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Foggia:Dossi artificiali fuori norma,perché devono essere rimossi da via Balestrucci e via Santoro


Dalle caratteristiche tecniche dei rallentatori alla segnaletica stradale, fino alla necessità di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso: i motivi alla base del provvedimento del Comune. Decisivi l’esposto presentato da tre avvocati e gli accertamenti della Polizia Stradale.

FOGGIA – Non è soltanto una questione di dossi troppo alti o di automobilisti costretti a rallentare. La vicenda dei rallentatori artificiali installati in via Francesco Balestrucci e via Antonio Santoro riporta al centro un tema fondamentale per la sicurezza urbana: le opere realizzate sulle strade pubbliche devono rispettare le prescrizioni del Codice della strada e del relativo regolamento di esecuzione.

A Foggia è stata disposta l’immediata rimozione dei manufatti dopo un esposto presentato dall’avvocato Giovanni Longo, insieme alle colleghe Maria De Felice e Ilaria Cascella, tutte del Foro di Foggia. Secondo le informazioni relative al provvedimento, il sopralluogo tecnico della Polizia Stradale avrebbe evidenziato diverse criticità, successivamente prese in considerazione dal dirigente dell’Unità operativa Viabilità del Comune.

Le irregolarità segnalate riguarderebbero tre aspetti: la funzione delle strade come percorso preferenziale per i mezzi di soccorso, l’assenza della segnaletica prescritta per il centro abitato e la non conformità dei rallentatori alle disposizioni dell’articolo 179, comma 6, del Regolamento di esecuzione del Codice della strada.

Ma perché questi elementi sono importanti dal punto di vista normativo?

  1. L’articolo 179: non tutti i dossi possono essere installati liberamente

Il primo riferimento normativo è l’articolo 179 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, il Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della strada. La disposizione disciplina i rallentatori di velocità e stabilisce requisiti tecnici che devono essere rispettati.

I dossi artificiali non possono essere realizzati in qualsiasi modo, scegliendo liberamente altezza, larghezza, forma e materiali. Devono rispondere alle caratteristiche previste dalla normativa, anche in relazione al limite di velocità della strada sulla quale vengono installati.

Il comma 6, richiamato nel caso foggiano, riguarda le caratteristiche costruttive e dimensionali dei rallentatori. Per le tipologie previste dal regolamento, le prescrizioni comprendono specifici limiti di altezza e requisiti relativi alla superficie e alla percepibilità del manufatto.

Il rispetto di questi parametri non è un dettaglio burocratico. Un dosso realizzato con dimensioni non corrette può provocare urti eccessivi, danneggiare i veicoli e creare rischi per chi viaggia su motocicli o biciclette. La funzione del rallentatore è ridurre la velocità, non introdurre un ostacolo stradale potenzialmente pericoloso.

Per stabilire quali caratteristiche siano state violate in via Balestrucci e via Santoro, occorrerebbe tuttavia conoscere le misurazioni effettuate durante il sopralluogo e confrontarle con la tipologia di rallentatore prevista dal regolamento. Il dato riportato nella notizia è la contestazione di non conformità, ma non specifica quali dimensioni siano risultate irregolari.

  1. Il divieto sui percorsi dei mezzi di soccorso: il punto più delicato

Un secondo elemento riguarda la funzione delle strade interessate. Stando a quanto riferito, via Balestrucci e via Santoro costituirebbero un percorso preferenziale per i mezzi di soccorso.

Qui il riferimento normativo è particolarmente chiaro: l’articolo 179, comma 5, vieta l’installazione dei dossi artificiali sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per i servizi di soccorso o di pronto intervento. <Cite refs={[“turn850584search0″,”turn850584search5”]}/>

Il motivo è concreto. Un’ambulanza che trasporta un paziente in condizioni critiche, un’autopompa dei Vigili del Fuoco o un mezzo impegnato in un intervento urgente deve poter percorrere la strada senza ostacoli incompatibili con la rapidità e la sicurezza del servizio.

Un dosso può imporre una brusca riduzione della velocità e provocare sollecitazioni al veicolo e alle persone trasportate. Se collocato lungo un itinerario preferenziale per i soccorsi, diventa quindi un problema che va oltre il semplice disagio per gli automobilisti.

In questo caso, anche un manufatto costruito rispettando le dimensioni previste potrebbe risultare illegittimo per la sola collocazione, qualora ricorrano effettivamente le condizioni indicate dalla norma.

È dunque una distinzione importante: la conformità tecnica del dosso non basta se la strada sulla quale è installato rientra tra quelle in cui il regolamento ne vieta l’impiego.

