San Severo(FG):Ulivi carichi di olive tagliati distrutto il lavoro di un anno. Un copione che si ripete nelle campagne
Ignoti hanno reciso diversi alberi di ulivo ormai prossimi alla raccolta. Un episodio che colpisce un’azienda agricola del territorio e riporta alla memoria i casi analoghi che negli anni hanno coinvolto altri agricoltori. Nelle campagne cresce la preoccupazione per una criminalità che continua a ferire il mondo produttivo.
SAN SEVERO – Ulivi carichi di olive, pronti per la raccolta, tagliati senza pietà. È la brutta sorpresa che ha accolto un’azienda agricola nell’agro di San Severo, dove ignoti hanno reciso diversi alberi, compromettendo il lavoro di un’intera annata.
Un gesto grave, che provoca danni economici e lascia dietro di sé rabbia, amarezza e un profondo senso di impotenza. Perché dietro ogni ulivo ci sono mesi di lavoro, investimenti, cure quotidiane e sacrifici, con la speranza di raccogliere i frutti di un’intera stagione.
Ma quanto accaduto non è soltanto la cronaca di un nuovo episodio di danneggiamento nelle campagne sanseveresi. È anche l’occasione per riportare l’attenzione su una realtà che, negli anni, ha già colpito altri agricoltori del territorio, costretti a fare i conti con atti criminali capaci di compromettere il lavoro e mettere a rischio la serenità di chi vive di agricoltura.
Un problema che negli anni ha già colpito altri agricoltori
Il taglio degli ulivi riapre una ferita che il mondo agricolo locale conosce da tempo. Nel corso degli anni, anche altri agricoltori hanno dovuto affrontare episodi di danneggiamento e atti criminali nelle campagne, ritrovandosi a fare i conti con le conseguenze di gesti che colpiscono non soltanto le coltivazioni, ma anche la fiducia nel futuro della propria attività.
Per chi lavora la terra, vedere una pianta distrutta significa perdere molto più del suo valore materiale. Un ulivo richiede tempo per crescere, cure costanti e investimenti. Quando viene tagliato proprio nel momento in cui è carico di frutti, il danno riguarda anche il raccolto ormai vicino e il reddito che avrebbe dovuto garantire.
È questo che rende ancora più amaro l’episodio avvenuto a San Severo: la sensazione di trovarsi davanti a un problema che si ripresenta, lasciando gli agricoltori esposti e alimentando la preoccupazione per la sicurezza delle campagne.
San Severo sembra ormai abituata a fare i conti con notizie di questo genere. Una consuetudine che non dovrebbe mai diventare normalità. La ripetizione di episodi criminali rischia infatti di alimentare rassegnazione e sfiducia, come se danneggiamenti e intimidazioni fossero un prezzo inevitabile da pagare per chi decide di investire nel territorio.
Ma nessun agricoltore dovrebbe essere costretto ad accettare la distruzione del proprio lavoro come un rischio ordinario della propria attività.
Il mondo agricolo chiede sicurezza e risposte concrete
L’agricoltura rappresenta una componente fondamentale dell’economia di San Severo e dell’intero territorio. Un settore fatto di imprese, famiglie e lavoratori che continuano a investire nonostante le difficoltà economiche, l’aumento dei costi e le incertezze legate alle stagioni.
Gli episodi criminali aggravano una situazione già complessa e rischiano di scoraggiare chi, con sacrificio, cerca di mantenere viva la produzione agricola locale.
Il taglio degli ulivi, inoltre, non rappresenta soltanto un danno economico. L’ulivo è parte integrante dell’identità pugliese, simbolo di una tradizione agricola che si tramanda da generazioni. Distruggere queste piante significa colpire un patrimonio produttivo e culturale che appartiene all’intera comunità.
Per questo, episodi simili non possono essere liquidati come semplici atti di vandalismo. È necessario che vengano contrastati con determinazione, attraverso controlli, prevenzione e un’azione efficace delle istituzioni.
Le voci sul frantoio e la solidarietà agli agricoltori
L’episodio si verifica in un momento delicato per il comparto agricolo e dell’autotrasporto, interessato da proteste e manifestazioni legate alle difficoltà delle categorie produttive.
Youfoggia.com si è recato sul posto e da quanto appreso sul territorio, colpita, nei giorni precedenti si erano diffuse voci secondo cui il frantoio sarebbe stato già in piena attività, cosa che non corrisponde alla verità.Abbiamo chiesto all’azienda colpita dal vile atto,la quale ha dichiarato che non era in produzione,e che non voleva rilasciare dichiarazioni. L’azienda ha smentito tali indiscrezioni, precisando di aver scelto di non avviare l’attività molitoria e la commercializzazione dell’olio e delle olive, in segno di solidarietà agli agricoltori e alle loro rivendicazioni.
Al momento, non è stato accertato alcun collegamento tra le voci circolate, le proteste e il danneggiamento degli alberi. Saranno gli eventuali accertamenti delle autorità a dover chiarire le circostanze dell’accaduto.
La posizione espressa dall’azienda è netta: sostenere le rivendicazioni del mondo agricolo non significa accettare comportamenti criminali o atti che danneggiano il lavoro altrui.
«Tagliare un ulivo è un crimine contro la nostra identità»
Profonda l’amarezza espressa da altri agricoltori per quanto accaduto. Nelle parole degli agricoltori emerge tutta la frustrazione di chi vede vanificati sacrifici e investimenti a causa di un gesto che colpisce direttamente il lavoro.
«Siamo sconvolti da questo gravissimo episodio. Siamo in primis dei lavoratori, hanno dichiarato gli agricoltori.Qualcuno si è divertito a mettere voci fasulle in giro, dicerie del tutto infondate. Tagliare un ulivo, oltre che un danno alla pianta, è un atto vile ed un crimine verso la nostra identità, verso il nostro territorio. Supportiamo le proteste, ma non accettiamo questi atti criminali».
Parole che sottolineano una distinzione fondamentale: la solidarietà verso chi protesta per difendere il proprio lavoro non può essere confusa con la tolleranza nei confronti di chi distrugge quello degli altri.
Dietro gli alberi tagliati ci sono persone che lavorano onestamente, aziende che sostengono costi e rischi e famiglie che guardano al raccolto come a una risorsa essenziale per il proprio futuro.
Denuncia alle autorità: ora si faccia chiarezza
L’episodio è stato denunciato alle autorità competenti. L’auspicio è che gli accertamenti consentano di ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili.
Resta, tuttavia, una questione più ampia che riguarda l’intero territorio: come si può chiedere agli agricoltori di continuare a investire nelle campagne se il loro lavoro può essere distrutto in una notte?
Il fatto che negli anni anche altri operatori agricoli abbiano subito episodi analoghi rende ancora più urgente una riflessione sulla sicurezza delle aree rurali e sulla necessità di impedire che simili vicende si ripetano. Ogni nuovo episodio rischia di rafforzare la percezione di un territorio nel quale chi lavora e produce non si sente sufficientemente tutelato.
San Severo non può rassegnarsi all’idea che la criminalità faccia parte della quotidianità delle sue campagne. Gli agricoltori hanno bisogno di protezione, attenzione e risposte concrete, non di ritrovarsi al mattino davanti ai segni evidenti di un lavoro distrutto.
La difesa del mondo agricolo passa anche dalla capacità di garantire sicurezza a chi continua a investire nel territorio. Le proteste possono essere uno strumento per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del settore, ma nessuna rivendicazione può giustificare intimidazioni o danneggiamenti.
Un ulivo può essere reciso in pochi istanti. Per farlo crescere, curarlo e portarlo a produrre servono invece anni di lavoro e sacrifici.
La vera emergenza è che simili episodi non diventino un’abitudine. Perché una comunità che si abitua alla distruzione del lavoro dei propri agricoltori rischia di perdere, insieme alle sue piante, anche una parte della fiducia nel proprio futuro

