Bari si stringe attorno ad Antonio Decaro per l’ultimo saluto al padre Giovanni. Chiesa gremita e tanta commozione
A San Nicola, a Torre a Mare, l’addio a Ninuccio, storico ferroviere e protagonista della vita politica barese. Presenti rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici, forze dell’ordine e tantissimi cittadini. Il ricordo del parroco e le parole del presidente della Regione: «Dovremo essere umili con gli umili e forti con i forti».
Una chiesa gremita, tanta commozione e una partecipazione corale per stringersi attorno ad Antonio Decaro nel giorno dell’ultimo saluto al padre Giovanni, scomparso ieri all’età di 84 anni. Bari si è ritrovata nella chiesa di San Nicola, a Torre a Mare, per accompagnare la famiglia Decaro in un momento di profondo dolore. Una presenza numerosa e trasversale, che ha riunito istituzioni, politica, rappresentanti delle forze dell’ordine e soprattutto tanti cittadini che conoscevano Giovanni, per tutti semplicemente Ninuccio.
Accanto al presidente della Regione Puglia, già sindaco di Bari, c’erano la madre Isa, il fratello Nicola, ordinario del dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, le figlie e gli altri familiari. Una giornata di raccoglimento che ha coinvolto un’intera comunità, in particolare quella di Torre a Mare e di Noicattaro, dove Giovanni Decaro era molto conosciuto e stimato.
La celebrazione è iniziata con qualche minuto di ritardo a causa del maltempo, che ha reso più difficoltoso l’arrivo dei partecipanti. La commozione, però, era palpabile anche all’esterno della chiesa, dove numerose persone si sono radunate per rendere omaggio al padre del governatore.
In prima fila il sindaco di Bari, Vito Leccese, mentre tra i presenti c’era anche l’assessore comunale Pietro Petruzzelli, già componente della giunta guidata da Decaro. Numerosa la rappresentanza politica e istituzionale: tra gli altri, il parlamentare Marco Lacarra, l’ex presidente della Regione Michele Emiliano e gli assessori regionali Eugenio Di Sciascio, Francesco Paolicelli e Debora Ciliento.
Presenti anche numerosi consiglieri regionali, appartenenti a diversi schieramenti politici, tra cui Dino Basile, Fabio Romito e Luigi Lobuono. A rendere omaggio a Giovanni Decaro anche dirigenti e dipendenti della Regione Puglia e del Comune di Bari.
Particolarmente significativa la presenza dei tanti cittadini di Torre a Mare e Noicattaro. Per loro Giovanni non era soltanto il padre di un importante rappresentante istituzionale, ma una persona di famiglia, un volto familiare, un uomo che aveva condiviso con il territorio una parte importante della propria vita.
Folta anche la rappresentanza delle forze dell’ordine. Tra i presenti il comandante regionale della Guardia di Finanza, Antonio Quintavalle Cecere, il comandante regionale dei Carabinieri, Raffaele Covetti, il comandante provinciale dei Carabinieri di Bari, Gianluca Trombetti, il prefetto di Bari, Rossana Riflesso, il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, e il questore di Brindisi, Aurelio Montaruli.
Giovanni Decaro era stato ferroviere nella vita professionale, ma aveva anche coltivato una passione per la politica e per l’impegno amministrativo. Nel 1992 aveva ricoperto l’incarico di assessore alla Mobilità nella giunta guidata dalla sindaca Daniela Mazzucca, in quota Partito socialista italiano. Il suo nome è legato anche al progetto del collegamento metropolitano tra la stazione centrale di Bari e l’aeroporto, poi realizzato nel 2000.

Un uomo dalla forte identità socialista, che aveva seguito da vicino anche il percorso politico del figlio Antonio, diventando uno dei principali artefici delle sue campagne elettorali. Un sostegno discreto ma costante, accompagnato da consigli e da una visione della politica fondata sul rapporto con le persone.
A celebrare la funzione è stato don Fabio Carbonara, per molti anni parroco della chiesa di San Nicola e legato a Giovanni da un rapporto personale particolarmente intenso. Il sacerdote ha ricordato il legame costruito nel tempo e la disponibilità di Ninuccio verso gli altri.

«È stato un pilastro della comunità, aiutava tutti», ha detto don Carbonara, ricordando con affetto il rapporto speciale che li univa. «Con lui c’è stato un feeling speciale, mi aveva praticamente adottato».
Parole che hanno restituito il ritratto di un uomo profondamente inserito nella vita del quartiere, capace di costruire relazioni e di essere un punto di riferimento per chi gli stava vicino.
A chiudere la cerimonia è stato il discorso di Antonio Decaro. Un intervento breve, carico di emozione, nel quale il presidente della Regione ha voluto affidare al padre una promessa e, al tempo stesso, un impegno per il futuro.
«Porteremo avanti quello che dicevi sempre tu», ha detto Decaro, ricordando uno degli insegnamenti più importanti ricevuti da Giovanni: «Dovremo essere umili con gli umili e forti con i forti».

Un principio che il governatore ha scelto di trasformare in un’eredità da custodire e portare avanti. Così Bari ha salutato Ninuccio: tra gli affetti familiari, il ricordo di una vita dedicata al lavoro e alla comunità e l’abbraccio di una città che ha voluto essere presente accanto alla famiglia Decaro.

