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Foggia:118 in Puglia, è scontro sul futuro dell’emergenza territoriale i medici contestano la riorganizzazione


Foggia – È scontro sul futuro del servizio di emergenza-urgenza territoriale 118 in Puglia. Questa mattina, giovedì 1° ottobre, all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Foggia, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del settore hanno incontrato la stampa per esprimere la propria contrarietà alle decisioni assunte dalla Giunta regionale con la delibera numero 1253 del 22 settembre 2026.
Al centro della protesta c’è un provvedimento che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbe stato adottato senza un adeguato confronto con i professionisti dell’emergenza territoriale. I medici contestano in particolare il metodo seguito dalla Regione e lanciano l’allarme sulle possibili conseguenze che la riorganizzazione potrebbe avere su un servizio già segnato da una forte carenza di personale.

La questione, spiegano i rappresentanti sindacali, non riguarda una rivendicazione economica. Anzi, nel confronto con la Regione, le organizzazioni dei professionisti sostengono di aver scelto di non avanzare richieste salariali, proprio alla luce delle difficoltà finanziarie che interessano il sistema sanitario pugliese.

A parlare è stato anche il segretario nazionale del settore Emergenza-Urgenza della Fimmg, che ha contestato quello che considera un arretramento rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi anni dai professionisti del 118.

«Le conquiste dei professionisti dell’Emergenza Territoriale sono state cancellate», è stata la denuncia, accompagnata dalla precisazione che la protesta non nasce da motivazioni economiche, ma dalle modalità con cui sarebbe stata definita la nuova organizzazione del servizio.

L’allarme sugli organici
Il nodo principale resta però quello del personale. Secondo i dati illustrati durante l’incontro, in Puglia i medici del 118 sarebbero attualmente circa 190, a fronte di un fabbisogno indicato in 400 unità.
Ancora più marcata sarebbe la difficoltà nella provincia di Foggia: 30 medici in servizio rispetto a un organico previsto di circa 90 unità.

Numeri che, secondo i sindacati, fotografano una situazione di forte sofferenza e spiegano le difficoltà quotidiane nel garantire la copertura delle postazioni. La carenza di professionisti, denunciano i medici, comporterebbe anche la necessità di spostare frequentemente il personale da una postazione all’altra per assicurare la continuità del servizio.

È proprio questo uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli operatori: in un settore nel quale la tempestività dell’intervento può risultare decisiva, la disponibilità di personale viene considerata dai sindacati una condizione essenziale per mantenere una rete territoriale realmente operativa.

«Prima il confronto con chi lavora sul territorio»
La contestazione alla delibera regionale riguarda quindi anche il metodo. Le organizzazioni sindacali chiedono che le scelte sul futuro del 118 siano accompagnate da un confronto effettivo con chi opera quotidianamente sulle ambulanze e nelle postazioni di emergenza.
Il timore espresso dai medici è che una riorganizzazione calata dall’alto, in presenza di organici già ridotti, possa aumentare la pressione sui professionisti rimasti in servizio e rendere ancora più complessa la gestione delle emergenze.

Per gli operatori, il problema non è soltanto organizzativo, ma riguarda direttamente la possibilità di garantire un servizio capillare e tempestivo ai cittadini pugliesi.

Da qui la richiesta di riaprire il confronto con la Regione e di affrontare innanzitutto il problema della carenza di personale. Per i sindacati, prima di intervenire sull’assetto del servizio occorre infatti tenere conto delle condizioni concrete nelle quali medici e sanitari sono chiamati a lavorare ogni giorno.

La mobilitazione del 118 pugliese si inserisce così in un confronto destinato a proseguire. Da una parte la Regione, chiamata a definire l’organizzazione dell’emergenza territoriale; dall’altra i professionisti, che chiedono di essere coinvolti nelle decisioni e pongono al centro della discussione la sostenibilità degli organici e la sicurezza del servizio.

A Foggia, intanto, il messaggio lanciato dai medici è netto: il futuro del 118 non può essere deciso senza affrontare prima la questione delle risorse umane e senza ascoltare chi ogni giorno garantisce l’emergenza sul territorio.

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