Foggia:Il gotha della magistratura antimafia in Capitanata, solo confronto tecnico o un messaggio politico al governo?
Il gotha della magistratura antimafia a Foggia: solo confronto tecnico o un messaggio politico al governo?
Foggia si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più significativi sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. Lunedì 11 maggio, alle ore 9.30, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, i Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Sociali dell’Università di Foggia promuovono il convegno dal titolo “La prevenzione antimafia. Prassi applicative e prospettive di riforma”, un incontro destinato a richiamare l’attenzione nazionale non solo per il valore scientifico dell’iniziativa, ma soprattutto per il peso istituzionale delle presenze annunciate.
A rendere il convegno un evento di assoluto rilievo è infatti la partecipazione del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, e del Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Due figure centrali del sistema giudiziario e governativo italiano, chiamate a confrontarsi in una terra che da anni combatte una delle mafie più aggressive e meno raccontate del Paese.
La domanda che inevitabilmente accompagna questo appuntamento è politica oltre che istituzionale: la magistratura sta semplicemente facendo il proprio lavoro di analisi e coordinamento nella lotta alla criminalità organizzata oppure, attraverso una presenza così compatta e autorevole, sta inviando un messaggio chiaro al governo sul futuro delle politiche antimafia?
Il tema non è marginale. Negli ultimi anni il dibattito sulla giustizia, sulle misure di prevenzione patrimoniale e sulle riforme ordinamentali ha spesso visto emergere sensibilità differenti tra politica e magistratura. La scelta di concentrare a Foggia il confronto tra vertici della giurisdizione antimafia, accademici, prefetti, avvocati e rappresentanti istituzionali appare quindi come qualcosa di più di un semplice seminario tecnico.
Il convegno si colloca infatti al crocevia tra applicazione concreta delle misure antimafia e prospettive di riforma del sistema. Si parlerà di confische di prevenzione, delle recenti pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, delle misure non ablatorie e dell’evoluzione normativa in materia antimafia. Temi che toccano direttamente l’equilibrio tra sicurezza, diritti e strumenti investigativi.
Accanto ai vertici nazionali interverranno il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, Enrico Infante, il Prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, oltre ai rappresentanti degli ordini professionali del territorio e a numerosi esponenti del mondo accademico e forense.
L’iniziativa sarà articolata in due sessioni tematiche: una dedicata alla prevenzione giudiziaria, presieduta dalla professoressa Angela Procaccino, e una sulla prevenzione amministrativa, presieduta dalla professoressa Maria Novella Masullo. Tra i relatori figurano studiosi e operatori del diritto come Antonino Sessa, Francesco Vergine, Giuseppe Amarelli e Giovanni Anglana.
Ma al di là dell’impianto scientifico, resta forte il valore simbolico dell’evento. La presenza simultanea dei vertici dell’antimafia nazionale e del Ministero della Giustizia in un territorio storicamente esposto alla pressione criminale può essere letta come un segnale preciso: lo Stato vuole riaffermare la centralità della prevenzione antimafia e del controllo del territorio in una fase in cui il tema della sicurezza e delle riforme della giustizia è tornato al centro del confronto politico nazionale.
Non necessariamente uno scontro tra magistratura e governo, dunque, ma certamente un’occasione nella quale la magistratura italiana mostra compattezza, capacità di proposta e volontà di incidere nel dibattito sulle future riforme. E il fatto che ciò avvenga proprio a Foggia conferisce all’evento un significato ancora più profondo: la lotta alla mafia resta una priorità istituzionale che richiede unità, presenza e visione strategica.

