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Ecomafia tra Foggia e BAT: la Puglia trasformata in discarica illegale, Youfoggia.com aveva già denunciato il disastro

Il nuovo terremoto giudiziario che scuote il territorio tra il Foggiano e la BAT riporta al centro una delle emergenze ambientali più gravi e troppo spesso sottovalutate del Mezzogiorno: lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali. L’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, con diciannove misure cautelari eseguite dai carabinieri

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del Nucleo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, conferma l’esistenza di un sistema criminale radicato che avrebbe trasformato vaste aree agricole pugliesi in discariche abusive.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i rifiuti provenienti da diverse province della Campania sarebbero stati trasportati e abbandonati illegalmente nelle campagne delle province di Foggia e della BAT, mettendo a rischio ambiente, salute pubblica e intere filiere agricole. Un quadro inquietante che, ancora una volta, evidenzia la vulnerabilità del territorio di Capitanata davanti agli interessi della criminalità organizzata legata al traffico illecito dei rifiuti.

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Youfoggia.com aveva già acceso i riflettori su questo fenomeno attraverso diversi articoli e segnalazioni pubblicate negli ultimi anni, denunciando l’aumento di episodi sospetti nelle campagne e il continuo ritrovamento di materiali abbandonati illegalmente. Un allarme che oggi trova purtroppo conferma nell’inchiesta della Procura antimafia barese.
Le criticità emerse sono molteplici e particolarmente gravi. Innanzitutto, la capacità delle organizzazioni criminali di sfruttare aree rurali isolate per occultare tonnellate di rifiuti speciali, spesso con controlli insufficienti o difficoltà di monitoraggio da parte degli enti preposti. A questo si aggiunge il danno ambientale potenzialmente devastante: terreni agricoli contaminati, rischio di infiltrazione di sostanze tossiche nelle falde acquifere e conseguenze dirette sulla qualità delle produzioni agricole.

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Non meno preoccupante è l’aspetto economico e sociale. Il traffico illecito dei rifiuti rappresenta un business milionario che altera il mercato legale dello smaltimento, favorendo organizzazioni criminali capaci di abbattere i costi attraverso pratiche illegali. Le imprese oneste vengono penalizzate, mentre i cittadini pagano il prezzo più alto in termini di salute e degrado ambientale.
L’operazione che vede impegnati circa novanta militari tra Napoli, Bari, Foggia, Caserta, Benevento, Latina e Roma dimostra la complessità di una rete che avrebbe operato su più territori, collegando Campania e Puglia in un presunto sistema organizzato di gestione illecita dei rifiuti speciali.
Ora si attendono ulteriori dettagli dalla conferenza stampa convocata presso la Procura della Repubblica di Bari, dove gli inquirenti illustreranno gli sviluppi investigativi e il contenuto delle misure cautelari eseguite nelle ultime ore.
Resta però una domanda fondamentale: quante altre aree del territorio sono state compromesse negli anni senza che emergesse immediatamente la gravità del fenomeno?
La nuova inchiesta conferma che la lotta contro l’ecomafia non può limitarsi alle sole operazioni repressive, ma necessita di controlli continui, prevenzione, tracciabilità dei rifiuti e maggiore tutela del territorio.
La speranza è che questa maxi operazione rappresenti non solo un colpo alle organizzazioni coinvolte, ma anche un punto di svolta per impedire che la Puglia continui a essere utilizzata come destinazione finale dei traffici illegali di rifiuti.

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