Roma-Economia: Rottamazione quinquies al via debiti azzerati e nuova chance per milioni di contribuenti
Riaprire la rottamazione delle cartelle “a 360 gradi” come leva di politica economica per sostenere famiglie, professionisti e imprese. È questa la strategia che la Lega si prepara a mettere sul tavolo con un articolato pacchetto di emendamenti al decreto legge fiscale (dl n. 38/2026), con l’obiettivo di ampliare in modo significativo il perimetro della definizione agevolata.
La proposta non si limita alla riapertura dei termini della rottamazione quater per i contribuenti decaduti — in particolare coloro che non sono riusciti a rispettare le scadenze del 30 novembre 2025 e del 28 febbraio 2026 — ma punta a un intervento più ampio e strutturale. Al centro, l’introduzione di una “rottamazione quinquies” estesa anche ai debiti derivanti da accertamenti fiscali, ai contributi non versati alle casse previdenziali e alle cartelle affidate dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Un ampliamento che, nelle intenzioni del partito, rappresenta una risposta concreta alle difficoltà accumulate negli ultimi anni dal sistema produttivo, ancora alle prese con margini compressi, aumento dei costi e incertezza economica.
“Riaprire il cantiere della rottamazione significa dare ossigeno reale all’economia”, spiega il Responsabile fisco della Lega e Presidente della Commissione Attività produttive della Camera. “Non è un condono, ma uno strumento di responsabilità: permettiamo a chi vuole mettersi in regola di farlo in modo sostenibile, senza essere schiacciato da sanzioni e interessi che spesso rendono il debito ingestibile”.
Dal punto di vista macroeconomico, l’operazione può tradursi in un duplice effetto positivo. Da un lato, consente allo Stato di recuperare risorse che difficilmente verrebbero incassate attraverso le ordinarie procedure di riscossione; dall’altro, libera liquidità per contribuenti e imprese, favorendo consumi, investimenti e nuova attività economica.
Particolarmente rilevante è l’inclusione dei debiti verso le casse previdenziali, una novità che potrebbe incidere soprattutto sui lavoratori autonomi e sui professionisti, categorie che più hanno risentito delle recenti turbolenze economiche. Analogamente, l’estensione alle cartelle degli enti locali apre la strada a un recupero più efficiente dei crediti anche a livello territoriale, migliorando i bilanci degli enti senza aggravare la pressione fiscale.
Il pacchetto di emendamenti si inserisce in una visione più ampia di “pace fiscale”, intesa come strumento per ricostruire un rapporto più equilibrato tra contribuente e amministrazione. Una logica che punta meno sulla coercizione e più sulla collaborazione, incentivando l’adempimento spontaneo.
Non mancano, come sempre, le perplessità legate al tema dell’equità. Tuttavia, i sostenitori della misura sottolineano come interventi mirati e temporanei possano rappresentare un compromesso efficace tra rigore e pragmatismo, soprattutto in una fase in cui la priorità è sostenere la crescita.
Il confronto parlamentare si annuncia intenso, ma la direzione appare chiara: trasformare la rottamazione in uno strumento capace non solo di fare cassa, ma di accompagnare la ripresa economica. In questo scenario, la riapertura “a 360 gradi” si candida a diventare una delle principali leve fiscali del 2026.

