Andria(BT):Una giovane vita al servizio degli altri entusiasmo, passione e il sogno di diventare medico nell’Esercito
Aveva entusiasmo, determinazione e una profonda volontà di mettersi al servizio degli altri. La sua era una vita guidata da valori autentici, dalla passione per il proprio lavoro e dal desiderio di continuare a crescere, professionalmente e umanamente. La giovane militare morta nel tragico incidente dell’elicottero CH-47 in Bosnia rappresentava proprio questo: una ragazza piena di energia, animata da una forte motivazione e dalla voglia di costruire il proprio futuro aiutando gli altri.
Non si accontentava di svolgere con impegno il proprio incarico. Voleva andare oltre, ampliare le proprie conoscenze e acquisire nuove competenze. Per questo aveva scelto di studiare Medicina, con l’obiettivo di poter un giorno svolgere anche il ruolo di medico nell’Esercito. Un percorso impegnativo, affrontato con la determinazione di chi crede profondamente nella propria missione e desidera mettere le proprie capacità al servizio della collettività.
Un progetto di vita che racconta molto della sua personalità: la voglia di imparare, di migliorarsi e di essere sempre più utile agli altri. Il lavoro militare, per lei, non era soltanto una professione, ma una scelta di responsabilità e dedizione.
La sua vita era stata contraddistinta anche da un significativo impegno nel volontariato. Dal 2019 al 2022 aveva fatto parte della Misericordia di Canosa di Puglia, prima di trasferirsi a Roma per intraprendere il percorso nella Croce Rossa militare. Un’esperienza che aveva contribuito a consolidare quella sensibilità verso il prossimo che tanti oggi ricordano come uno dei tratti distintivi del suo carattere.

A ricordarla con parole cariche di dolore è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha sottolineato il suo temperamento e la sua capacità di trasmettere positività.
«Una ragazza conosciuta per il suo temperamento e la sua testimonianza di forte positività. Una vita intrisa di volontariato e sani princìpi. Sono incredula», ha scritto la prima cittadina. E ancora: «Come si fa a commentare dovendo elaborare una perdita così grave, così inspiegabile?». Parole accompagnate dal desiderio di abbracciare, a nome dell’intera città, il ricordo di quella giovane donna, di ciò che è stata e degli ambiti che ha servito con onore.
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Nel suo passato c’era anche una parentesi nel mondo dello spettacolo: nel 2012 aveva partecipato a Miss Italia, riuscendo a raggiungere la finale nazionale. Un’esperienza che testimonia un’altra dimensione della sua giovane vita, ricca di interessi, occasioni e aspirazioni.
La tragedia si è consumata durante una missione in Bosnia. L’elicottero, un CH-47, era partito la mattina precedente da Viterbo e, dopo uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto il Paese balcanico. Il velivolo era impegnato nell’ambito dell’operazione europea Eufor Althea e sarebbe precipitato durante una delle quotidiane attività addestrative.

Nell’incidente hanno perso la vita anche il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo.
Quattro vite spezzate, quattro storie che si interrompono mentre erano impegnate in un’attività al servizio delle istituzioni e della collettività.
Di lei, oggi, resta soprattutto il ricordo di una giovane donna che guardava avanti, che aveva voglia di fare, di studiare e di imparare. Una ragazza che aveva scelto di dedicare il proprio tempo agli altri e che desiderava trasformare la propria passione per il servizio in una competenza ancora più grande, quella di poter curare e salvare vite umane.

Il suo sogno di indossare anche il camice da medico nell’Esercito rimane incompiuto. Ma la sua storia, fatta di entusiasmo, volontariato, impegno e generosità, restituisce il ritratto di una giovane vita vissuta con intensità e con un obiettivo preciso: essere utile agli altri.

