Candela(FG):La gestione Gatta Un’amministrazione tra debiti e disservizi
La gestione dell’ex sindaco Nicola Gatta al Comune di Candela è tornata al centro del dibattito politico e amministrativo, e non certo per motivi positivi. L’opposizione, in un comunicato stampa urgente, ha sollevato una serie di gravi questioni legate alla gestione del comune durante il mandato dell’ex primo cittadino, culminando in una vicenda che ha coinvolto sia la Corte dei Conti che la Procura contabile.
La vicenda della Candeo S.r.l. e i cantieri sequestrati
Uno dei punti più gravi emersi riguarda la gestione della Candeo S.r.l., una società comunale che, pur essendo destinata a essere chiusa nel 2017 per legge, è rimasta in vita per anni, continuando a generare perdite economiche. La sua situazione è stata aggravata dal fatto che, pur essendo in liquidazione, l’amministrazione Gatta ha continuato ad affidarle dei servizi, nonostante non fosse più operativa e non fosse stato reperito alcun contratto relativo a tali affidamenti. Il risultato? Pagamenti di denaro pubblico senza che fosse dimostrata l’esistenza di un valido titolo contrattuale. Una situazione di gestione quantomeno disastrosa che, secondo l’opposizione, grida vendetta alla luce dei disservizi e dei debiti accumulati.
Non è finita qui. Nonostante la Candeo fosse in liquidazione, il Comune ha continuato a versare somme di denaro per coprire i debiti della società, contravvenendo a una norma di legge che vieta esplicitamente questi interventi. Il rischio di danno erariale è ora nelle mani della Procura contabile, che dovrà indagare sulle eventuali responsabilità personali di chi ha preso queste decisioni.
La gestione delle risorse e i servizi essenziali
La gestione finanziaria del Comune, durante il periodo di Gatta, non si è limitata alla sola Candeo. Anche servizi essenziali per la cittadinanza sono stati oggetto di difficoltà e sospensioni, come nel caso del servizio scuolabus, sospeso fino a data da destinarsi. Il motivo? La mancanza di risorse per sostituire un autista, elemento che evidenzia l’inefficienza nella gestione delle risorse pubbliche e una gravissima mancanza di programmazione. Questa situazione, secondo l’opposizione, è il segnale di una crisi molto più profonda, che ha radici nelle scelte politiche e amministrative fatte negli anni precedenti.
La sospensione di un servizio così importante come lo scuolabus, che riguarda direttamente le famiglie e i bambini, rappresenta un chiaro indicatore di come le scelte politiche e amministrative abbiano impattato negativamente sulla qualità della vita dei cittadini di Candela. Non si tratta solo di una gestione economica fallimentare, ma anche di una diminuzione dei servizi essenziali, che sono la base per garantire un livello minimo di vivibilità in un comune.
La candidatura di Gatta alla Regione Puglia: una scelta da rivedere?
In questo scenario di incertezze e disservizi, la domanda che molti si pongono è: ha fatto bene Fratelli d’Italia a candidare Nicola Gatta alla Regione Puglia? La sua amministrazione a Candela è stata caratterizzata da numerosi errori gestionali e da un bilancio che ha lasciato la cittadinanza con più domande che risposte. Con i cantieri sequestrati, i debiti non saldati e i servizi in sospensione, non sembra proprio che Gatta possa vantare una gestione virtuosa del suo Comune. Anzi, i cittadini di Candela oggi si trovano a dover fare i conti con le conseguenze di una politica che, a detta dell’opposizione, ha agito con leggerezza e superficialità.
L’opposizione denuncia che, mentre si prova a ripartire come se nulla fosse, la verità è che i cittadini stanno pagando il prezzo di una gestione fallimentare. La questione dei cantieri sequestrati, la gestione delle risorse pubbliche e la mancanza di trasparenza sono fattori che, se non adeguatamente affrontati, potrebbero compromettere gravemente l’immagine e l’affidabilità di chi ha amministrato il Comune fino a oggi.
Il futuro di Candela: tra ripartenza e scuse
Oggi, mentre la città cerca di risollevarsi da un periodo buio, molti si chiedono come sia stato possibile arrivare a questo punto. Il Comune di Candela, che avrebbe dovuto godere di un’amministrazione attenta e responsabile, si trova a dover fare i conti con una crisi finanziaria e con la gestione di risorse pubbliche che sembra essere stata gestita con poca trasparenza e con scelte discutibili. L’opposizione, in particolare, chiede delle scuse ufficiali da parte di chi ha governato la città, con l’invito a una riflessione sulla vera natura dei problemi che affliggono oggi Candela.
La politica del rinnovamento, che sta cercando di imporsi con nuove candidature e promesse, non può prescindere da un’analisi critica e onesta della situazione che ha portato il Comune a questo punto. Prima di avanzare nuove proposte o programmi, c’è bisogno di affrontare la realtà, di fare chiarezza su quanto accaduto, e di rispondere ai cittadini.
Candela, oggi, non può essere più considerata come un “paese del casertano”, ma deve essere vista con occhi critici, pronti a dare risposte concrete e responsabilità a chi ha gestito il Comune negli ultimi anni

