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Puglia:Sequestro di beni colpito il patrimonio di Matteo Lombardi e della sua famiglia, protagonisti delle dinamiche mafiose garganiche


La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e il Reparto Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri hanno recentemente eseguito due distinti sequestri anticipati di beni, disposti dal Tribunale di Bari nell’ambito dei procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione. Le operazioni, che si sono svolte in Puglia, sono state avviate su proposta congiunta del procuratore della Repubblica di Bari e del direttore della DIA, con l’intento di combattere le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale.
I sequestri riguardano il patrimonio di Matteo Lombardi, 55 anni, noto come “a’ carpnese”, e di suo figlio Michele, detto “u’ cumbarill”. Entrambi sono considerati figure di spicco delle dinamiche mafiose che da anni interessano il Gargano. Matteo Lombardi, già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Silvestri, un esponente del clan dei Montanari, è ritenuto ai vertici del clan Lombardi-Scirpoli-La Torre, uno dei gruppi criminali più influenti della zona.
Le indagini, condotte nell’ambito dell’operazione “Omnia Nostra”, hanno rivelato che padre e figlio esercitavano una notevole influenza mafiosa, specialmente nella città di Manfredonia, dove controllavano una parte consistente del mercato ittico. Questo potere economico illecito ha permesso loro di accumulare ricchezze sproporzionate rispetto alle loro dichiarazioni reddituali. Il patrimonio accumulato è stato quindi oggetto di approfondite indagini patrimoniali, che hanno evidenziato un forte contrasto tra le loro capacità dichiarate e il valore reale dei beni a loro intestati.
I sequestri hanno coinvolto una serie di beni immobili e attività economiche, tra cui un’azienda operante nel settore ittico e tre unità immobiliari, due delle quali situate in provincia di Varese. Il valore complessivo di quanto sequestrato è stimato intorno al milione di euro.
Questa operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alle mafie, finalizzate a colpire le risorse economiche derivanti da attività criminali. L’obiettivo è di tutelare la parte sana dell’economia, impedendo che le organizzazioni mafiose possano reinvestire i proventi illeciti in attività legittime, creando così un circolo vizioso che alimenta il potere delle organizzazioni criminali e mina la stabilità economica e sociale.
Ora che i provvedimenti di sequestro sono stati eseguiti, il passo successivo sarà il confronto con la difesa degli imputati per la decisione sulla confisca definitiva dei beni. Questo procedimento rientra nell’ambito delle misure di prevenzione, che consentono di sottrarre alle mafie le risorse fondamentali per la loro attività criminale.
Il lavoro di polizia e giustizia, con il supporto delle istituzioni locali e nazionali, continua quindi nella lotta alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di spezzare le sue radici economiche e sociali, al fine di restituire la serenità e la sicurezza alle comunità locali.

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