Cerignola-Ascoli Satriano(FG):Due rapine in un giorno la forza della criminalità organizzata e la sfida per lo Stato
Due assalti in poche ore, due obiettivi diversi, una pianificazione che appare estremamente accurata. È questo il dato che emerge dalla giornata di lunedì 6 luglio nel Foggiano, dove un commando ha assaltato un portavalori sulla provinciale 231, nel territorio di Cerignola, mentre un’altra banda ha rapinato un tir carico di sigarette sulla statale 655, in agro di Ascoli Satriano.

Il primo colpo è stato portato a termine con modalità militari: uomini incappucciati e armati di fucili hanno bloccato il blindato, esplodendo una decina di colpi d’arma da fuoco prima di far saltare con l’esplosivo il portellone del mezzo e impossessarsi del denaro. Per rallentare l’intervento delle pattuglie sono state incendiate due automobili lungo le vie di fuga.

Poche ore prima, un’altra organizzazione criminale aveva preso di mira un autoarticolato che trasportava sigarette. Il tir è stato bloccato da un mezzo pesante posto di traverso sulla carreggiata, mentre un gruppo di uomini incappucciati si è impossessato del carico. L’autista e i due vigilantes della scorta sono stati sequestrati, privati delle armi e delle uniformi e successivamente abbandonati nelle campagne, fortunatamente senza riportare ferite.

Sarà il lavoro di Polizia e Carabinieri a chiarire se tra i due episodi esista un collegamento operativo. Al momento non vi sono conferme investigative in tal senso. Ma, indipendentemente dall’eventuale matrice comune, i due assalti raccontano una realtà difficile da ignorare: nel territorio continua a operare una criminalità capace di organizzare azioni complesse, coordinate e ad alto rischio, mettendo sotto pressione il sistema della sicurezza.

Per realizzare due rapine di questa portata nello stesso giorno non bastano improvvisazione e audacia. Servono uomini, mezzi, armi, esplosivi, veicoli di appoggio, vie di fuga pianificate e una precisa distribuzione dei ruoli. Serve soprattutto una struttura organizzativa in grado di coordinare ogni fase dell’operazione, riducendo al minimo gli imprevisti e aumentando le probabilità di successo.
C’è poi un interrogativo che merita particolare attenzione. I due obiettivi non sono stati scelti casualmente. I rapinatori sembrano conoscere con precisione i percorsi, gli orari e le modalità di spostamento dei mezzi assaltati. Come abbiano acquisito queste informazioni sarà uno degli aspetti che le indagini dovranno chiarire. Potrebbe trattarsi di attività di osservazione, pedinamenti o di altre modalità di raccolta delle informazioni. Qualunque sia la risposta, è evidente che simili operazioni presuppongono un’attenta fase preparatoria.

Preoccupa anche la disponibilità di armamento. Fucili, esplosivi e mezzi utilizzati per bloccare le strade e incendiare veicoli rappresentano risorse che difficilmente appartengono alla criminalità occasionale. Sono strumenti che richiedono capacità logistiche, disponibilità economiche e una rete organizzativa consolidata.

Il fatto che due azioni così articolate siano state portate a termine nell’arco della stessa mattinata, con i responsabili riusciti a dileguarsi, rappresenta una sfida evidente per lo Stato. Non è una questione che riguarda soltanto l’efficienza delle forze dell’ordine, impegnate quotidianamente in un territorio complesso, ma la capacità delle organizzazioni criminali di pianificare operazioni sofisticate e di sfruttare ogni vulnerabilità del sistema.

Le indagini faranno luce su responsabilità e collegamenti. Nel frattempo, il doppio colpo del 6 luglio lascia un messaggio chiaro: quando la criminalità riesce a colpire due volte in poche ore con modalità tanto organizzate, il problema non è soltanto la singola rapina. È la dimostrazione della forza logistica, della capacità di pianificazione e dell’efficienza operativa di gruppi criminali che continuano a rappresentare una delle principali sfide per la sicurezza del territorio.

