Giustizia: stabilizzare i magistrati onorari


ROMA, 20 luglio 2020
Gli avv.ti Vincenzo De Michele e Gabriella Guida, difensori, con gli avv.ti Francesco Paolo Sisto e Francesco Visco, della giudice di pace ‘UX’ che ha vinto il 16 luglio 2020 in Corte di giustizia con una sentenza che equipara i magistrati onorari a quelli togati, sono scesi in Piazza Montecitorio al
fianco dei magistrati onorari in lotta per il riconoscimento dei loro diritti di lavoratori. Dopo la procedura d’infrazione aperta all’Ue il 15 luglio 2021 che sancisce il drammatico è incomprensibile fallimento della Ministra Cartabia di risolvere il problema, il Parlamento italiano non può continuare a rimanere inerte.
Numerosi i parlamentari presenti della Lega, di FDI, di Forza Italia e di Italia Viva, che hanno deciso di sostenere gli emendamenti che stabilizzano
i 4.800 magistrati onorari (VPO, GOT e giudici di pace) fino a 70 anni nei ruoli della magistratura ordinaria sull’esempio della legge che nel 1974 stabilizzò i vice pretori onorari. Si tratta di una categoria che ha garantito il funzionamento della
giustizia per tanti anni e non merita di essere privata degli elementari diritti di ogni lavoratore, come la copertura previdenziale, assistenziale, o la maternità e che meritano una retribuzione decorosa consona all’alta funzione giurisdizionale che svolgono.
Il 16 agosto 2021 entra in vigore la riforma Orlando che umilia l’intera categoria.
La Cartabia si era impegnata a riconoscere i diritti negati e a cancellare la Orlando, censurata duramente dalla Commissione europea.
L’avv. De Michele ha chiesto alla Ministra di essere consequenziale, di dimettersi o di risolvere immediatamente la questione dello status della magistratura onoraria in servizio da oltre 15 anni, riconoscendo gli stessi diritti, economici normativi e previdenziali della magistratura togata, come richiesto dalla Corte di giustizia, dalla Corte costituzionale (sentenza 267/2020), dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea, da larghissima parte della magistratura professionale e ora da vasta parte del Parlamento nazionale
Ha fallito

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