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Puglia:Comuni commissariati in Puglia quando la politica si arrende


San Severo (FG) – Commissariato nel luglio 2026 dopo le dimissioni di 13 consiglieri comunali; nominato il prefetto Francesco Antonio Cappetta.
Lesina (FG) – Gestito dal commissario prefettizio Carmela Palumbo dopo la crisi dell’amministrazione.
Ostuni (BR) e Conversano (BA) – Sottoposti recentemente a gestione commissariale straordinaria per vicende legate alla continuità e alle scadenze amministrative.
Non sempre è mafia. Ma quando un Comune finisce nelle mani di un commissario, una cosa è certa: la politica locale ha smesso di governare.Commissari, dirigenti e vecchi equilibri: chi garantisce davvero l’imparzialità?
Quando un Comune viene commissariato, il commissario prefettizio arriva in una realtà che spesso non conosce: non conosce a fondo la storia amministrativa dell’ente, i rapporti consolidati, le vecchie controversie e, soprattutto, le dinamiche che nel tempo possono essersi create attorno alla macchina comunale.
È proprio per questo che una domanda va posta.

Perché non prevedere, nei casi più delicati, una rotazione dei dirigenti e dei funzionari?
La rotazione degli incarichi, quando prevista e applicabile secondo le norme, potrebbe essere uno strumento utile per evitare che vecchie relazioni, abitudini amministrative o interessi consolidati continuino a pesare sulle decisioni pubbliche.
Non significa accusare qualcuno.

Significa prevenire il rischio.

Perché se cambia la guida politica di un Comune, ma la struttura amministrativa rimane completamente immutata, il rischio percepito è che possano sopravvivere anche vecchi equilibri.

E questo vale ancora di più quando esistono associazioni, gruppi, soggetti economici o realtà locali che da anni hanno rapporti con l’amministrazione.

Il cittadino deve essere sicuro che nessuno parta avvantaggiato.
Un commissario dovrebbe avere tutti gli strumenti per conoscere rapidamente la situazione dell’ente e verificare eventuali criticità.
La rotazione degli incarichi, dove giuridicamente possibile, potrebbe essere una di queste garanzie.

Non una punizione.
Non una vendetta politica.
Non una caccia alle streghe.

Semplicemente una misura di prudenza.

Perché quando cambia il vertice politico, soprattutto dopo una crisi amministrativa, la neutralità della macchina comunale deve essere percepibile oltre che formalmente garantita.

E se qualcuno sostiene che non ci sia nulla da nascondere, allora dovrebbe essere il primo a dire:

“Verifichiamo tutto. Ruotiamo dove è possibile. Rendiamo tutto trasparente.”

Perché la cosa pubblica non deve essere gestita secondo vecchie appartenenze o vecchi rapporti.

Deve essere gestita nell’interesse esclusivo dei cittadini.

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