Foggia:Le rivelazioni del collaboratore di giustizia Pino Francavilla «Un sistema estorsivo che avrebbe condizionato l’economia»
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pino Francavilla continuano a rappresentare uno dei principali filoni investigativi sul presunto intreccio tra criminalità organizzata e mondo imprenditoriale nel Foggiano. Nei verbali consegnati alla Direzione Distrettuale Antimafia, il collaboratore descrive un articolato sistema di estorsioni che, secondo il suo racconto, avrebbe interessato numerose attività economiche e imprenditoriali del territorio.
Nelle sue dichiarazioni, Francavilla sostiene che per anni la criminalità organizzata avrebbe imposto il pagamento di somme di denaro ad aziende, imprenditori e attività commerciali attraverso un sistema consolidato di intimidazioni e riscossioni periodiche. Tra gli episodi descritti figurano presunte estorsioni ai danni di imprese edili, costruttori, attività commerciali, sale giochi, strutture ricettive, imprese funebri, pastifici e altre realtà economiche.
Il collaboratore attribuisce inoltre ruoli e compiti a diversi appartenenti ai gruppi criminali, indicando, per ciascun episodio, chi avrebbe partecipato all’organizzazione, chi avrebbe materialmente riscosso il denaro e come sarebbero stati distribuiti i proventi illeciti. Le sue dichiarazioni comprendono anche il racconto di una presunta tentata estorsione nei confronti dell’ex proprietario del Foggia Calcio, con l’indicazione delle persone che, secondo il collaboratore, avrebbero preso parte alla vicenda.
Un capitolo rilevante dei verbali riguarda l’organizzazione interna del gruppo criminale. Francavilla descrive una struttura articolata in tre distinti nuclei operativi, ciascuno con propri referenti e sodali, che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero gestito le attività illecite e il controllo del territorio.
Le dichiarazioni del collaboratore costituiscono un importante elemento investigativo, ma dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria e riscontrate con prove autonome. Spetterà infatti al processo accertare la fondatezza delle accuse formulate e le eventuali responsabilità penali delle persone coinvolte, che devono considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
L’inchiesta ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale e della capacità delle organizzazioni criminali di esercitare, secondo l’ipotesi accusatoria, un controllo diffuso su importanti settori dell’imprenditoria, alimentando un sistema di intimidazione e assoggettamento che la magistratura è chiamata ad accertare nelle sedi competenti.

