Nel carcere di Foggia sboccia la speranza: detenuti coltivano fiori per la Festa della mamma
“Fiori oltre le sbarre”, nel carcere di Foggia la rinascita passa dalla terra e dalla solidarietà
Un messaggio di speranza, formazione e riscatto sociale è sbocciato nel carcere di Foggia grazie al progetto “Fiori oltre le sbarre”, avviato all’interno del tenimento agricolo dell’istituto penitenziario. L’iniziativa ha coinvolto venti detenuti iscritti ai percorsi scolastici dell’istituto Notarangelo Rosati – Giannone Masi di Foggia, indirizzo tecnologico agraria, trasformando una serra interna in un luogo di apprendimento, responsabilità e inclusione.
Da gennaio gli studenti detenuti hanno seguito tutte le fasi della coltivazione di piante e fiori: dalla preparazione del terreno alla gestione dell’irrigazione, dal monitoraggio della crescita fino alla cura finale delle composizioni floreali. Un’esperienza pratica che ha permesso loro di acquisire competenze concrete nel settore agrario e florovivaistico, spendibili una volta concluso il percorso detentivo.
Il momento più significativo del progetto si è svolto in occasione della Festa della mamma. Cento piante coltivate dai detenuti sono state donate alle mamme in visita ai propri figli, in un gesto simbolico dal forte valore umano ed emotivo. La distribuzione è stata effettuata dalle docenti alla presenza degli stessi studenti detenuti, protagonisti di un’iniziativa capace di abbattere, almeno simbolicamente, le barriere del carcere.
“L’obiettivo è offrire ai detenuti un titolo di studio e competenze professionali utili, soprattutto in un territorio a forte vocazione agricola come quello foggiano”, ha spiegato la capo area educativa del carcere, Paola Errico, sottolineando il valore rieducativo e sociale del progetto.
La giornata è stata arricchita anche da un gesto di solidarietà rivolto alla sezione femminile dell’istituto. Le volontarie dell’associazione Genoveffa De Troia, insieme al Centro Studi Volontariato Foggia, hanno donato alle detenute piccoli manufatti artigianali a forma di fiore, come segno di vicinanza e attenzione in occasione della ricorrenza dedicata alle mamme.
“Fiori oltre le sbarre” rappresenta così molto più di un laboratorio agricolo: è un esempio concreto di come formazione, lavoro e solidarietà possano diventare strumenti di reinserimento sociale, restituendo dignità, fiducia e nuove prospettive a chi vive la realtà del carcere.

