Foggia, proclamato il lutto cittadino per i funerali di Stefania Rago
La sindaca Maria Aida Episcopo ha firmato il decreto per la proclamazione del lutto cittadino nella giornata di sabato 2 maggio, in occasione dei funerali di Stefania Rago, vittima del femminicidio avvenuto la sera del 23 aprile nella sua abitazione.
L’intera città di Foggia si stringerà attorno alla famiglia della donna attraverso una serie di iniziative simboliche e istituzionali. Le bandiere comunali saranno esposte a mezz’asta e il Gonfalone della città sarà presente alla cerimonia funebre, in programma alle ore 10.30 presso la chiesa di San Michele Arcangelo.
In segno di memoria e impegno contro la violenza di genere, sarà esposto un drappo rosso a Palazzo di Città e la facciata dell’edificio sarà illuminata, in serata, con lo stesso colore, simbolo della lotta contro ogni forma di violenza sulle donne.
Durante lo svolgimento delle esequie saranno sospese tutte le manifestazioni pubbliche ludico-ricreative organizzate dall’Amministrazione comunale. Il provvedimento coinvolge anche le scuole di ogni ordine e grado del territorio, invitate a promuovere momenti di riflessione sul tema della violenza di genere e sull’importanza del rispetto della vita.
Un minuto di raccoglimento sarà osservato nei luoghi di lavoro, secondo modalità autonome, nonché nelle prime sedute utili delle Commissioni consiliari e della Giunta comunale.
L’Amministrazione invita inoltre tutta la cittadinanza a partecipare al lutto collettivo, sospendendo volontariamente le attività lavorative e sociali durante i funerali, per condividere un momento di silenzio e memoria.
Un gesto corale che intende trasformare il dolore in consapevolezza e ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di violenza.
Fermarsi, però, ha senso solo se diventa un punto di partenza: vedere prima, ascoltare meglio, intervenire davvero. Superare l’indifferenza e smettere di considerare “normali” dinamiche che si consumano tra le mura domestiche è una responsabilità che riguarda tutti.
Stefania Rago non è solo una vittima.
È una storia che interpella un’intera comunità.
E il modo in cui scegliamo di ricordarla dirà molto di ciò che saremo capaci di diventare.

