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Cerignola(FG):Fucile da caccia e volto travisato rapina nel pieno dell’affluenza, due arresti


CERIGNOLA – Un’azione studiata e condotta con modalità particolarmente allarmanti, nel pieno di un momento di forte affluenza dell’esercizio commerciale. È questo il quadro delineato dagli investigatori nell’indagine che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati.
A eseguire il provvedimento sono stati i Carabinieri della Compagnia di Cerignola e gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Foggia, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia.

Secondo la ricostruzione investigativa, i due avrebbero fatto irruzione con il volto travisato, scegliendo un momento particolarmente delicato per la presenza di numerose persone all’interno dell’attività. A rendere ancora più grave e minacciosa la condotta sarebbe stato l’utilizzo di un fucile da caccia, impiegato per intimidire il titolare.

Una minaccia armata che avrebbe trasformato pochi istanti in una situazione di forte pericolo per chi si trovava all’interno del locale. Dopo aver costretto il titolare a sottostare alle loro richieste, i presunti rapinatori si sarebbero impossessati del denaro contenuto nel registratore di cassa, portando via circa mille euro.

La violenza dell’azione e l’utilizzo dell’arma avrebbero quindi rappresentato gli elementi più inquietanti di un colpo apparentemente organizzato nei dettagli: dai volti coperti alla scelta del momento, fino alla successiva fuga.

Le indagini sono partite immediatamente e sono state condotte congiuntamente da Carabinieri e Polizia. Un lavoro investigativo che avrebbe trovato un importante punto di svolta nell’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza privati e comunali.

Le telecamere avrebbero infatti consentito agli investigatori di seguire gli spostamenti dei presunti autori, ricostruendone il percorso sia nelle fasi precedenti alla rapina sia durante la fuga. Tasselli diversi che, messi insieme, avrebbero permesso agli investigatori di delineare il quadro investigativo alla base dell’ordinanza cautelare.

L’operazione restituisce così l’immagine di una rapina caratterizzata da una forte componente intimidatoria, nella quale l’impiego di un fucile da caccia avrebbe accresciuto in maniera significativa il rischio per l’incolumità delle persone presenti.

Le responsabilità degli indagati dovranno naturalmente essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. L’ordinanza cautelare rappresenta infatti l’esito delle indagini condotte dagli investigatori e non una sentenza definitiva di condanna.

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