Che fine hanno fatto i mezzi promessi da Emiliano? Il Gargano brucia, la Regione resta a guardare”
Gargano, estate 2025. È una domanda semplice, diretta, che oggi più che mai torna prepotente: che fine hanno fatto i due mezzi antincendio promessi dal governatore Michele Emiliano ad Amendola? Una promessa rimasta lettera morta, mentre il Gargano continua a bruciare tra silenzi istituzionali, emergenze senza tregua e mezzi che arrivano troppo tardi, da troppo lontano.

Emergenza incendi: una giornata da incubo
I roghi divampati ieri tra le località di Zaiana e San Nicola, nel comune di Peschici, hanno rappresentato l’ennesima giornata di fuoco per il promontorio garganico. Il vento ha alimentato le fiamme, che si sono propagate con rapidità, mettendo a rischio non solo il patrimonio ambientale, ma anche la sicurezza di turisti e residenti.
“I mezzi hanno impedito che l’incendio superasse la strada comunale di Zaiana”, ha dichiarato il sindaco Luigi D’Arenzo, ma non senza difficoltà. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei volontari è stato encomiabile, ma insufficiente di fronte all’estensione dell’emergenza e alla scarsità di risorse a disposizione. Il territorio, ancora una volta, si è dovuto arrangiare con ciò che ha.

Una Regione senza mezzi propri
Nei giorni scorsi, sia alcune testate giornalistiche che la stessa Regione Puglia hanno ribadito una verità scomoda: la Puglia non dispone di una propria flotta aerea antincendio.
Ogni estate, la Regione spende milioni di euro per assicurarsi l’intervento dei velivoli in caso di emergenze, ma questi aerei – quando arrivano – decollano da Fiumicino o da altre basi lontane, impiegando tempo prezioso per raggiungere le zone colpite.
E intanto, i minuti passano, e con essi ettari di macchia mediterranea, boschi, case, vite. Il Gargano continua a essere lasciato solo, con una protezione antincendio che definire inadeguata è un eufemismo.
Il fantasma del Gino Lisa: promesse e proclami
In tutto questo, non si può ignorare il grande non detto: la mancata trasformazione dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia in hub di Protezione Civile. Da anni si racconta questa favola: uno scalo riqualificato, moderno, capace di ospitare in pianta stabile una flotta di mezzi antincendio. Un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza di tutto il nord della Puglia.
E invece? Nulla. Nessun mezzo stanziato in loco, nessun potenziamento, solo parole e promesse. La realtà è che il Gino Lisa continua ad essere un simbolo di ciò che il territorio avrebbe potuto essere e non è mai diventato. Un’occasione mancata. Un’altra.

Domande senza risposte
Il silenzio della Regione Puglia è assordante. I cittadini, i sindaci, i volontari, e le migliaia di turisti che ogni anno scelgono il Gargano come meta, si chiedono:
dov’erano ieri i mezzi promessi?
Perché l’aeroporto Gino Lisa non è ancora operativo come base antincendio? Quanto altro tempo dobbiamo aspettare? E quante altre estati dovranno passare prima che qualcosa cambi davvero?
Conclusione
La realtà è sotto gli occhi di tutti: il Gargano brucia ogni estate, e ogni estate si ripetono gli stessi errori. La speranza è che la stagione degli annunci lasci finalmente spazio a quella delle azioni. Perché la natura non aspetta. E nemmeno i cittadini