  1. La segnaletica mancante: un problema di sicurezza e regolarità

Un altro rilievo indicato nella vicenda riguarda l’assenza della segnaletica prescritta per il centro abitato.

La segnaletica stradale ha una funzione essenziale: informare gli utenti sulle condizioni della circolazione, sui limiti applicabili e sulla presenza di situazioni che richiedono particolare prudenza. Non è un elemento accessorio, ma parte integrante della regolamentazione e della sicurezza della strada.

L’articolo 37 del Codice della strada disciplina le competenze relative all’apposizione e alla manutenzione della segnaletica, attribuendo ai Comuni specifiche responsabilità all’interno dei centri abitati. <Cite refs={[“turn850584search3”]}/>

Per i dossi artificiali, inoltre, l’articolo 179 prevede la presegnalazione e l’evidenziazione mediante zebrature gialle e nere, visibili sia di giorno sia di notte. <Cite refs={[“turn850584search0”]}/>

Occorre però distinguere due questioni: la segnaletica che individua il centro abitato e quella specifica che avverte della presenza del dosso. Sono obblighi differenti e non vanno confusi. Per stabilire quale carenza sia stata effettivamente accertata a Foggia, sarebbe necessario consultare il verbale del sopralluogo e il provvedimento comunale.

In ogni caso, una segnaletica carente o non conforme può impedire agli utenti di percepire correttamente le condizioni della strada e di adeguare per tempo la propria condotta di guida.

  1. Perché la rimozione può essere necessaria

Quando un dosso artificiale non rispetta le condizioni previste dalla normativa, la sua permanenza sulla carreggiata può determinare rischi per la circolazione e responsabilità per l’ente competente.

La direttiva ministeriale del 24 ottobre 2000 sulla corretta applicazione delle norme in materia di segnaletica richiama espressamente la necessità di evitare installazioni irregolari e di rimuovere i dossi collocati in situazioni incompatibili con la sicurezza e con il passaggio dei mezzi di emergenza. <Cite refs={[“turn850584search8”]}/>

La decisione di rimuovere i manufatti di via Balestrucci e via Santoro viene quindi presentata come una misura diretta a ripristinare condizioni di viabilità conformi alle prescrizioni applicabili.

Non si tratta di sostenere che ogni dosso sia illegittimo. Questi dispositivi possono essere utili per moderare la velocità e proteggere pedoni e residenti, purché vengano installati nei contesti consentiti, con le caratteristiche tecniche previste e con la segnaletica richiesta.

La sicurezza stradale, infatti, deve essere perseguita attraverso soluzioni efficaci, ma anche giuridicamente corrette.

  1. L’esposto e gli accertamenti: la vicenda passa dalle verifiche agli atti

La questione è arrivata all’attenzione degli organi competenti grazie all’esposto presentato dall’avvocato Giovanni Longo insieme alle colleghe Maria De Felice e Ilaria Cascella, del Foro di Foggia.

A seguito del sopralluogo della Polizia Stradale, secondo quanto riportato nella comunicazione relativa alla vicenda, sarebbero state riscontrate le criticità che hanno portato il dirigente dell’Unità operativa Viabilità del Comune a disporre la rimozione.

Per una ricostruzione completa sarebbe opportuno rendere disponibili il provvedimento dirigenziale, la relazione tecnica e gli eventuali atti che documentano le caratteristiche dei manufatti e la classificazione delle strade interessate. Questi documenti consentirebbero di conoscere con precisione le violazioni contestate e le motivazioni amministrative della decisione.

La sicurezza non può prescindere dal rispetto delle regole

Il caso foggiano richiama un principio fondamentale: un intervento sulla viabilità pubblica deve essere progettato e realizzato nel rispetto delle norme, valutando non soltanto l’obiettivo di ridurre la velocità, ma anche gli effetti sulla circolazione, sui mezzi di emergenza e sulla sicurezza di tutti gli utenti.

I dossi artificiali possono rappresentare uno strumento utile, ma non possono diventare ostacoli installati senza una verifica preventiva delle condizioni tecniche e normative.

La vicenda di via Balestrucci e via Santoro pone quindi una domanda precisa sull’operato dell’amministrazione: come sono stati autorizzati e verificati questi manufatti prima della loro installazione?

La risposta dovrà arrivare dagli atti. Intanto, il principio da cui partire è chiaro: la sicurezza stradale non si garantisce soltanto imponendo agli automobilisti di rallentare, ma anche assicurando che le infrastrutture siano regolari, adeguate e compatibili con le esigenze del territorio.

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