Foggia:La magistratura è lenta, ma arriva,la «manzetta» e la «mazzetta»
Una vicenda giudiziaria che nasce da un presunto regalo di Natale e arriva, anni dopo, a una condanna. Al centro un cesto con carne pregiata, una presunta tangente e una telefonata nella quale le parole «manzetta» e «mazzetta» diventano il dettaglio più curioso di un’inchiesta destinata a lasciare il segno.
La giustizia, soprattutto quando si parla di procedimenti complessi, può avere tempi lunghi. Ma la conclusione di questa vicenda giudiziaria sembra confermare un vecchio adagio: la magistratura può essere lenta, ma arriva.
Mottola era stato arrestato nel dicembre 2021 insieme a Lerario e all’imprenditore foggiano Luca Leccese, nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato alla luce una presunta tangente da 10 mila euro. Leccese, accusato di aver pagato la somma, è stato successivamente condannato a tre anni di reclusione. Lerario ha invece già scontato la condanna definitiva a quattro anni e quattro mesi.
Il particolare più singolare della vicenda riguarda proprio il modo in cui, secondo l’accusa, sarebbe stato consegnato il denaro: all’interno di un cesto natalizio contenente anche un pezzo di manzo pregiato.
Mottola ha sempre sostenuto una versione diversa, affermando che quella somma fosse un regalo e non una tangente. Una distinzione decisiva sul piano giudiziario, ma che nel racconto dell’inchiesta si è intrecciata con uno degli episodi più curiosi emersi dalle intercettazioni.
Durante le indagini, infatti, gli investigatori intercettarono una telefonata tra Mottola e la moglie nella quale si faceva riferimento alla «manzetta», intendendo il taglio di carne, e alla «mazzetta». Un gioco di parole che, al di là dell’aspetto curioso, è diventato uno degli elementi richiamati nell’inchiesta.
Ora il procedimento è arrivato a una nuova tappa: il tribunale ha condannato Mottola, disponendone anche l’interdizione e stabilendo il risarcimento in favore della Regione Puglia, costituita parte civile.
L’imputato, assistito dagli avvocati Vito Belviso ed Elisa Maranello, ha sempre contestato la ricostruzione della tangente, sostenendo che il denaro fosse un regalo.
La vicenda, dunque, non è soltanto la storia di una presunta mazzetta nascosta in un cesto natalizio. È anche la fotografia di come un’inchiesta giudiziaria possa attraversare anni di indagini, arresti, processi e sentenze prima di arrivare a una conclusione.
E resta quel curioso intreccio linguistico che sembra quasi uscito da una cronaca grottesca: la manzetta, cioè la carne, e la mazzetta, cioè il denaro.
Due parole che in quella telefonata si sono incontrate e che, anni dopo, tornano a raccontare una vicenda nella quale il tempo della giustizia è stato lungo, ma il procedimento è comunque arrivato davanti a un tribunale.

