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Borgo Incoronata(FG): “Pronto Polizia, venite venite qui c’è un via vai di gente». E nei casolari spuntano 860 chili di marijuana.

«Pronto Polizia, venite venite: qui c’è un via vai di gente». E nei casolari spuntano 860 chili di marijuana.


BORGO INCORONATA | La segnalazione al 112 fa scattare il blitz della Volante. Gli agenti trovano tre fabbricati trasformati in depositi per la droga. Tre giorni di lavoro per sequestrare e pesare tutto
Tre casolari, centinaia di chili di marijuana e una segnalazione al 112. Quello che sembrava un sospetto via vai di persone nelle campagne di Borgo Incoronata si è trasformato in un maxi sequestro di droga. La Polizia di Stato ha recuperato complessivamente 860 chili netti di marijuana, trovati all’interno di tre caseggiati utilizzati per la conservazione, la lavorazione e l’essiccazione dello stupefacente.
«Pronto Polizia, venite venite… qui c’è un via vai di gente».
È partita da una telefonata al 112 l’operazione che ha portato alla scoperta del maxi deposito.

Era il 15 agosto quando gli agenti della Sezione Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Foggia sono intervenuti nella zona di Borgo Incoronata dopo la segnalazione della presenza di numerose persone sospette all’interno di alcuni terreni.

Quando i poliziotti sono arrivati, però, non c’era più nessuno.

Le persone segnalate si erano già dileguate.

Ma gli agenti hanno deciso di controllare comunque l’area.

Ed è stata una scelta decisiva.

La porta dei casolari e la scoperta
Durante il sopralluogo l’attenzione si è concentrata su tre caseggiati presenti nella zona.
L’accesso ai fabbricati non è stato agevole. Ma una volta dentro, gli operatori si sono trovati davanti a una situazione ben diversa da quella che avrebbero potuto immaginare.

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I tre casolari erano pieni di marijuana.

Piante e materiale vegetale erano presenti in diverse fasi di lavorazione ed essiccazione, insieme ad attrezzature e materiali destinati alla lavorazione della sostanza.

Una quantità talmente elevata da rendere necessarie operazioni di sequestro particolarmente impegnative.

Tre giorni senza sosta
Il 15 agosto è iniziato il lavoro degli agenti.
E il sequestro è terminato soltanto il 17 agosto.

Tre giorni praticamente senza sosta per repertare il materiale, procedere allo stoccaggio, garantire la custodia e arrivare alla pesatura complessiva.

A rendere ancora più complicate le operazioni sono state le condizioni dei casolari, non ottimali, il caldo e soprattutto la quantità enorme di sostanza da movimentare.

Alla fine, il dato è impressionante:

860 chili netti di marijuana.

Un quantitativo che fotografa la dimensione del deposito scoperto dalla Polizia nelle campagne di Foggia.

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Non solo la droga: sequestrata tutta l’area
L’intervento non si è concluso con il recupero dello stupefacente.
La Polizia ha infatti proceduto al sequestro dell’intera area nella quale erano presenti i tre casolari.

Il provvedimento è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.

Ora, però, comincia la seconda parte dell’inchiesta.

La domanda è una sola: chi c’è dietro?
Chi utilizzava quei fabbricati?
Chi aveva organizzato la conservazione e la lavorazione di una quantità così ingente di marijuana?

Da dove arrivava la droga e dove sarebbe stata destinata?

Sono gli interrogativi sui quali si concentrano le indagini.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la disponibilità dei tre immobili, la provenienza della sostanza e soprattutto l’eventuale rete di persone che potrebbe essere collegata all’attività.

La segnalazione dei cittadini, dunque, potrebbe aver consentito di scoprire molto più di un semplice movimento sospetto.

Quel «via vai di gente» ha portato gli agenti fino a tre casolari trasformati, secondo quanto emerso dal sequestro, in un enorme deposito e centro di lavorazione della marijuana.

Ora bisognerà capire chi li utilizzava e per conto di chi.

La Questura precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che eventuali soggetti coinvolti non possono essere considerati colpevoli fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.

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