Foggia:Delitto Carta, indagini nel buio tra piste di vendetta e prove audio filtrate, la verità resta nascosta
A quasi un mese dall’omicidio di Dino Carta, avvenuto il 13 aprile alle 21.58 in via Caracciolo a Foggia, l’inchiesta resta avvolta da un fitto riserbo. Gli investigatori continuano a muoversi in un contesto complesso, dove ogni elemento appare frammentario e difficile da ricomporre in un quadro chiaro.

È un lavoro incessante, fatto di sopralluoghi, raccolta di testimonianze e verifiche incrociate, ma che al momento sembra procedere in una sorta di “navigazione al buio”.

Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio ogni dettaglio, senza escludere alcuna ipotesi. In queste settimane, l’attenzione si è concentrata in particolare sugli accertamenti tecnico-scientifici. Tra questi, un ruolo cruciale è svolto dalle perizie foniche: i file audio acquisiti, spesso disturbati da rumori di fondo, vengono sottoposti a sofisticati processi di filtraggio.

Attraverso una serie di passaggi tecnici, gli esperti riescono a migliorare sensibilmente la qualità delle registrazioni, isolando voci e suoni utili a ricostruire i momenti precedenti agli spari. Tecnologie all’avanguardia consentono infatti di ridurre interferenze e disturbi, rendendo possibili trascrizioni più accurate e una migliore interpretazione dei contenuti.

Parallelamente, prosegue l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di individuare movimenti sospetti o dettagli sfuggiti a una prima osservazione. Tuttavia, nonostante l’impegno costante degli inquirenti, nessuna svolta decisiva è stata ancora annunciata.

Nel frattempo, emergono anche elementi che alimentano interrogativi e possibili collegamenti con il passato. Alcuni condomini dello stabile di via Caracciolo 7 hanno richiamato l’attenzione su un episodio avvenuto nello stesso palazzo il 22 ottobre 2023: la morte di un 39enne pregiudicato foggiano, precipitato da un’impalcatura. Un evento che, secondo alcune testimonianze, potrebbe non essere del tutto estraneo al contesto attuale.
È proprio questa la pista che, al momento, sembra essere privilegiata dagli investigatori: quella di una possibile vendetta. Il 39enne deceduto era infatti noto alle forze dell’ordine ed era stato arrestato nel 2021 nell’ambito dell’operazione antidroga “Ultimo Avamposto 2”, una vasta inchiesta sul narcotraffico tra Foggia e il Marocco. In primo grado era stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione, ma successivamente, in appello, era stato dichiarato il non luogo a procedere a causa della sua morte.
Resta però da chiarire se e in che modo questi eventi siano realmente collegati all’omicidio di Dino Carta. Gli inquirenti, per ora, mantengono il massimo riserbo, consapevoli della delicatezza delle indagini. Nel silenzio degli uffici investigativi, il lavoro prosegue senza sosta, tra ipotesi da verificare e indizi ancora da decifrare. Una verità che, almeno per ora, rimane nascosta tra le ombre di un caso ancora tutto da chiarire.

