Vieste(FG):Nobiletti rompe il silenzio «Vieste è nel mirino». Ma chi sta giocando davvero questa partita?
FOGGIA – Le parole pronunciate dal sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, al termine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi in Prefettura a Foggia, sono destinate ad accendere il dibattito politico ben oltre i confini della città.
«Non ho letto l’articolo uscito . In questo momento siamo nel mirino perché Vieste è cresciuta molto non solo dal punto di vista turistico ma anche da quello politico. Abbiamo spostato l’asse da Foggia a Vieste e questo forse non è piaciuto.»
Parole pesanti. Perché se un sindaco sostiene che la propria città è “nel mirino”, inevitabilmente si apre una domanda: di chi sta parlando? Chi avrebbe interesse a colpire politicamente Vieste? E soprattutto, perché?
Nobiletti non lo spiega. Non indica nomi, non chiarisce il riferimento e lascia che siano le interpretazioni a riempire quel vuoto. Ma in politica le parole hanno un peso preciso. Se si evoca uno scontro, sarebbe utile spiegare ai cittadini chi sarebbero gli avversari e su quali basi si fonda questa convinzione.
Nel frattempo il dibattito non nasce dal nulla. Nelle ultime settimane l’attenzione si è concentrata sull’attività amministrativa del Comune di Vieste e, in particolare, sul ricorso agli affidamenti diretti. Secondo i dati riportati nel dibattito pubblico, circa l’85% dei lavori sarebbe stato assegnato con questa procedura, senza gara pubblica.
È bene chiarirlo: l’affidamento diretto è uno strumento previsto dalla legge e non rappresenta automaticamente un’irregolarità. Ma quando diventa la modalità prevalente di assegnazione degli appalti, è inevitabile che sorgano interrogativi politici sull’opportunità amministrativa di questa scelta, sulla concorrenza tra le imprese e sulla trasparenza dell’azione pubblica.
Sono domande che meritano risposte politiche, indipendentemente da ogni eventuale valutazione degli organi competenti.
C’è poi un altro aspetto che alimenta il confronto. Le notizie che hanno acceso la polemica si basano su atti e dati amministrativi. Da qui nasce un interrogativo che circola negli ambienti politici: si tratta semplicemente del lavoro di approfondimento svolto dalla stampa su documenti pubblici oppure qualcuno, all’interno delle istituzioni o degli ambienti politici, sta contribuendo a far emergere determinate vicende? Al momento non esistono elementi per sostenere una risposta piuttosto che un’altra, ma è una domanda che continua ad accompagnare il dibattito.
Nel frattempo, il nome di Giuseppe Nobiletti continua a circolare anche fuori da Vieste. Da giorni, infatti, negli ambienti politici della Capitanata si parla di una sua possibile candidatura alle prossime elezioni politiche con il Movimento 5 Stelle, in sostituzione dell’attuale eurodeputato Mario Furore . Si tratta, allo stato, di indiscrezioni prive di conferme ufficiali, ma sufficienti a dimostrare quanto il sindaco sia ormai considerato una figura centrale negli equilibri politici del territorio.
Ed è proprio in questo contesto che le sue dichiarazioni assumono un significato ancora più rilevante. Quando afferma che «Vieste ha spostato l’asse politico da Foggia» e che «questo forse non è piaciuto», il messaggio sembra andare oltre la semplice difesa della propria amministrazione. È una rivendicazione politica che inevitabilmente apre un confronto sul futuro degli equilibri della Capitanata.
Una cosa è certa: il dibattito non si chiuderà con una dichiarazione rilasciata davanti ai cronisti. Al contrario, le domande aumentano. Perché se Vieste è davvero “nel mirino”, come sostiene il suo sindaco, i cittadini hanno il diritto di sapere da chi, per quali ragioni e con quali elementi a sostegno di una simile affermazione. Allo stesso modo, hanno il diritto di ricevere risposte chiare sulle scelte amministrative compiute dal Comune, a partire dal ricorso agli affidamenti diretti.
È su questo terreno che si misurerà la credibilità della politica: meno slogan, più trasparenza. Perché il consenso si conquista con i risultati, ma si consolida soltanto attraverso la fiducia dei cittadini.

