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Bari:Meloni alla festa di Fratelli d’Italia «Ancora oggi abbiamo più consenso del primo giorno»


Nel porto della città pugliese è in corso la festa di Fratelli d’Italia, appuntamento dedicato al bilancio dell’esperienza di governo e al record di longevità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Dal palco, la presidente del Consiglio rivendica i risultati raggiunti e rilancia la sfida per i prossimi anni: «Non siamo qui per battere l’avversario, ma per costruire idee».
Il traguardo dei 1.413 giorni alla guida del Paese diventa per Giorgia Meloni l’occasione per rivendicare non soltanto la stabilità dell’esecutivo, ma soprattutto il consenso che, secondo la premier, continua ad accompagnare il governo.

«Il governo più stabile non è per forza anche il più capace. Il governo più stabile è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato», ha affermato Meloni dal palco della manifestazione. E proprio il pubblico presente, insieme ai «milioni di italiani ancora al nostro fianco», rappresenterebbe per la presidente del Consiglio il giudizio sul lavoro svolto.

«Di questo dobbiamo andare fieri, non di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno», ha sottolineato.

«Non stiamo insieme per battere l’avversario»
Nel suo intervento Meloni ha rivendicato anche la natura politica della maggioranza, contrapponendola a quelle coalizioni che, una volta vinte le elezioni, si troverebbero senza una direzione comune.
«Noi non stiamo insieme per battere l’avversario», ha detto la premier, criticando chi si unisce soltanto in funzione elettorale e, dopo un’eventuale vittoria, «non sa cosa fare».

Per Meloni, la differenza sta invece nella capacità di costruire un progetto politico di lungo periodo. «Noi stiamo insieme per costruire idee. Chi si allea per costruire idee dopo 1.413 giorni ha ancora una lista di cose da fare», ha aggiunto.

«Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso»
La presidente del Consiglio ha poi riconosciuto che non tutte le promesse e le aspettative degli italiani hanno trovato finora una risposta piena e tempestiva.
«So benissimo che su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente, o forse non bastano», ha ammesso.

Una consapevolezza che, però, non si traduce in un passo indietro. «Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio», ha aggiunto Meloni, riconoscendo al tempo stesso la possibilità di commettere errori: «Per carità, sbagliamo come tutti».

La premier ha quindi descritto la trasformazione del Paese come un processo complesso, fatto di resistenze e di difficoltà. L’obiettivo, ha spiegato, è «scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni» e «convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci».

Una metafora particolarmente significativa ha accompagnato il passaggio: «Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso».

L’affondo alla sinistra: «Mettetevi comodi»
Non è mancato un messaggio rivolto all’opposizione. «A loro dico: mettetevi comodi», ha detto Meloni, sostenendo che la stabilità dell’esecutivo non sia stata un limite, ma una risorsa.
«La stabilità non è stata un peso, ma uno scudo. Grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione», ha affermato la presidente del Consiglio.

Il riferimento è anche alle prospettive future della legislatura e alla volontà di trasformare la stabilità politica in una caratteristica strutturale del sistema.

La riforma elettorale e il «no» ai ribaltoni
Nel suo intervento Meloni ha rilanciato infine il tema della legge elettorale e della possibilità per gli elettori di scegliere direttamente, attraverso il voto, la coalizione e il progetto politico destinati a governare.
«Le battaglie che perdeva l’Italia ora le vince», ha dichiarato la premier, definendo queste conquiste come risultati da lasciare agli italiani «indipendentemente da chi vincerà»

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