AttualitàEditorialiPoliticaPuglia

Forza Italia, congresso e Politiche: la guerra dei seggi è già iniziata. E alla fine decideranno i Berlusconi


Il congresso regionale sarà soltanto il prologo. La vera battaglia si combatterà quando sarà il momento di chiudere le liste per le elezioni politiche. È lì che Forza Italia rischia di consumare lo scontro più duro degli ultimi anni.
In Puglia tutti lo sanno, anche se pochi lo dicono apertamente: i posti realmente eleggibili saranno meno delle aspettative. E quando le poltrone diminuiscono, aumentano inevitabilmente le tensioni.

Gli uscenti reclamano la riconferma. I consiglieri regionali rivendicano il lavoro svolto sul territorio. Sindaci e amministratori chiedono che il consenso raccolto negli anni venga finalmente riconosciuto con una candidatura. Ma i conti non tornano.

Se il centrosinistra dovesse davvero presentarsi unito, molti collegi uninominali del Mezzogiorno diventerebbero contendibili e il valore delle posizioni considerate “blindate” crescerebbe enormemente. Per questo la trattativa interna è già iniziata.

La partita si gioca su due tavoli.

Il primo è quello del congresso regionale. Il secondo, molto più importante, è quello delle liste che saranno compilate a Roma.

Perché, alla fine, le candidature non saranno decise a Bari.

L’ultima parola spetterà ai vertici nazionali di Forza Italia e al ristretto gruppo dirigente che guida il partito. Una scelta che avrà inevitabilmente anche il peso politico della famiglia Berlusconi, custode dell’identità e del futuro del movimento fondato da Silvio Berlusconi.

La domanda è una sola: confermare quasi tutti gli uscenti oppure aprire davvero una nuova stagione?

Mauro D’Attis parte da una posizione di forza grazie al ruolo di segretario regionale e alla vicinanza con Antonio Tajani. Francesco Paolo Sisto rappresenta uno dei profili istituzionali più autorevoli del partito e difficilmente potrebbe restare fuori dalla partita. Dario Damiani resta uno dei riferimenti pugliesi di Forza Italia al Senato.

Più articolata la situazione degli altri parlamentari uscenti, chiamati a difendere il proprio spazio in un quadro che potrebbe cambiare profondamente.

Nel frattempo cresce la pressione di chi ritiene concluso il tempo delle attese.

Paride Mazzotta e Massimiliano Di Cuia sono tra i nomi che circolano con maggiore insistenza. Anche il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, viene indicato come possibile profilo spendibile qualora il partito decidesse di valorizzare gli amministratori locali.

È proprio qui che si misura la credibilità del rinnovamento.

Forza Italia dovrà scegliere se continuare a puntare prevalentemente sulla classe dirigente parlamentare oppure premiare chi, in questi anni, ha tenuto acceso il simbolo sui territori, spesso senza ricoprire incarichi nazionali.

Il congresso regionale sarà inevitabilmente influenzato da questa prospettiva. Chi conquisterà il controllo del partito pugliese avrà un peso nelle trattative romane, ma nessuno può pensare di decidere da solo.

Le liste saranno il risultato di un delicato equilibrio tra fedeltà politica, consenso elettorale, rappresentanza territoriale e strategia nazionale.

Una cosa, però, appare già evidente.

Qualcuno resterà inevitabilmente fuori.

Ed è proprio questo il motivo per cui, dietro le dichiarazioni di unità, è già iniziata una silenziosa guerra politica. Una guerra combattuta non nelle piazze ma nei tavoli delle trattative, dove ogni tessera del congresso può trasformarsi in una candidatura e ogni candidatura può decidere il futuro di una corrente.

Per Forza Italia i prossimi mesi saranno decisivi. Non solo per scegliere chi guiderà il partito in Puglia, ma soprattutto per stabilire chi rappresenterà il movimento in Parlamento. Per molti sarà l’ultima occasione. Per altri, il momento di entrare finalmente nella classe dirigente nazionale.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *