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Puglia: Emiliano accusa il Governo sulle nomine nei parchi nazionali “Nomine che contestiamo,ho dato mandato agli uffici legali”

Cosa sta accadendo in Puglia: Emiliano accusa il Governo sulle nomine nei parchi nazionali
A pochi mesi dalla fine del suo mandato, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano apre un nuovo fronte di scontro istituzionale, puntando il dito contro il Governo in merito alla nomina dei commissari straordinari dell’Ente Parco del Gargano e del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Al centro della polemica c’è la decisione del Ministero dell’Ambiente di procedere alla designazione dei nuovi vertici senza raggiungere l’intesa con la Regione, passaggio previsto dalla normativa vigente.

Lo scontro sulle nomine
Secondo Emiliano, le nomine sono avvenute “senza minimamente considerare il parere contrario di quasi tutti i sindaci dei territori interessati” e senza coinvolgere adeguatamente la Regione Puglia. Un’accusa pesante, che evidenzia una presunta violazione delle prerogative regionali garantite dalla Costituzione.
Il presidente pugliese contesta non solo il metodo, ma anche il merito delle scelte. A essere nominati commissari sono stati Raffaele Di Mauro, esponente di Forza Italia e già candidato sindaco a Foggia, e Nicola Loizzo, indicato come “un funzionario di partito di Fratelli d’Italia”. Di Mauro subentra a Pasquale Pazienza al Parco del Gargano, mentre Loizzo prende il posto di Francesco Tarantini all’Alta Murgia.

Emiliano: “Calpestate le prerogative regionali”
Emiliano ha annunciato di aver chiesto all’Avvocatura regionale di agire legalmente contro il Ministro dell’Ambiente, accusandolo di aver scavalcato il ruolo della Regione e di aver ignorato la necessaria concertazione istituzionale. “Non spetta al Ministro la nomina in assenza di intesa con la Regione”, ha ribadito il governatore, definendo le scelte “politicamente orientate e prive di legittimità”.
Un nuovo fronte politico
Questa vicenda si inserisce in un clima politico già teso tra alcune Regioni e il Governo centrale, in particolare su temi ambientali, territoriali e di governance locale. Le nomine nei parchi nazionali, che dovrebbero tutelare territori di grande valore naturale e culturale, rischiano così di diventare terreno di scontro partitico, alimentando polemiche che nulla hanno a che fare con la tutela dell’ambiente.
In attesa della risposta del Ministro dell’Ambiente, il caso sollevato da Emiliano apre un dibattito più ampio sulla distribuzione delle competenze tra Stato e Regioni, soprattutto su temi delicati come la gestione dei parchi nazionali, che coinvolgono non solo aspetti amministrativi, ma anche equilibri politici e sensibilità locali.


Con il mandato agli sgoccioli, Emiliano sceglie il confronto diretto con Roma per rivendicare il ruolo della Regione nella gestione del territorio. Una battaglia che rischia di protrarsi anche oltre la sua presidenza e che pone nuovamente al centro la questione dell’autonomia e del rispetto delle prerogative regionali.

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