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Lecce:Poli Bortone, la grana Guido scuote Palazzo Carafa il “delfino” apre una partita politica


La condanna di primo grado a due anni per corruzione dell’assessore al Welfare mette in difficoltà la sindaca di Lecce. Tra la fiducia dichiarata dalla prima cittadina, le dimissioni annunciate e le rivendicazioni dei partiti, il caso rischia di trasformarsi in un banco di prova per gli equilibri della maggioranza.

LECCE – I problemi politici e giudiziari bussano alla porta di Adriana Poli Bortone e rischiano di investire anche il suo entourage più vicino. La vicenda di Andrea Guido, assessore al Welfare condannato in primo grado a due anni di reclusione per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti affidati al clan camorristico Moccia, si profila come una nuova grana per la sindaca e per gli equilibri della maggioranza che governa Palazzo Carafa.

Una vicenda che non si esaurisce nelle aule giudiziarie, ma si intreccia con le dinamiche politiche della coalizione, le ambizioni dei partiti e le richieste di rappresentanza che potrebbero emergere in caso di un cambio ai vertici dell’assessorato. E proprio qui si apre il capitolo più delicato per Poli Bortone: gestire il caso Guido senza trasformarlo in una resa dei conti interna.

La fiducia della sindaca e le dimissioni annunciate

Per il momento, la linea ufficiale della prima cittadina è improntata alla cautela. Poli Bortone ha ribadito la fiducia nell’assessore, sottolineando che l’inchiesta era già nota al momento del conferimento della delega, nel luglio 2024.

«La fiducia che gli ho accordato allora, assumendomi la responsabilità di quella scelta, la rinnovo oggi con la stessa convinzione», ha dichiarato la sindaca, precisando che Guido resterà al suo posto in attesa delle determinazioni della Prefettura di Lecce sull’eventuale sospensione dall’incarico.

Una posizione che punta a evitare decisioni affrettate e a riaffermare il rispetto delle procedure. La sentenza, infatti, è di primo grado e non definitiva. Il tribunale ha inoltre escluso, a carico dell’assessore, l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

Guido, tuttavia, ha annunciato l’intenzione di dimettersi per dare «un esempio di correttezza e di trasparenza». Una scelta che potrebbe anticipare gli effetti di un eventuale provvedimento prefettizio, ma che, soprattutto, aprirebbe una partita politica destinata a coinvolgere direttamente la sindaca.

Il “delfino” e gli equilibri della maggioranza

La questione, infatti, non riguarda soltanto la permanenza di Guido nell’esecutivo. Attorno alla sua posizione si muovono interessi politici e rivendicazioni che potrebbero mettere alla prova la tenuta della coalizione.

Il sostegno di Puglia Popolare, insieme all’Udc, ha rappresentato un tassello importante della coalizione che ha sostenuto Poli Bortone alle comunali del giugno 2024. Guido, forte delle sue 1.349 preferenze personali, è arrivato in Consiglio comunale con un consistente consenso elettorale.

Un patrimonio politico che, in caso di uscita dalla giunta, potrebbe tradursi in nuove richieste da parte delle forze che lo hanno sostenuto. Il nodo è capire chi occuperà lo spazio lasciato libero e, soprattutto, quali garanzie verranno offerte agli alleati.

Tra le ipotesi che circolano figura l’ingresso in giunta di Lara Cataldo, capogruppo Udc-Puglia Popolare, con il conseguente ingresso in Consiglio comunale di Gigi Valente. Uno scenario che, se confermato, ridisegnerebbe almeno in parte gli equilibri interni alla maggioranza.

È in questo contesto che il caso del cosiddetto “delfino” rischia di diventare qualcosa di più di una vicenda personale: un passaggio capace di mettere in discussione la distribuzione delle deleghe e il peso politico delle diverse componenti della coalizione.

Fratelli d’Italia potrebbe chiedere più spazio

Le possibili conseguenze non si fermano a Udc e Puglia Popolare. La vicenda potrebbe infatti riaprire il confronto anche con Fratelli d’Italia, che in Consiglio comunale può contare su sei consiglieri, ai quali si aggiungono i due del Movimento Regione Salento, a fronte di tre assessori espressi nell’esecutivo.

Un rapporto numerico che potrebbe alimentare richieste di maggiore rappresentanza in giunta, soprattutto se l’uscita di Guido dovesse aprire formalmente la strada a una redistribuzione degli incarichi.

La sindaca si troverebbe così a dover conciliare esigenze differenti: da un lato, mantenere gli impegni politici assunti con gli alleati; dall’altro, evitare che la sostituzione di un assessore diventi l’occasione per un rimpasto più ampio.

Non è detto che la vicenda sfoci necessariamente in una revisione complessiva dell’esecutivo. Ma la possibilità che il caso Guido faccia emergere tensioni rimaste finora sotto traccia appare uno degli aspetti politicamente più rilevanti.

La strategia di Poli Bortone: guadagnare tempo

Per ora, Poli Bortone sembra intenzionati a prendere tempo. La conferma della fiducia a Guido consente alla sindaca di mantenere una linea di continuità, rinviando le decisioni definitive al momento in cui sarà più chiaro il quadro amministrativo e giudiziario.

La Prefettura dovrà ricevere gli atti dal tribunale competente, esaminare la documentazione e valutare l’eventuale applicazione della normativa sulla sospensione degli amministratori. Soltanto dopo questi passaggi sarà possibile delineare con maggiore precisione le conseguenze istituzionali della vicenda.

Nel frattempo, il confronto politico potrebbe proseguire lontano dai riflettori, attraverso interlocuzioni riservate e verifiche sui rapporti di forza all’interno della coalizione.

La sindaca, dunque, è chiamata a muoversi su un terreno delicato. Una sostituzione immediata potrebbe aprire la strada a nuove rivendicazioni; un’attesa troppo lunga rischierebbe invece di alimentare incertezza e malumori tra gli alleati.

Una prova per la sindaca e per la coalizione

Il caso Guido mette Poli Bortone davanti a un doppio problema: gestire le conseguenze politiche di una vicenda giudiziaria che coinvolge un suo assessore e impedire che le inevitabili decisioni sul futuro della giunta diventino il detonatore di un confronto più ampio.

La fiducia dichiarata dalla sindaca non cancella le incognite. Se Guido lascerà effettivamente l’incarico, si aprirà una partita nella quale conteranno il peso elettorale, gli accordi tra i partiti e le aspettative dei gruppi consiliari.

Per Poli Bortone, il rischio è che una vicenda nata attorno alla posizione di un singolo assessore finisca per trasformarsi in una verifica degli equilibri politici di Palazzo Carafa.

Il punto, adesso, non è soltanto chi prenderà il posto di Guido. È capire se la maggioranza riuscirà a gestire la successione senza mettere in discussione gli accordi che hanno portato alla vittoria elettorale del 2024.

La sindaca predica calma e fiducia. Sotto la superficie, però, la partita è già aperta: tra il futuro dell’assessorato, le ambizioni degli alleati e le possibili richieste di rimpasto, il caso del suo “delfino” potrebbe diventare uno dei passaggi più delicati della sua amministrazione.

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