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Foggia:Furti d’auto, l’allarme del procuratore Infante «La provincia di Foggia sempre ai vertici delle classifiche»


Foggia — I furti di autovetture continuano a rappresentare una delle principali emergenze criminali della provincia di Foggia. Un fenomeno radicato sul territorio e che, secondo quanto sottolineato dal procuratore di Foggia Enrico Infante, colloca stabilmente la Capitanata ai primi posti nelle statistiche relative ai reati che riguardano le automobili.
«I furti di auto sono una piaga del territorio della provincia di Foggia, come la provincia confinante della Bat (Barletta-Andria-Trani) e quella di Napoli. Siamo sempre al vertice delle classifiche e degli indici di criminalità per quello che riguarda i reati concernenti le auto», ha dichiarato Infante nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i risultati di una complessa attività investigativa.

Il procuratore ha inoltre richiamato le conseguenze economiche che il fenomeno produce anche sulla popolazione: «Del resto poi lo vediamo ogni volta che andiamo a pagare le tariffe delle assicurazioni che aumentano».

Le dichiarazioni sono arrivate nell’ambito della conferenza stampa dedicata all’operazione che ha portato al fermo di 12 persone, accusate, a vario titolo, di essere coinvolte in un’associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture rubate.

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Gli 8 provvedimenti, eseguiti dalla Polizia Stradale nella giornata di martedì 22 settembre, hanno interessato persone italiane e straniere, per lo più di origine africana. Quattro degli indagati risultano al momento irreperibili, mentre per otto di loro il fermo è stato convalidato dal Gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

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La filiera delle auto rubate
L’indagine ha consentito agli investigatori di ricostruire, secondo l’ipotesi accusatoria, una vera e propria filiera criminale che si sviluppava tra Stornara, Foggia e Orta Nova.
Un sistema articolato in diverse fasi: dalla movimentazione e dall’occultamento delle vetture rubate allo smontaggio all’interno di siti appositamente individuati, fino allo stoccaggio delle singole componenti.

L’attività proseguiva quindi con la distruzione e la compattazione delle scocche, una procedura che avrebbe consentito di alterare o cancellare gli elementi identificativi originari dei veicoli, rendendo più difficile la loro riconducibilità alle autovetture sottratte.

Un meccanismo che, secondo quanto emerso dall’inchiesta, non si limitava dunque al semplice furto del veicolo, ma si sviluppava attraverso una serie di passaggi finalizzati alla gestione e al riciclaggio delle automobili e dei loro componenti.

Un fenomeno che pesa sul territorio
Il richiamo del procuratore Infante riporta così l’attenzione su una problematica che da anni interessa la provincia di Foggia e che coinvolge non soltanto il fronte della sicurezza, ma anche quello economico.

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Il riferimento alle province della Bat e di Napoli evidenzia inoltre la presenza di un fenomeno che interessa in maniera particolarmente significativa alcune aree del Mezzogiorno, dove il mercato illegale delle auto rubate si intreccia con attività di ricettazione, riciclaggio e smontaggio dei veicoli.

L’operazione della Polizia Stradale rappresenta, in questo quadro, un ulteriore tassello nell’attività di contrasto alla filiera criminale che ruota attorno alle autovetture rubate.

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Le parole del procuratore Infante, tuttavia, fotografano anche una realtà più ampia: il furto d’auto resta una delle piaghe criminali che maggiormente incidono sulla provincia di Foggia, con ricadute che arrivano fino ai costi sostenuti quotidianamente dai cittadini, compresi quelli delle assicurazioni.

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