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Capitanata:Sosta tariffata in Capitanata, incassi in ritardo e controlli assenti cresce il caso


La gestione della sosta tariffata in alcuni Comuni della Capitanata continua a sollevare interrogativi. Al centro dell’attenzione vi sono i ritardi nel versamento degli incassi derivanti dai parcheggi a pagamento e il ruolo degli uffici comunali chiamati a vigilare sul rispetto dei contratti.
Secondo quanto previsto dalle convenzioni stipulate con i soggetti affidatari del servizio, gli incassi dovrebbero seguire un preciso iter amministrativo: dalla raccolta delle somme alla contabilizzazione, fino al versamento presso la Banca d’Italia e al successivo accredito nelle casse comunali, generalmente entro trenta giorni. Un meccanismo che, in diversi casi, sembrerebbe non funzionare con la regolarità prevista.
Le motivazioni addotte dalla società affidataria sarebbero riconducibili a difficoltà negli incassi e a problematiche gestionali che impedirebbero il puntuale riversamento delle somme spettanti ai Comuni. Giustificazioni che, però, alimentano dubbi e perplessità, soprattutto quando i ritardi si protraggono nel tempo.
La domanda che molti si pongono è un’altra: chi controlla il rispetto del contratto? Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), il direttore dell’esecuzione del contratto e gli uffici competenti hanno il compito di monitorare l’operato del concessionario, verificare il rispetto delle scadenze e contestare eventuali inadempienze. Eppure, in alcune realtà, sembrerebbe non emergere alcuna formale contestazione né l’avvio di procedure previste dai contratti in caso di mancati versamenti.
Se i ritardi sono effettivamente reiterati, perché non vengono adottati i provvedimenti previsti? Sono state effettuate verifiche contabili? Sono state applicate penali o diffide? E, soprattutto, quali iniziative sono state assunte per tutelare le risorse pubbliche?
Il tema riguarda anche il ruolo degli addetti ai controlli e dei funzionari incaricati della vigilanza. Il loro compito non si limita alla gestione amministrativa del servizio, ma comprende anche la verifica puntuale degli obblighi contrattuali e la segnalazione di eventuali criticità. Se tali controlli non vengono svolti con continuità, il rischio è quello di compromettere la trasparenza nella gestione delle entrate comunali.
Per affrontare il problema sarebbe opportuno rafforzare i controlli periodici, prevedere verifiche documentali sugli incassi, imporre il rispetto rigoroso delle tempistiche contrattuali e attivare tempestivamente le procedure di contestazione previste in caso di inadempienza. La trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche rappresenta un interesse primario per i cittadini e per le amministrazioni.
La vicenda merita attenzione perché coinvolge denaro pubblico e servizi essenziali. Saranno gli eventuali accertamenti amministrativi e le verifiche degli enti competenti a chiarire le responsabilità e a stabilire se vi siano state irregolarità o semplicemente difficoltà gestionali. Gli sviluppi saranno seguiti con attenzione.

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