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Roma:Elisoccorso in Puglia, 31 anni ad Alidaunia e sette proroghe Anac invia gli atti alla Procura


Il servizio di gestione dell’elisoccorso in Puglia resta al centro delle polemiche. Dopo la scadenza dell’appalto nel 2016, la Asl di Foggia lo ha prorogato per sette volte. Quasi dieci anni di affidamenti senza una nuova gara, mentre i vertici di Alidaunia sono a processo con l’accusa di aver tentato di condizionare la precedente procedura. Ora l’Anac rileva una grave violazione del Codice degli appalti e trasmette gli atti alla Procura di Foggia.
Trentuno anni. È il tempo, praticamente ininterrotto, durante il quale Alidaunia gestisce il servizio di elisoccorso in Puglia. Un affidamento diventato ormai storico e che, nonostante la scadenza dell’ultimo appalto nel 2016, non ha ancora trovato una conclusione attraverso una nuova gara.

Da allora sono arrivate sette proroghe disposte dalla Asl di Foggia. Una successione di affidamenti temporanei che, sommati, hanno trasformato una situazione che avrebbe dovuto essere transitoria in una condizione protrattasi per quasi un decennio.

È proprio su questo punto che è intervenuta l’Autorità nazionale anticorruzione, che nei giorni scorsi ha trasmesso alla Procura di Foggia la propria delibera, ravvisando una grave violazione delle norme in materia di appalti pubblici.

Una proroga diventata decennale
La proroga di un contratto pubblico dovrebbe rappresentare, per sua natura, una soluzione eccezionale e temporanea. Nel caso dell’elisoccorso pugliese, invece, la situazione si è protratta dal 2016 fino a oggi attraverso sette distinti provvedimenti.
Un arco temporale nel quale sarebbe stato necessario procedere a un nuovo affidamento, considerata anche la rilevanza economica e strategica del servizio.

L’Anac ha quindi acceso i riflettori sulla gestione dell’appalto, chiedendo contestualmente alla Regione Puglia di attivarsi per porre fine alla situazione.

La nuova gara, infatti, avrebbe dovuto essere espletata già entro il 2024, attraverso InnovaPuglia, nell’ambito della programmazione regionale degli acquisti e degli appalti della sanità.

Il paradosso del processo
La vicenda assume un rilievo ancora maggiore considerando che i vertici della stessa Alidaunia sono attualmente a processo con l’accusa di aver tentato di condizionare la nuova procedura di gara.
Si tratta, naturalmente, di accuse che dovranno essere valutate nel processo e sulle quali non esiste ancora una sentenza definitiva.

Ma proprio la concomitanza tra il procedimento giudiziario e la prosecuzione dell’affidamento attraverso proroghe rende particolarmente delicata la questione.

Da una parte c’è la necessità di garantire senza interruzioni un servizio essenziale come l’elisoccorso; dall’altra c’è l’obbligo per la pubblica amministrazione di assicurare procedure di gara trasparenti, concorrenziali e rispettose delle regole sugli affidamenti.

La Regione chiamata a intervenire
Adesso l’Anac mette nero su bianco le proprie contestazioni e richiama la Regione alle proprie responsabilità.
Il punto è capire perché una gara che, secondo la programmazione regionale, avrebbe dovuto essere espletata entro il 2024 non sia ancora arrivata a conclusione.

E soprattutto perché, dopo la scadenza dell’affidamento del 2016, sia stato possibile arrivare a sette proroghe consecutive.

La questione non riguarda soltanto la durata di un contratto. In gioco c’è la gestione di un servizio sanitario essenziale, finanziato con risorse pubbliche e destinato a garantire interventi salvavita.

Trentuno anni e una domanda inevitabile
Il dato dei 31 anni di gestione da parte di Alidaunia è quello che più di ogni altro fotografa la situazione.
Un servizio pubblico così delicato dovrebbe essere periodicamente sottoposto alla concorrenza del mercato attraverso procedure di gara regolari, consentendo alla pubblica amministrazione di verificare condizioni economiche, qualità delle prestazioni, dotazioni tecnologiche e capacità organizzativa degli operatori.

In Puglia, invece, dopo la scadenza dell’appalto del 2016, la soluzione adottata è stata quella delle proroghe.

Ora l’intervento dell’Anac porta la vicenda su un piano ancora più delicato, con la trasmissione degli atti alla Procura di Foggia e la richiesta alla Regione di intervenire.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché una gara che avrebbe dovuto essere bandita e conclusa da tempo non è ancora arrivata a compimento?

E mentre gli organi competenti dovranno accertare eventuali responsabilità, resta un dato oggettivo: l’elisoccorso pugliese continua a essere gestito dallo stesso operatore da 31 anni, con l’ultimo appalto scaduto nel 2016 e sette successive proroghe.

Un record amministrativo che ora finisce sotto la lente dell’Autorità anticorruzione e della Procura.

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