Manfredonia(FG): L’Oasi brucia, la politica si sveglia,vertice in Prefettura sull’incendio doloso a Lago Salso
di [Cesare Bifaro]
Nella mattinata di ieri, i riflettori si sono accesi sulla Prefettura di Foggia, teatro di un vertice urgente convocato dopo l’ennesimo attentato alla natura: l’incendio doloso che ha devastato l’oasi protetta di Lago Salso e vaste aree nei pressi di Siponto. Un disastro ambientale annunciato, l’ennesimo, che ha ridotto in cenere un patrimonio naturale di inestimabile valore, mettendo in pericolo ecosistemi delicati e la sicurezza dei cittadini.

Al tavolo della crisi, convocato con urgenza, hanno partecipato il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca, i vertici delle Forze dell’Ordine – Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato – e il Comandante dei Vigili del Fuoco. Un parterre istituzionale imponente, che tuttavia arriva a valle di un disastro e non in tempo per prevenirlo.

Il sindaco La Marca ha parlato chiaro: “Dietro questi incendi c’è un disegno criminale. Non è casualità, è strategia. Questo è uno scempio deliberato che mette a rischio la popolazione e la natura”. Parole forti, necessarie, ma che arrivano in ritardo rispetto a un fenomeno che da anni affligge il Gargano e la Capitanata, con numeri allarmanti e una evidente regia occulta.

Il punto critico non è solo l’evento in sé – gravissimo – ma il contesto in cui si inserisce. Da tempo, associazioni ambientaliste, residenti e operatori del territorio denunciano la crescente pressione su aree naturali protette, spesso lasciate all’incuria o scarsamente presidiate. Le cause? Una combinazione letale di interessi illeciti, incuria amministrativa, mancanza di prevenzione e un sistematico depotenziamento degli enti preposti alla tutela dell’ambiente.

Se c’è un’emergenza incendi – e c’è, eccome – essa non può più essere affrontata con comunicati stampa e riunioni straordinarie solo dopo la tragedia. Serve una strategia concreta, fatta di:
videosorveglianza h24 nelle aree più sensibili;
squadre antincendio permanenti durante i mesi critici;
pene severe e certe per i piromani e chi specula sul fuoco;
tutela attiva del territorio, coinvolgendo le comunità locali in piani di prevenzione e monitoraggio.

La Marca ha chiesto un intervento immediato per fermare questa deriva criminale. Ma l’intervento, per essere tale, deve essere anche strutturale. Altrimenti, questi vertici resteranno poco più che passerelle istituzionali mentre il territorio continua a bruciare, fisicamente e simbolicamente.
L’oasi di Lago Salso non è solo un luogo: è un simbolo. È il testimone silenzioso di una bellezza che resiste, ma che oggi chiede con forza alle istituzioni di passare finalmente dalle parole ai fatti.

