagione di Emiliano.
Che cosa è successo dietro le quinte?
È la domanda che inevitabilmente accompagna queste vicende. Quali confronti si sono svolti nella maggioranza? Quali accordi sono cambiati? E quanto ha pesato la volontà di Decaro di costruire una propria autonomia rispetto ai precedenti assetti?
Le risposte complete le conoscono gli interessati. Ciò che si può osservare dall’esterno è la sequenza delle decisioni e il loro possibile significato politico, senza confondere le ricostruzioni con gli atti ufficiali.
Una cosa, tuttavia, appare ormai al centro del dibattito foggiano: la stagione in cui gli equilibri costruiti attorno alla presidenza Emiliano rappresentavano un riferimento fondamentale per le nomine regionali sembra essere entrata in una fase di verifica.
Decaro sta costruendo un proprio sistema di governo, nel quale il passato non costituisce più una garanzia di influenza. Resta da capire se questa discontinuità diventerà un indirizzo stabile oppure se, nei prossimi mesi, emergeranno nuovi accordi e nuovi rapporti di forza.
La partita è ancora aperta. Ma per chi, per dieci anni, ha avuto un ruolo nella gestione del potere regionale, il tempo delle conferme automatiche sembra finito. Il futuro dirà chi riuscirà a ritagliarsi un nuovo spazio e chi, invece, resterà legato a una stagione politica ormai superata.

