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Foggia:ATAF al bivio gara pubblica, gestione in house o collasso -“ lavoro e trasporto ostaggi degli errori tecnici e politici fatti in quindici anni “

La vertenza sul futuro dell’azienda di trasporto urbano ATAF di Foggia si trasforma in un vero e proprio caso politico-amministrativo, in cui si intrecciano ritardi burocratici, scelte strategiche e la tutela di un servizio pubblico essenziale,non svolti bene. L’allarme lanciato da Faisa Cisal e Filt Cgil, al termine dell’incontro del 16 aprile presso Palazzo Dogana tra la Provincia di Foggia e le rappresentanze sindacali, mette in luce una situazione di stallo che rischia di produrre conseguenze rilevanti sia sul piano occupazionale sia su quello della continuità del servizio.Scelta scellererà della politica di questi ultimi quindici anni.
Il punto di vista dei sindacati
Le organizzazioni sindacali, rappresentate dai segretari Vincenzo Delli Carri e Antonio Tuand per Faisa Cisal, insieme a Fabio Lapalorcia e Alessandro Noceti per Filt Cgil, riconoscono la trasparenza del dirigente provinciale Luciano Follieri, ma denunciano con forza l’inerzia del Comune di Foggia. Secondo quanto emerso, l’amministrazione comunale non avrebbe ancora prodotto né notificato gli atti necessari per procedere con l’affidamento in house del servizio.
Per i sindacati, la gestione in house rappresenta una scelta quasi obbligata. Essa viene considerata l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori ATAF. Il ritardo nell’iter amministrativo viene quindi interpretato come un pericolo concreto: da un lato per il futuro dei dipendenti, dall’altro per la stabilità di un servizio pubblico fondamentale per la mobilità urbana.
Non a caso, Faisa Cisal e Filt Cgil hanno deciso di alzare il livello dello scontro, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con la sindaca, l’assessore alle Partecipate e il prefetto. Il messaggio è chiaro: non è più accettabile che inefficienze o tensioni interne alla macchina amministrativa ricadano sui lavoratori.
Il punto di vista della politica
Sul fronte politico, la questione appare più complessa e meno lineare. Il Comune di Foggia viene accusato di immobilismo, ma dietro questo ritardo potrebbero,anzi ci sono, valutazioni più ampie e delicate che la politica negli anni non ha saputo gestire,dando e permettendo di deliberare fondi che hanno influenzato il bilancio dell’azienda. La scelta tra affidamento in house e gara pubblica non è solo tecnica, ma profondamente politica.
Da un lato, l’affidamento diretto alla società partecipata garantisce un maggiore controllo pubblico(cosa non fatto in questi ultimi quindici anni) e una continuità gestionale, elementi spesso considerati prioritari soprattutto in contesti socialmente fragili. Dall’altro, però, la mancanza di profitti e i costi,autorizzati, elevati del servizio sollevano interrogativi sulla sostenibilità economica del modello attuale.
Una parte della politica potrebbe quindi essere orientata a valutare l’ipotesi di una gara pubblica, che aprirebbe il mercato a operatori privati potenzialmente più efficienti. Tuttavia, questa opzione comporta rischi significativi: dalla possibile riduzione dei livelli occupazionali alla perdita di controllo diretto su un servizio essenziale.
Il risultato è uno stallo decisionale che, secondo i sindacati, si traduce in una “paralisi politico-amministrativa”.
Il quadro normativo
La normativa vigente in materia di trasporto pubblico locale prevede che l’affidamento dei servizi possa avvenire attraverso due modalità principali: gara pubblica oppure affidamento in house, purché siano rispettati determinati requisiti.
Le direttive europee e la normativa nazionale, in particolare il Codice dei contratti pubblici e il regolamento europeo sul trasporto pubblico, stabiliscono che la gara rappresenta la modalità ordinaria, in quanto garantisce concorrenza, trasparenza ed efficienza. Tuttavia, è consentito l’affidamento diretto a società pubbliche (in house) a condizione che l’ente eserciti su di esse un controllo analogo(cosa non fatta) a quello esercitato sui propri servizi e che la società svolga la parte prevalente della propria attività per l’ente affidante.
Nel caso della Provincia di Foggia, il nodo critico è rappresentato proprio dal mancato ricorso alla gara pubblica da molti anni. Questa situazione potrebbe esporre l’ente a rilievi sotto il profilo della legittimità amministrativa e della conformità alle norme europee, soprattutto se non adeguatamente motivata.
Una scelta strategica ancora aperta
Il dibattito resta quindi aperto: è più opportuno proseguire con la gestione in house, nonostante i costi elevati e l’assenza di utili, oppure avviare una gara pubblica affidando il servizio a un operatore privato?
I sindacati non hanno dubbi e difendono con forza la prima opzione,(per una questione di controllo) ritenendola l’unica in grado di garantire stabilità occupazionale. La politica, invece, sembra ancora alla ricerca di un equilibrio tra sostenibilità economica, rispetto delle norme e tutela sociale.
Il Movimento Cinque Stelle,ad inizio di questa amministrazione,aveva dichiarato di voler svolgere maggiore controllo, cosa non fatto, sono rimaste solo parole. Nel frattempo, però, il tempo passa e i ritardi accumulati rischiano di trasformarsi in un problema ancora più grande. La richiesta delle organizzazioni sindacali è chiara: servono decisioni rapide e responsabilità precise. Un politico ha aggiunto”Aggiungiamo decisioni e responsabilità di tutti sia sindacali che politiche, e si facciano un esame di coscienza”. Perché, al di là delle scelte strategiche, ciò che è in gioco è il futuro di un’azienda, dei suoi lavoratori e di un servizio essenziale per l’intera comunità foggiana. Ma tutti, come hanno dichiarato i politici,” si mettano una mano sulla coscienza e vedano come risolvere alcuni problemi amministrativi e tecnici”.

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