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Nobiletti non arretra: la sfida e la nuova partita politica della Capitanata


VIESTE — Giuseppe Nobiletti non sembra avere alcuna intenzione di arretrare. Nonostante le difficoltà, le tensioni politiche e le vicende giudiziarie che hanno inevitabilmente segnato il suo percorso, ho,da sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia continua a muoversi sulla scena politica con determinazione e una tenacia che, nel bene e nel male, lo hanno caratterizzato negli ultimi anni.
Le sue ultime uscite pubbliche e la crescente presenza sui social sembrano indicare una volontà precisa: restare protagonista e non lasciare ad altri il controllo della partita politica della Capitanata.Ha imparato bene da Piemontese suo ex riferimento sia politico che personale.Acquisendo scaltrezza e facendosi scivolerà addosso tutte le critiche giuste e non,per non aver rispettato gli impegni presi.

È in questa prospettiva che assumono un peso particolare le sue parole: «In questo momento siamo nel mirino perché Vieste è cresciuta molto non solo dal punto di vista turistico ma anche quello politico. Abbiamo spostato l’asse da Foggia a Vieste e questo forse non è piaciuto».

Una dichiarazione che fotografa, secondo Nobiletti, una trasformazione degli equilibri territoriali. E proprio questa trasformazione sembra essere diventata il cuore della sua strategia.

La determinazione di Nobiletti
Nobiletti ha costruito la propria esperienza politica partendo da Vieste e trasformando progressivamente il consenso locale in una rete di relazioni più ampia.
La sua capacità di dialogare con ambienti politici diversi gli ha permesso di mantenere rapporti trasversali e di costruire alleanze anche oltre i confini del proprio schieramento. È pure vero che negli ultimi anni sono entrati persone che non hanno esperienza politica pertanto non sanno comportarsi.Per NOBILETTI diventa una strategia non sempre semplice e che, nel tempo, ha prodotto anche problemi e contrapposizioni.

Ma il dato politico che emerge oggi è un altro: Nobiletti non sembra disposto a farsi mettere ai margini.

Anche nei momenti più complicati, la sua azione politica non si è completamente fermata. Le vicende giudiziarie hanno imposto prudenza e una fase di maggiore esposizione, ma non hanno cancellato la rete di rapporti costruita sul territorio.

Anzi, le ultime settimane sembrano raccontare un Nobiletti nuovamente determinato a far capire che la partita politica non è affatto chiusa.

La carta della Provincia
La presidenza della Provincia di Foggia rappresenta oggi il principale strumento attraverso il quale Nobiletti può continuare a esercitare un ruolo politico territoriale.L’incarico istituzionale gli ha fatto aprire gli occhi e avendo acquisito da Piemontese modi e toni, li sta utilizzando promettendo interventi con il ritorno dei voti.
La Provincia gli consente di mantenere un rapporto diretto con i sindaci della Capitanata e di confrontarsi quotidianamente con amministrazioni alle prese con problemi concreti: strade, scuole, manutenzione, infrastrutture e servizi.I suoi compagni di Di Carlo e Di Vitò vice sindaco di Ortanova e sindaco ultimamente sono in diparte. Di Carlo capo di gabinetto della Provincia è silenzioso aspetta gli eventi.

Persone che mantengono una rete che, inevitabilmente, produce rapporti politici e sopratutto sostegno.

Ogni intervento, ogni confronto istituzionale, ogni rapporto con un’amministrazione comunale può diventare un tassello di una costruzione politica più ampia.

Ed è proprio questo che rende la posizione di Nobiletti particolarmente delicata.

Perché mentre il presidente della Provincia consolida il proprio spazio, gli equilibri politici tradizionali della Capitanata vengono inevitabilmente messi in discussione.

Il nodo Piemontese
È qui che entra in gioco Raffaele Piemontese.
Il rapporto tra i due rappresenta probabilmente uno dei punti più delicati della politica foggiana. Non necessariamente uno scontro dichiarato, ma una contrapposizione che può trasformarsi in un vero e proprio conflitto politico sotterraneo.

Da una parte Piemontese, molto abile e determinato a far fuori qualsiasi persona che ostacoli lui o persone vicine a lui.Ricordiamo che è figura centrale della politica regionale e riferimento storico di una parte importante degli equilibri della Capitanata.Nessuno politico locale di opposizione parlerebbe male di Piemontese.Sanno come reagirebbe.Ricordiamo le ultime elezioni amministrative a San Severo intervenne facendo votare il centro destra a sinistra a favore di Masucci candidato del centro sinistra. Dall’altra Nobiletti, che dalla posizione di presidente della Provincia sta cercando di costruire una propria area di influenza.

Il problema, per Piemontese, potrebbe essere proprio questo: la crescita di un altro centro di potere politico nel territorio foggiano.

