Puglia:Quando la politica finisce e cominciano i giochi di potere
Il caso Cellino San Marco e quella politica che sembra aver dimenticato il suo unico vero padrone: il cittadino
La politica non esiste più.
O, forse, esiste ancora, ma troppo spesso sembra aver dimenticato perché è nata, a cosa dovrebbe servire e soprattutto chi dovrebbe essere il suo unico riferimento: il cittadino.
Quello che sta accadendo in molti Comuni italiani, e con particolare evidenza nel Centro-Sud, racconta una politica locale sempre più concentrata sulle maggioranze, sulle minoranze, sui consiglieri che entrano e che escono, sulle alleanze che saltano e sui possibili ribaltoni. Nel frattempo, fuori dai palazzi municipali, ci sono strade da sistemare, servizi da migliorare, attività economiche da sostenere, periferie da valorizzare, problemi sociali da affrontare.
Eppure, troppo spesso, sembra che la priorità sia un’altra: chi deve comandare.
Non più come amministrare una città, ma come conquistare o riconquistare il potere.
È questa la domanda che dovrebbe essere posta davanti a ogni crisi amministrativa: perché cittadini hanno eletto quelle persone?
Le hanno elette per amministrare la cosa pubblica. Per far funzionare i servizi. Per rendere il territorio più vivibile. Per affrontare i problemi che le amministrazioni precedenti non sono riuscite a risolvere. Per assumersi la responsabilità delle decisioni.
Non per trascorrere il mandato a studiare il modo migliore per far cadere il governo cittadino.
Il paradosso della politica locale
Il paradosso è evidente.
Un consigliere comunale viene eletto dai cittadini e, una volta entrato in Consiglio, dovrebbe continuare a rappresentare quegli stessi cittadini. Se ritiene che il sindaco stia amministrando male, ha strumenti politici e istituzionali per contestarlo, proporre alternative, votare contro, presentare mozioni, chiedere spiegazioni, denunciare pubblicamente ciò che non funziona.
Ma quando la dialettica politica si trasforma esclusivamente nella ricerca dei numeri necessari a far cadere un’amministrazione, il rischio è che l’interesse generale finisca in secondo piano.
E allora la politica diventa una partita a scacchi.
Il cittadino, però, non è una pedina.
È colui che ha votato.
È colui che paga le tasse.
È colui che vive ogni giorno le conseguenze delle decisioni prese dentro il Comune.
Cellino San Marco, un caso che dovrebbe far riflettere
Il caso di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, rappresenta bene questa crisi della politica locale.
Marco Marra, eletto sindaco nel 2023, ha concluso anzitempo la propria esperienza amministrativa dopo la fuoriuscita di sette consiglieri e il conseguente venir meno del Consiglio comunale. Lo stesso Comune indica nelle proprie pagine istituzionali Marra come sindaco e riporta come data di inizio dell’incarico il 22 luglio 2023.

