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San Severo(FG):Il paradosso del potere chi predica coerenza vota contro se stesso

San Severo e il cortocircuito della politica locale tra coerenza smarrita e silenzi pesanti
La politica, soprattutto a livello locale, dovrebbe essere il luogo in cui le esigenze dei cittadini trovano ascolto e risposta concreta. È nei comuni che si misura la credibilità degli amministratori, la coerenza delle scelte e la capacità di tradurre le promesse elettorali in azioni tangibili. Tuttavia, sempre più spesso, questo ideale si scontra con una realtà fatta di calcoli, strategie e interessi che sembrano guardare altrove.
Le recenti elezioni provinciali svoltesi domenica offrono uno spunto emblematico per riflettere su questa deriva. A San Severo, secondo quanto emerso, il sindaco Colangelo avrebbe delegato un rappresentante a votare un candidato di area politica opposta rispetto a quella che sostiene la sua amministrazione, rinunciando di fatto a sostenere il candidato di Fratelli d’Italia.Il delegato ha votato il candidato di sinistra PD. Una scelta che, al di là delle motivazioni ufficiali — se mai verranno chiarite — appare politicamente significativa e difficilmente comprensibile agli occhi della cittadinanza.
Il punto non è soltanto il voto in sé, ma ciò che rappresenta: un segnale di discontinuità, o peggio, di incoerenza, che alimenta il sospetto di una politica guidata più dalla convenienza che da una visione. Quando gli schieramenti diventano fluidi e le alleanze variabili, il rischio è che a determinare le decisioni non siano più i programmi o i valori, ma la necessità di consolidare posizioni di potere.
A rendere il quadro ancora più complesso è il silenzio dei rappresentanti locali di Fratelli d’Italia. Nomi di riferimento come La Salandra, la Fallucchi e il consigliere regionale Nicola Gatta non hanno, almeno finora, espresso una posizione chiara su quanto accaduto. Un’assenza di reazione che pesa, perché in politica anche il silenzio comunica — e spesso rafforza l’idea di una mancanza di controllo o di volontà nel difendere una linea politica coerente.
Nel frattempo, si fa strada una percezione sempre più diffusa: che le dinamiche interne al centrodestra, segnate da divisioni e rivalità, finiscano per favorire indirettamente l’azione politica dell’area opposta. La figura di Piemontese, in questo contesto, viene letta da alcuni come emblematica di una capacità di incidere anche oltre il proprio schieramento, approfittando delle fragilità altrui.
Il risultato è una crescente disaffezione da parte dei cittadini, in particolare di quelli più attenti e consapevoli, che osservano con disincanto una politica percepita come distante, autoreferenziale e poco trasparente. Le promesse fatte in campagna elettorale sembrano sbiadire di fronte a scelte che appaiono dettate da logiche interne piuttosto che da un reale impegno verso il bene comune.
Amministrare una città come San Severo non è semplice, soprattutto considerando le difficoltà ereditate dal passato. Ma proprio per questo servirebbero scelte chiare, coraggiose e coerenti. A due anni dall’inizio del mandato, molti si interrogano su quale sia stata la direzione intrapresa e su quanto sia stato realmente fatto per cambiare le cose.
La sensazione, sempre più diffusa, è che chi avrebbe dovuto imprimere una svolta si sia invece adattato alle dinamiche del potere. E in questo scenario, a perdere non è soltanto la cittadinanza, ma anche chi continua a sostenere, spesso in silenzio, una politica che sembra aver smarrito il senso della propria missione.

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