Per Nobiletti, invece, la Provincia rappresenta l’occasione per dimostrare che il baricentro della politica provinciale può essere spostato.

E la sua frase sull’asse Foggia-Vieste sembra dire esattamente questo.

Vieste come laboratorio politico
La crescita di Vieste non è soltanto turistica.
Negli ultimi anni la città ha cercato di trasformare il proprio peso economico e turistico in una maggiore capacità di rappresentanza istituzionale.

Un passaggio significativo è stato il percorso politico di Rossella Starace, già assessore al Turismo del Comune di Vieste, sostenuta nel suo percorso verso la Regione Puglia, prima come consigliera regionale e successivamente come assessora.Adesso non sappiamo cosa possa fare in futuro.

Le vicende giudiziarie hanno inevitabilmente complicato quella stagione politica e imposto un rallentamento. Ma l’idea di fondo non sembra essere tramontata: portare Vieste fuori dal ruolo di semplice destinazione turistica e trasformarla in un punto di riferimento politico della Capitanata.

Nobiletti sembra ancora credere in questa impostazione.

Un equilibrio sempre più difficile
Il problema è che quando un nuovo centro politico cresce, inevitabilmente si crea una reazione da parte di chi vede messo in discussione il proprio spazio.
È qui che possono nascere le difficoltà con Piemontese.

La politica della Capitanata rischia così di trasformarsi in una partita fatta non soltanto di programmi e amministrazione, ma anche di posizionamenti, alleanze e controllo del consenso territoriale.

Nobiletti, grazie alla Provincia, dispone oggi di una piattaforma istituzionale importante. Piemontese idem in più conserva una posizione di grande rilievo regionale. NOBILETTI ha imparato da Piemontese a gestire la cosa pubblica per i propri scopi personali.Entrambi hanno rapporti con amministratori e territori.

Il rischio è che questa competizione produca un conflitto freddo, combattuto lontano dai riflettori ma percepibile nelle dinamiche politiche locali.

E quando due leadership cercano di consolidarsi sullo stesso territorio, le conseguenze possono ricadere anche sulle amministrazioni e, indirettamente, sui cittadini.

La magistratura è lenta,non sappiamo se in questa situazione lo è ancora di più,certo che il tutto è anomalo.Ma effettivamente le inchieste non possono diventare armi politiche
In questo scenario c’è poi il capitolo più delicato: quello giudiziario.
Le inchieste devono seguire il loro corso e le responsabilità devono essere accertate dalla magistratura. Ma sarebbe altrettanto pericoloso trasformare ogni indagine in un’arma da utilizzare nella competizione politica.

Il principio deve essere chiaro: un’inchiesta non equivale a una condanna, così come la politica non può sostituirsi alla magistratura.

Allo stesso tempo, chi ricopre incarichi pubblici deve essere consapevole che le vicende giudiziarie hanno inevitabilmente una ricaduta sul piano politico e sull’immagine delle istituzioni.

È proprio su questo terreno che la determinazione di Nobiletti viene oggi messa alla prova.

Nobiletti non molla
La sensazione è che Nobiletti abbia scelto di non aspettare passivamente gli eventi.Scelta politica o reazione personale nonbeagionara?
Stiamo vedendo che cercando di difendere lo spazio conquistato e, soprattutto, di dimostrare che Vieste può avere una voce autonoma nella politica della Capitanata.Ma c’è qualche dubbio, alcuni politici hanno espresso.

La sua tenacia è evidente. Ma proprio questa determinazione può aumentare le tensioni con chi, come Piemontese, è abituato a muoversi all’interno di equilibri consolidati.

I suoi supporter Di Carlo vice sindaco di Orta Nova e Di Vitò sindaco di Orta Nova sono in disparte per problemi tecnici e procedure. I due hanno scelto dopo gli ultimi eventi, di stare in disparte.

La vera partita, quindi, non è soltanto personale.

È una partita sul futuro equilibrio politico della provincia di Foggia.

Se Nobiletti riuscirà a consolidare la rete costruita attraverso la Provincia e a mantenere il rapporto con i diversi territori, il suo peso politico potrebbe crescere ulteriormente.

Se invece le tensioni con Piemontese dovessero trasformarsi in uno scontro aperto, la Capitanata potrebbe trovarsi davanti a una delle più significative contrapposizioni politiche degli ultimi anni.

Una cosa, però, sembra ormai evidente: Nobiletti non sembra intenzionato a non farsi da parte.

E quella frase sull’asse spostato da Foggia a Vieste potrebbe essere molto più di una semplice dichiarazione. Potrebbe essere il manifesto di una strategia politica che, nonostante gli ostacoli, il presidente della Provincia sembra determinato a portare avanti

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