GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO.

In relazione al nostro articolo pubblicato sul caso prepensionamenti alla Gazzetta, ci scrive Gianfranco Summo ex componente del comitato di redazione. Chiede di rettificare alcuni passaggi della nostra ricostruzione da lui ritenuta “tendenziosa e dal sapore diffamatorio”, in relazione alle affermazioni “ha trovato posto alla Casagit” e che “è stato costretto a dimettersi”. Pur non essendoci alcuna diffamazione, diamo spazio ad alcune sue osservazioni per assoluta trasparenza.
“Sono consigliere di amministrazione della Casagit – scrive – dal 2005, eletto vicepresidente vicario il 1 luglio scorso. Il meccanismo funziona così: tutti i giornalisti pugliesi soci Casagit eleggono due delegati (io sono uno dei due) all’Assemblea nazionale, formata da 80 giornalisti di tutta Italia i quali votano 11 consiglieri di amministrazione. Il Cda si riunisce e vota presidente e vicepresidente. Dunque, la “Gazzetta”, il Comitato di redazione, la Ledi, i fratelli Ladisa, il fallimento Edisud e tutto il resto degli argomenti toccati nell’articolo in questione non hanno la benché minima attinenza con l’attività della Casagit.
Pur “non entrando nel merito delle vicende sindacali in corso” , aggiunge che “dal vecchio cdr non sono stato “costretto a dimettermi”, ma ho liberamente rassegnato le dimissioni (insieme ad altri tre dei cinque componenti) nel corso di un’assemblea per favorire l’ingresso di nuove energie in un confronto sindacale difficilissimo ed estenuante. L’assemblea dei giornalisti della “Gazzetta” ha un regolamento che prevede il meccanismo della sfiducia, che avrebbe potuto “costringere” alle dimissioni e non è stato attivato”.
Sottolinea altresi che “il primo verbale di incontro sui prepensionamenti, poi contestato dall’Assemblea dei giornalisti della “Gazzetta”, era stato firmato anche da Assostampa Puglia”.
You Foggia ritiene doverose alcune precisazioni:
1) nessuna allusione nell’affermazione “ha trovato posto alla Casagit”. Sappiamo come funziona il meccanismo così come sappiamo che il ruolo di vicepresidente vicario è diverso da quello di consigliere e potrebbe far maturare il diritto ad una aspettativa retribuita. Il riferimento temporale è solo un dato di fatto niente di più.
2) esiste una differenza tra verbale di incontro (quello del 30 marzo) e verbale di accordo (quello del 7 aprile). Da quanto risulta dagli atti il cdr ha firmato un accordo – la cui “proposta” era stata respinta dalla base dei giornalisti il 1 aprile “ che non è stato sottoscritto dall’Associazione della stampa e dalla FNSI.
Di seguito il “pqm” del verbale di assemblea inviato dal cdr all’azienda : “L’assemblea di redazione de “La Gazzetta del Mezzogiorno” esprime voto contrario all’approvazione del verbale del 30 marzo 2021, difettando di ogni presupposto per l’adozione delle misure e dei provvedimenti indicati. E invita il Cdr a svolgere gli opportuni e doverosi approfondimenti giuridici, economici e relativi al piano editoriale, aggiornando l’assemblea a una prossima riunione.
Il testo è stato approvato a maggioranza con l’astensione del Cdr e di altri quattro redattori.
Il Comitato di Redazione”.
Pochi giorni dopo il cdr ha sottoscritto l’accordo con Ledi (senza firme di Assostampa ed FNSI) informando l’assemblea a cose fatte. In seguito 4 componenti su 5 del cdr si sono dimessi e sono state indette nuove elezioni.
In seguito a quell’accordo, ritenuto valido da Ledi, sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore una serie di giornalisti, circostanza contestata in atti ufficiali da Associazioni della Stampa e Federazione della stampa, certamente non da YouFoggia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: